TERRACOTTA DAUGHTERS: L’ESERCITO DELLE BAMBINE MAI NATE

LE COSTELLAZIONI SISTEMICHE FAMILIARI DI BERT HELLINGER

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Inizio da questa seconda parte, Bert Hellinger il grande Maestro e le sue costellazioni, per passare poi alla prima, ‘l’esercito delle bambine mai nate’. Da dove proviene la vita che i genitori hanno deciso di darci o di negarci? Forse dalla vita stessa che chiede a qui genitori un Sì... oltre ogni condizione. Certamente loro l’hanno ricevuta a loro volta dai propri genitori, e i loro genitori dai propri genitori, e così via. Certo, la nostra vita ha una origine che affonda le sue radici molto lontano. La vita che ha fatto incontrare centinaia e centinaia di persone che si sono amate affinché noi fossimo qui oggi. Un tempo che aveva in animo NOI, ma questo si perde in un tempo sconosciuto e misterioso.

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Come tutto, come il tempo, anche la vita scorre e va... attraversa storie diverse, scorre lungo i rami di quell’albero genealogico che ci appartiene, quante generazioni dopo generazioni, e la vita è sempre la stessa: inizia, accade, scorre, termina per poi ricominciare. I nostri genitori grazie ad un Sì ci hanno accolti, alcuni sono stati fortemente voluti, altri lasciati andare e ancora altri a cui quel sì non è mai giunto, si sono ritrovati a dover tornare indietro. Non ci sono genitori migliori o peggiori. Non ci sono scelte giuste o scelte sbagliate... tutto accade secondo un disegno più grande. È pur vero che, e la mia esperienza personale, da costellatrice sistemica familiare, in tal senso supportata da centinaia di casi, mi racconta di bambini non nati che avrebbero voluto davvero esserci, alcuni avevano una grande Mission (a detta di chi li rappresentava in scena); missione che è stata bruscamente interrotta, mentre altri, seguendo un dettame già scritto, confermavano un benessere e un essere altrove molto sereno.

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Ma nell’ottica di Bert Hellinger (padre delle costellazioni appunto) che prevede l’accoglienza di ciò che c’è andando oltre l’apparenza delle cose, insegna che tutto ha un senso e oltre ogni giudizio di valore o critica ecco che con compassione e amore ogni cosa ritrova il suo ordine nel grande disegno allargato della vita in senso assoluto. L’impegno che ciascuno dovrebbe accogliere nel cuore è questo: saper osservare il proprio destino, evolvere, apprendendo, ringraziando per quello che c’è oltre ogni se o ma. Anche se siamo piccoli, ancora bambini, il destino... a volte difficile, ci mostra altre opportunità o suggerimenti oltre tutto quello che gli adulti ci raccontano o sperano per noi. Solo se diventiamo riconoscenti verso i nostri genitori e teniamo nel cuore, abbracciandole, tutte le persone che hanno dato vita alle generazioni precedenti (fino all’origine della vita stessa), se prendiamo la vita partendo da quel primo momento, se riusciamo a percepire come scorre il vivere attraverso tutte queste generazioni sentendo il tutto fin dentro la propria anima e il proprio corpo, ecco che il nostro cuore si allarga e il sorriso compare nonostante ogni avversità. Dipendiamo dunque unicamente da questi genitori? Ogni respiro è legato a qualcosa di più grande e trae da questo legame una forza particolare, se riconosciamo questo, ogni passaggio è funzionale al benessere, altrimenti sarà l’infelicità a regnare nel nostro quotidiano.

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Ma i genitori possono anche essere gli artefici di problematiche e limitazioni. È possibile esistere non avendo certe possibilità che altri hanno, è possibile che per motivi diversi dicano no alla vita. Attraverso i propri genitori si possono avere grandi capacità e possibilità particolari o un destino terribile, un destino pesante da accettare, a volte la morte. Comunque sia tutto ha un suo perché, che ne sarebbe del nostro cristianesimo se Giuda, inconsapevole del suo essere come Cristo un agnello sacrificale, avesse detto alla chiamata NO? Era tutto già scritto e il suo NO avrebbe impedito al Salvatore di compire il suo destino. La sua pecca è stata solo quella di non avere compreso il grande compito a cui, da amico di Gesù, era stato chiamato a compiere e ha trasformato quel momento così alto in un banale baratto svilendo il compito a cui era stato chiamato. Ecco il senso di quel suicidio che serviva a riempire un vuoto incolmabile.

cms_1582/bert_hellinger.jpgHellinger un giorno, per meglio farci comprendere di più sul senso dell’accogliere il nostro destino ci ha detto: ‘Vi racconto una storia riguardo a ciò: ‘Una volta a Londra ho lavorato con una donna che aveva la poliomelite. Stava sulla sedia a rotelle e aveva un uomo premuroso che l’accudiva molto bene. Le ho chiesto: I tuoi genitori hanno ringraziato perché tutto è andato bene per te? Rispose: “No.” Le chiesi: “Riesci a rimediare ringraziando tu?” Lei lo fece. Allora le ho chiesto di immaginarsi una certa situazione. Le ho chiesto di immaginarsi di essere cresciuta come le altre ragazze. Poi le ho chiesto di ricordarsi come è stato veramente. Poi le ho chiesto: “Quale destino è più grande?“ Allora lei iniziò a piangere. Non voleva rispondere. Le ho chiesto: “Quale destino è più grande, il tuo com’è stato, o l’altro?” Lei ha detto: “Il mio.” È questo il modo in cui chi ha avuto un destino particolare può e deve vedere le cose.

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Dietro tutto ciò agisce una forza particolare. Deve dire di sì al suo destino e farne qualcosa per sé. Deve percepire: Questa vita mia è quella giusta per me e va bene così.’ Ma l’arte a volte, oltre ogni consapevolezza, è sensibile alle problematiche umane e mandare indietro un figlio che l’universo aveva destinato ad una coppia è una azione che porta conseguenze importanti. Bert Hellinger dice che se una coppia decide di fare questo passo, per quelle due persone non ci sarà mai più una vera occasione per restare coppia. Questa azione divide inesorabilmente i due che non hanno più motivo di stare insieme se hanno contraddetti il fine ultimo di una unione. Spesso i sensi di colpa a seguito di una scelta come questa, albergano per molto tempo nel cuore della madre e spesso sono la causa di un impedimento ad altre future maternità. E poi ecco che scopro un giovane artista sensibile al problema degli aborti voluti, specialmente quelli che obbediscono, come la cina, all’obbligatorietà del contenimento delle nascite; sì, parlo proprio dell’aborto selettivo di genere.

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Vi sto presentando con una nota di consapevole stupore le Terracotta Daughters di Prune Nourry, giovane artista francese residente a New York, che sono attualmente esposte nella mostra collettiva Avec motifs apparents presentata al 104 di Parigi. Si tratta di un’opera piuttosto singolare che il cuore e sviluppa un tema spesso dimenticato di cui è bene essere consapevoli. Sì, è un esercito di bambine cinesi realizzate in terracotta che ci costringe infatti a ripensare agli orrori provocati dalla politica del figlio unico, una legge rimasta in applicazione in Cina per circa trent’anni e modificata soltanto recentemente.

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Ispirato al celebre esercito dell’armata degli oltre 6.000 soldati cinesi di terracotta scoperti a Xi’an nel 1974, l’esercito di Prune Nourry presenta invece 108 sculture di soldatesse bambine, realizzate a grandezza naturale, giovani vite che avrebbero potuto essere e invece la brutalità del ‘pensiero’ umano ha voluto bandire dal mondo. È un lavoro di grande impatto e materializza sotto i nostri occhi una riflessione critica sul tema del disequilibrio demografico in Cina; questa opera degna di grande attenzione e rispetto certamente può essere definita un memoriale... un modo inconsueto di onorare quelle bambine non nate i cui destini sono stati stroncati sul nascere. In Cina, come anche in India, soltanto un terzo della popolazione é composto da donne; questo disequilibrio fra sessi é dovuto a ragioni storico-culturali ben precise legate soprattutto al controllo delle nascite e alla politica del figlio unico attuata dal 1979 al 2013, anno in cui é stata abolita dalla corte suprema cinese.

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I genitori, ancora legati saldamente ad una mentalità patriarcale, preferivano avere figli maschi e le donne in gravidanza, se in attesa di una figlia femmina, venivano spesso costrette ad abortire, anche se al settimo mese di gravidanza, o addirittura sterilizzate, anche in condizioni completamente disumane. Questa mentalità sembra continuare ancora oggi, nonostante il sistema di controllo sia stato modificato. Risultato? Dagli anni ‘80 il numero di uomini celibi non fa che aumentare e questo ha provocato un brutale intensificarsi di violenzedi ogni sorta,rapimenti di bambine, matrimoni forzati, sfruttamento e prostituzione. Troppo spesso e non solo in quelle terre il femminile è vissuto come merce, come se le donne fossero oggetti di cui appropriarsi in tutta frettaprima della loro definitiva estinzione, prima che sia troppo tardi. E forse è effettivamente così, visto chein Asia mancano all’appello milioni di donne. “La politica cinese del figlio unico provoca più violenza contro le donne e le bambine di ogni altra politica sulla terra, di ogni politica ufficialenella storia mondiale” Reggie Littlejohn ( avvocata statunitense, fondatrice di Women’s Rights Without Frontiers, associazione internazionale che lotta contro l’aborto forzato e la schiavitù sessuale in Cina). Care for girl, una campagna contro il genericidio Alla realizzazione di questo progetto ha contribuito l’incontro dell’artista con il Professore Zhu Chuzhu, uno dei più eminenti sociologi cinesi, che proprio nella città di Xi’an porta avanti da moltissimi anni un progetto di ricerca e analisi del fenomeno della selezione dei sessi e che fu fondatore della campagna « Care for girls». Il contrasto fra la bellezza e la forza del sito archeologico a cui quest’opera contemporanea fa riferimento é forte ed eloquente :l’eco della magnificenza della storia della Cina, rappresentato da uno dei suoi capolavori più conosciuti, patrimonio mondiale dell’UNESCO e fonte di fierezza nazionale, confrontato all’immagine di questo doloroso esercito di fantasmi, un esercito che rappresenta un enorme vuoto dovuto alla selezione di genere, macchia e vergogna della Cina contemporanea.

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Ma di chi sono questi volti ?

I volti e i corpi a cui spetta di rappresentare le coetanee mai nate sono bambine realmente esistenti : a partire dal calco effettuato su un campione di 8 bambine incontrate in un orfanotrofio, Prune Nourry ha realizzato una serie di calchi e combinazioni dalle quali sono nate le 116 soldatesse (108 sculture, 8 matrici). Le 8 bambine incontrate grazie all’associazione Les Enfants de Madaifu fondata da Marcel Roux, ex presidente di Medici senza Frontiere, beneficiano oggi di una «borsa di studio» di supporto per i loro futuro e la loro formazione. Ancora una volta le Costellazioni sistemiche familiari, mio ultimo porto lungamente visistato – sono Costellatrice da ben dieci anni e ho condotto oltre seicento Costellazioni familiari - ben si fondono con l’arte che resta il mio primo e grande amore ... Nella prima parte della mia vita, fino a quando sono diventata psicologa, ho partecipato ad oltre sessanta mostre in tutto il mondo e mie opere sono esposte in prestigiosi musei pubblici e privati... Che fortuna aver avuto una vita così intensa e ricca, che fortuna essere diventata un punto di riferimento per tante persone. Certamente ho seguito il mio destino, la mia MISSION, per fortuna sono nata e sono profondamente grata ai miei genitori che mi hanno voluta.

(D. Poggiolini - Psicologa, Ipnoterapeuta, Trainer in PNLt. bioETICA, scrittrice, Mediatrice e Counselor, Costellatrice Sistemica Familiare secondo il modello di Bert Hellinger, supervisore di EMDR, Esperta in sessuologia. Presidente IKOS AgeForm)

Daniela Poggiolini

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