TERRACINA: SPARAVA SUI BRACCIANTI

Arrestato imprenditore dell’agro pontino

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Un’altra importante operazione degli agenti del Commissariato di Polizia Terracina, è avvenuta nelle scorse ore per contrastare la piaga del caporalato. Con la collaborazione di unità della Squadra Volanti, della Squadra Anticrimine e della Polizia Scientifica, la Polizia ha arrestato in flagrante, un 35enne imprenditore dell’agro pontino che si avvaleva della manodopera di braccianti, per lo più provenienti dall’India, a condizioni lavorative umilianti e con retribuzioni da fame. Le indagini, scaturite dalla segnalazione di 5 di loro, hanno appurato che i braccianti agricoli venivano ripetutamente minacciati dal datore di lavoro, che utilizzava armi da fuoco sparando colpi verso di loro per stimolarli ad accelerare la raccolta e la lavorazione dei prodotti, puntando loro l’arma alla gola per intimorirli e per evitare che scappassero. Si è avvalso anche di caporali con il compito di sorvegliare i lavoratori e gli alloggi, fatiscenti, da destinare alla manodopera, facendosi aiutare da complici denunciati in stato di libertà. L’imprenditore è accusato dei reati di sfruttamento del lavoro, minaccia aggravata con l’utilizzo di arma da fuoco, lesioni personali, detenzione abusiva di munizioni, omessa denuncia di materie esplodenti.

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Il Caporalato, “Forma illegale di reclutamento e organizzazione della mano d’opera, spec. agricola, attraverso intermediari (caporali) che assumono, per conto dell’imprenditore e percependo una tangente, operai giornalieri, al di fuori dei normali canali di collocamento e senza rispettare le tariffe contrattuali sui minimi salariali” (Diz. Treccani), continua ad essere una forma di violenza sul lavoro che ha radici profonde, difficili da estirpare. Il ministro Teresa Bellanova sull’arresto a Terracina: “Non ho parolevorrei fosse chiaro fino in fondo che una delle ragioni per cui siamo chiamati a stroncare il caporalato è la degenerazione di ogni tipo a cui caporali e imprese senza scrupoli si sentono autorizzati. Ancora una volta ripeto: abbiamo un’ottima legge che va applicata per intero. Deve essere però altrettanto chiaro: crimini di questa natura non possono e non devono screditare un settore caratterizzato per la maggior parte da imprese sane e rispetto della dignità del lavoro. La legge va applicata fino in fondo anche per questo: difendere l’impresa sana […] la legge 199 funziona, ora dobbiamo rafforzare la prevenzione” Previsto per la prossima settimana un incontro con le ministre Luciana Lamorgese (Interni) e Nunzia Catalfo (Lavoro e Politiche sociali).

Nicòl De Giosa

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