TENSIONE ALLE STELLE TRA USA E IRAN

Lo scacchiere bellico inizia a prendere forma

alle_stelle_la_tensione-stati-uniti-iran.jpg

Con l’uccisione del generale Quasem Soleimani, le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran hanno raggiunto l’apice. L’azione improvvisa progettata dall’amministrazione Trump, ha causato la perdita del più strategico cervello di Teheran suscitando rancore da parte della leadership iraniana che ha promesso vendetta agli Stati Uniti. Soleimani era considerato dall’amministrazione Usa un terrorista, ma in Iran era più di un capo militare, era una vera e propria leggenda e chiaramente le autorità di Teheran non possono accettare e rimanere in silenzio dinanzi al suo omicidio. Il livello di tensione che caratterizza questo scenario mediorientale, è ormai giunto alle stelle. Bisogna comunque ricordare che questo conflitto tra Usa e Iran è cominciato già dal 2018, quando Trump decise di stracciare l’accordo sul nucleare, ristabilire le sanzioni e avviar una strategia di massima pressione contro la Repubblica islamica. In questa guerra che si prefigura essere senza limiti, l’economia diventa strumento bellico, e l’Iran l’ha imparato a proprio discapito subendo il tracollo valutario e il blocco dell’export di petrolio. Ma l’Iran reagisce allargando tra l’Iraq, la Siria e il Libano la sua proiezione regionale. Influenza con gran decisione una rete di alleati regionali, che hanno saputo resistere alle forze militari di maggiore entità o che hanno conquistato sul campo una notevole capacità manovriera.

cms_15594/2.jpg

Le capacità di queste forze contro gli Usa non sono affatto da sottovalutare. Dobbiamo tener presente che i raid di fine dicembre e l’attacco contro Soleimani hanno avuto successo semplicemente perché facilitate dall’effetto sorpresa, mentre sul medio periodo è possibile che l’Iran metta in funzione le sue batterie di missili terra-aria, rincorrendo il rischio di coinvolgere altri elementi militari presenti sul territorio come forze russe, contractors, milizie irachene non affiliate all’Iraq. La debolezza delle forze armate dell’Iran rispetto ai rivali regionali e globali, appunto gli Stati Uniti, ha condotto i decisori strategici iraniani ad adottare una duplice strategia e cioè proiettare all’esterno la prima linea di difesa per poter al meglio progettare in caso di invasione, una guerra di resistenza nazionale da condursi nelle roccaforti centrali del Paese, arroccate sulla barriera naturale dei Monti Zagros. Gli Usa e i loro alleati, non avrebbero il capitale militare, politico ed economico per fronteggiare un conflitto di questo tipo. Il grattacapo dei Monti Zagros, costituisce l’inizio per un’eventuale forza d’invasione, che dovrebbe fronteggiare condizioni climatiche, militari e ambientali differenziate e difficili. Franco Iacch su Osservatorio Globalizzazione afferma: “Nessun analista sano di mente suggerirebbe un’invasione terrestre dell’Iran. L’Iran è una fortezza”. In effetti essa è circondata su tre lati da montagne e sul quarto dall’oceano con una terra desolata al centro è quindi difficilmente conquistabile.

Giuseppe Capano

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App