TAGLI A TUTTI I DIPENDENTI DI MONTECITORIO

La Boldini ci prova, i sindacati sul piede di guerra

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La Presidente della Camera dei Deputati, l’On. Laura Boldrini, ha deciso di diminuire le retribuzioni di tutti i dipendenti di Montecitorio. La tabella che riduce gli stipendi di questi dipendenti, secondo fonti ben informate, dovrebbe entrare in vigore immediatamente, prima della imminente pausa legata al riposo estivo.

cms_938/images.jpgSecondo alcune stime più che approssimative, con questo provvedimento della Presidente Boldrini, le casse dello Stato Italiano, dovrebbero risparmiare all’incirca 20 milioni di euro l’anno. Il quotidiano “La Repubblica” riporta che queste misure seguono l’esempio del limite di 240 mila euro imposto a tutti i managers della Pubblica Amministrazione e che vedono un corposo taglio alle retribuzioni. Il Segretario Generale della Camera dei Deputati passerebbe da 406 mila euro a 300 mila (240 mila più 60 mila di indennità). Il corposo taglio, deciso dalla Presidente Boldrini, colpirebbe indistintamente tutti i 1.442 dipendenti di Montecitorio, e in particolare 645 di questi dipendenti che superano le soglie massime di stipendio, 88 dei quali sono al di sopra dei 240 mila euro. Per avere un’idea dei tagli applicati basta guardare la differenza prevista nella vecchia e nella nuova retribuzione. Un Consigliere Parlamentare al massimo dell’anzianità passerebbe da 358 mila a 240 mila euro annui. Documentaristi, Tecnici e Ragionieri vedrebbero scendere la loro retribuzione da 238 mila a 165.500 euro sempre annui;

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Assistenti Parlamentari e Operatori Tecnici, invece, scenderebbero da 136 mila a 98 mila euro. Con questa misura, decisa dalla Presidente Boldrini, la crescita degli stipendi si fermerebbe al 23esimo anno di anzianità, mentre per i nuovi assunti lo sviluppo della curva si avrebbe con valori più bassi del 20%. La proposta della Presidente della Camera dei Deputati dovrebbe essere approvata e varata entro il 21 luglio, cioè prima che il bilancio della stessa Camera approdi in aula. Ma il percorso è difficile e tortuoso. I sindacati sono già sul piede di guerra e il cittadino sovrano si è già raccolto in preghiera.

Francesco Mavelli

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