Strage di innocenti in Messico

L’emblema della tragedia quotidiana dei cartelli

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Un’orribile strage si è consumata sulle strade del Messico, esattamente tra Bavispe, nello stato di Sonora, e La Mora, nell’adiacente stato di Chihuahua. L’agguato sarebbe opera dei famelici cartelli della droga che continuano a soggiogare il paese, purtroppo ancora a danno di innocenti. Le vittime - che, stando agli ultimi aggiornamenti, sarebbero almeno 9 - farebbero parte di un’importante comunità mormone, la famiglia LeBarón, con doppia cittadinanza messicana e statunitense. Si tratta dei discendenti dei mormoni fuggiti dagli States nel corso del XIX secolo a causa delle persecuzioni perpetrate nei loro confronti, dovute all’intolleranza per la loro diversità culturale.

Il procuratore generale dello Stato di Chihuahua, Cesar Augusto Peniche, conferma che alcune delle persone che viaggiavano nel convoglio di automezzi attaccato dai criminali risulterebbero disperse; si teme che nella fuga abbiamo potuto imboccare la via della foresta, spesso covo dei cartelli. Al momento non sarebbe chiara nemmeno la matrice del gesto.

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Il Presidente Donalnd Trump in un tweet, dopo aver espresso il suo profondo rammarico per l’accaduto, ha scritto che la famiglia LeBarón si sarebbe trovata nel bel mezzo di uno scontro a fuoco tra due cartelli della droga rivali, ma la dinamica del massacro sembra essere differente. L’imboscata avrebbe colpito in due momenti diversi, poichè le altre due auto sono state trovate ad alcune miglia di distanza dalla prima, carbonizzate al ciglio della strada ancora con i resti di Rhonita Miller LeBarón, che si dirigeva insieme ai suoi figli - due gemelli di 6 mesi, un bambino di 8 anni e un bambino di 10 anni - verso Phoenix, dove avrebbe incontrato il marito per festeggiare l’anniversario di nozze. La famiglia era da sempre impegnata nella lotta ai cartelli della droga, tanto da aver istituito un vero e proprio gruppo di lotta al crimine chiamato SOS Chihuahua; aveva duque rivolto la propria attenzione attenzione verso i clan che controllavano le terre di confine del sud dell’Arizona.

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Intanto, i governi di Sonora e Chihuahua hanno dichiarato in sede congiunta che è stata avviata un’indagine a riguardo e che la presenza delle forze di sicurezza nell’area è stata incrementata. Ma il punto non sta nell’aquisizione di provvedimenti straordinari: è necessaria una più capillare riforma politica a partire da una da una radicale sensibilizzazione, la quale eviti che le fasce più disagiate possano ritrovare in certe situazioni locali un appiglio in mancanza degli aiuti da parte delle istituzioni, alimentando quello che è ormai divenuto un preoccupante circolo vizioso.

Federica Scippa

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