Stato d’emergenza per Venezia, arrivano 20 milioni

Salvini da Bologna avverte il governo: "Uniti si vince" - M5S, Grassi verso l’addio - Regionali, incontro Di Maio-eletti lunedì - Il sondaggio: Lega sempre in pole

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Stato d’emergenza per Venezia, arrivano 20 milioni

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"Deliberato in Cdm lo Stato di emergenza per Venezia. Stanziati 20 milioni, i primi fondi per gli interventi più urgenti, a sostegno della città e della popolazione. Al lavoro per il piano per gli indennizzi a privati e commercianti e per rifinanziare la legge speciale per Venezia". E’ quanto scrive in un tweet il presidente del Consiglio Giuseppe Conte subito dopo il Consiglio dei ministri.

Il premier, all’inizio della riunione, si sarebbe soffermato sulla situazione che ha trovato nella città lagunare, dove è arrivato nel tardo pomeriggio di mercoledì, descrivendo ai ministri presenti lo stato in cui versa la città. "Dopo avere constatato di persona i danni che il maltempo ha provocato a Venezia", aveva scritto in mattinata su Facebook, "ho visitato anche l’isola di Pellestrina, una delle zone più danneggiate dall’acqua alta" e il Consiglio dei ministri "servirà per adottare subito misure concrete per sostenere Venezia e i suoi abitanti".

"Potremo - aveva assicurato Conte - così dichiarare lo Stato di emergenza e stanziare subito le prime risorse per i soccorsi e il ripristino dei servizi. Avvieremo anche il piano per gli indennizzi: nella fase più immediata potremo erogare ai privati sino a 5.000 euro, mentre per le attività produttive sino a 20.000 euro. Per il 26 novembre ho convocato anche il ’Comitatone’, per affrontare questioni cruciali come l’approdo delle grandi navi, il completamento del Mose e assicurare il coordinamento tra le varie Autorità".

Intanto, per tutta la giornata di venerdì, sono previste precipitazioni consistenti a carattere di rovescio e temporale e, secondo quanto diramato dal Servizio meteorologico del Centro funzionale decentrato (Cfd) della Regione Veneto, sono possibili venti forti. Quindi, ha fatto sapere il sindaco di Venezia, "sarà sospesa l’attività didattica di tutte le scuole di Venezia e isole".

Salvini da Bologna avverte il governo: "Uniti si vince"

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(Francesco Saita) - Stavolta dal parquet del Paladozza, tempio del basket di Bologna, Matteo Salvini cerca il tiro da tre punti. Serve la tripla, in Emilia Romagna, perché a differenza di quanto avvenuto in Umbria, per restare nel gergo sportivo, lì a mandarlo in lunetta - per il tiro più facile del cestista - erano stati i suoi avversari.

Qui si profila un testa a testa. Sarà sfida vera tra Borgonzoni e Bonaccini. "Da soli non si va da nessuna parte", dice Salvini durante il suo discorso, ringraziando gli altri partiti di centrodestra, che però non ci sono al Paladozza. "Uniti - assicura - si vince", e cita anche le esperienze civiche a sostegno della candidata leghista.

Borgonzoni non si tira indietro, dice anche lei di crederci: "Il cambiamento non può essere fermato, quando sono milioni in Italia e nella nostra regione a volerlo", assicura in vista del voto del 26 gennaio che la vede candidata a governatore della regione. "Lo slogan che stiamo usando è che l’Emilia Romagna è di tutti, mentre dall’altra parte c’è chi minaccia querele".

Salvini chiude la kermesse, si muove da una parte all’altra del parquet e non risparmia frecciate al governo. Manovra nel mirino: "Ce la stiamo mettendo tutta per limitare danni di questa banda di incapaci momentaneamente al governo". Siamo di fronte a un governo che "invece di tagliare leggi, ne partorisce di nuove e fa altre tasse". E poi al coro contro Di Maio dagli spalti (Giggino al San Paolo"), aggiunge: "Non da solo, con lui anche Renzi, Zingaretti, e Conte".

Ci sono tutti i governatori della Lega, c’è anche Luca Zaia, presidente del Veneto, alle prese con quanto sta avvenendo a Venezia. E ancora Donatella Tesei, neogovernatrice dell’Umbria, Massimiliano Fedriga, del Friuli Venezia Giulia, Christian Solinas della Sardegna. Dopo sul palco Attilio Fontana, presidente della Lombardia.

Tutti a vantare i risultati del buon governo nelle rispettive regioni. Proponendolo all’Emilia, perché come dice chiaro Solinas "diamo il preavviso di sfratto al governo", e come aggiunge Fedriga: "Gli dovete dare il colpo di grazia voi emiliani".

M5S, Grassi verso l’addio

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(Antonio Atte) - "A questo punto io vedo che la contraddizione tra ciò che mi era stato prospettato, che era oggettivamente il programma M5S, e ciò che sta accadendo è diventata così aspra che abbandonare il Movimento diventa legittima difesa". Sono le parole all’Adnkronos del senatore 5 Stelle Ugo Grassi, il quale ha annunciato che non voterà la legge di bilancio perché contrario all’istituzione di una Agenzia nazionale per la ricerca, prevista dalla finanziaria. "Ho accettato la mia candidatura per contrastare lo strapotere dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ndr). Non ci sono riuscito perché il M5S non si è proprio attivato, anzi ha fatto l’opposto. E non contenti, ne creiamo un’altra, che costa 4 milioni di euro... penso a quante borse di studio potremmo erogare con quei soldi", attacca il senatore.

"L’Agenzia nazionale per la ricerca - insiste Grassi - sarà un’altra Anvur, e l’Anvur mi ha rovinato. Non mi si può chiedere di accendere la miccia del candelotto di dinamite collocato sotto la mia casa. Io non ci sto, non lo posso fare. E’ grave che un collega (Conte, ndr) stia facendo una cosa del genere".

L’istituzione di una Agenzia nazionale per la ricerca, prevista dalla legge di bilancio, "vuol dire assoggettare la ricerca italiana a un controllo politico. Per me è aberrante. E’ una cosa che io non avrei mai voluto trovare in legge di bilancio, è la negazione di quello che c’eravamo promessi. Allo stato, non voto la manovra" dice Grassi, avvocato e professore ordinario di Diritto civile, a un passo dall’uscita dal gruppo pentastellato.

Uscita che "potrebbe accadere" molto presto, e "di fronte a questo voglio vedere chi mi critica" dice all’Adnkronos il senatore. "Se passo alla Lega? Non rispondo a questa domanda" taglia corto. "Diciamo che poi uno vede che fare. Per me - insiste - è un tradimento che non accetto. Alla presentazione della mia candidatura al Tempio di Adriano dissi chiaramente che uno degli obiettivi da perseguire era il ridimensionamento dell’Anvur. Che faccio ora, voto una seconda Anvur? Sono irritato, amareggiato e deluso. Il grande pubblico non si rende conto che laddove muore la ricerca, si spengono i sogni dei giovani. Senza studio saremmo rimasti all’età della pietra".

Regionali, incontro Di Maio-eletti lunedì

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(Antonio Atte) - Potrebbe slittare a lunedì 18 novembre l’incontro tra Luigi Di Maio e gli eletti di Calabria ed Emilia Romagna per discutere delle prossime regionali. I pentastellati dovranno decidere in primo luogo se presentarsi o meno nelle due Regioni che andranno alle urne il prossimo 26 gennaio e, in seguito, individuare un candidato presidente.

Per quanto riguarda la Calabria, i due nomi inizialmente in pole - l’imprenditore anti ’ndrangheta Pippo Callipo e il medico Francesco Laghi - si sono sfilati dalla corsa. Nelle ultime ore, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti parlamentari, gli eletti calabresi avrebbero espresso un gradimento pressoché unanime nei confronti della figura di Francesco Aiello, docente di Politica economica dell’Università della Calabria.

E’ questo infatti il nome che i parlamentari potrebbero portare a Di Maio alla riunione di lunedì. E se l’ipotesi di un’alleanza col Partito democratico sembra ormai definitivamente tramontata, il dialogo con le liste civiche prosegue spedito.

In Calabria i grillini vorrebbero coinvolgere realtà del territorio che da tempo operano in settori come volontariato, antimafia e sanità. "Alle ultime europee il M5S si è classificato come primo partito in Calabria, non esiste non presentarsi alle elezioni regionali" ragiona off the records un parlamentare calabrese, mentre non è un mistero lo scetticismo di Nicola Morra, senatore e presidente dell’Antimafia, circa l’opportunità di presentare la lista.

Perplessità che in Emilia Romagna si sposano con quelle di Max Bugani, consigliere comunale a Bologna e capo staff del sindaco di Roma, Virginia Raggi. L’unica certezza per il momento, spiega una fonte che sta seguendo da vicino il dossier regionali, è che "non correremo con il Pd". Per quanto riguarda il resto, toccherà aspettare l’incontro di lunedì.

Il sondaggio: Lega sempre in pole

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Lega sempre in pole, ma in calo rispetto alla scorsa settimana. Questo il dato dell’ultimo sondaggio EMG Acqua per Agorà Rai, che segnala come il partito di Matteo Salvini sia passato dal 34,2 del 7 novembre al 33% delle preferenze nelle intenzioni di voto degli italiani, perdendo oltre un punto. Stabile al secondo posto il Pd, che recupera mezzo punto percentuale passando dal 19% della scorsa settimana al 19,5% di oggi. Ancora in calo il M5S, che registra un -0,2% in una settimana, attestandosi al 16,1% delle preferenze. Stesso calo registrato per Fratelli d’Italia, che dal 10% del 7 novembre passa oggi al 9,8%.

In lieve recupero Forza Italia, che passa 7,2 al 7,4% delle preferenze. Recupera terreno anche Italia Viva di Matteo Renzi, con un +0,8%, passando dal 4,9 al 5,7%.

Redazione

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