Statali,aumento con il nuovo contratto (Altre News)

Statali, ecco l’aumento con il nuovo contratto - Gualtieri: "Non finanzieremo taglio Irpef con Iva" - Air Italy, Ryanair si sfila: "Non la compreremo" - Auchan-Conad, chiesta cassa integrazione per 5.323 dipendenti

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Statali,ecco l’aumento con il nuovo contratto

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Per gli oltre 3 milioni e 300mila occupati della pubblica amministrazione, dagli impiegati dei ministeri a quelli degli enti locali, dagli insegnanti agli occupati della sanità, dei comuni e regioni, viene calcolato un aumento medio di 100 euro in busta paga per 13 mensilità nei nuovi contratti che si andranno a negoziare per il 2019-2021. Gli aumenti a regime saranno del +3,72% e la previsione di spesa complessiva, stanziata dal governo, sarà di 6 miliardi di euro. A stimarlo è l’Aran nel Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti che è stato presentato oggi dal presidente Antonio Naddeo. E non è tutto, perché è previsto un ulteriore impegno finanziario sul bilancio dello Stato di circa 140 milioni di euro, previsto dall’ultima legge di bilancio che avrà effetti di incremento delle retribuzioni attraverso la corresponsione di premi e di indennità.

Aumenti di una certa consistenza soprattutto se rapportati ad anni e anni di blocco. Dall’inizio della crisi, dal 2008 a oggi, in undici anni infatti le retribuzioni dei dipendenti pubblici sono aumentate del 13,8%. E questa dinamica si deve essenzialmente al blocco dei contratti registrato fino a tutto il 2015 e al riavvio delle trattative dell’ultimo triennio". Una crescita che risulta nettamente inferiore al settore privato che, nel periodo considerato, ha visto aumenti medi delle retribuzioni del +26,2% per l’industria e del +21,1% dei servizi privati.

Il ministro per la Pa Fabiana Dadone non ha perso l’occasione per rimarcare l’entità delle somme stanziate in finanziaria lanciando una stoccata ai sindacati, invitandoli al dialogo, in vista della prossima tornata contrattuale e dell’incontro del 19 febbraio per la firma di un memorandum. "Sedersi al tavolo e dialogare vuol dire provare a migliorare ancora le condizioni dei rinnovi contrattuali, ma - avverte Dadone - il confronto deve anche impegnare tutti a far fruttare al meglio la ragguardevole dote che abbiamo stanziato. Lavoriamo assieme per rilanciare davvero la macchina dello Stato". Il ministro ha così risposto alle recenti esternazioni dei sindacati che hanno minacciato di non sedersi al tavolo della trattativa se non ci saranno risorse adeguate, ovvero altri 1,5 miliardi.

Ue taglia stime su crescita Italia

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La Commissione Europea aggiorna le stime sull’andamento dell’economia italiana, limando la previsione di crescita per il 2020 dal +0,4% del novembre scorso a +0,3%, anche per via di un effetto trascinamento negativo dal 2019 (il Pil è calato dello 0,3% nell’ultimo trimestre dell’anno). I rischi per le prospettive di crescita del nostro Paese restano "pronunciati".

L’economia italiana dovrebbe crescere dello 0,6% nel 2021, contro lo 0,7% stimato tre mesi fa. La crescita del 2019 è stata dello 0,2%; la Commissione prevedeva a novembre +0,1%, ma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva pronosticato una crescita leggermente superiore, lo 0,2%. L’Italia, come avviene da anni, è di gran lunga il Paese peggiore dell’Eurozona per la crescita attesa, sia nel 2020 che nel 2021, oltre che per il 2019. La media dell’Eurozona è dell’1,2% per tutti e tre gli anni.

"La fase di preparazione del Documento di Economia e Finanza 2020 diventa occasione decisiva, un banco di prova per tutti. Sarà necessario definire un programma in grado di invertire la tendenza insita nelle previsioni prevalenti per il nostro Paese", ha detto il presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. "Valutare con grande attenzione" il quadro della finanza pubblica anche a valle della spinta al ribasso sull’economia derivante dal coronavirus, che si innesta su un panorama "tutt’altro che confortante", è in sintesi l’auspicio di Buscema.

"Le previsioni sulla crescita sono in larga misura concordi nel ritenere che anche il 2020 resterà lontano dai ritmi di sviluppo pre-crisi, mentre l’inizio di una ripresa viene collocato nel biennio successivo. Su questo quadro tutt’altro che confortante si sono ora innestati impulsi nuovi e in parte imprevisti, che - spiega Buscema - sembrano riportare verso il basso le prospettive economiche: dalle tensioni geopolitiche agli effetti, difficili da stimare, del ’coronavirus’ sull’economia cinese e, di riflesso, su tutte le altre aree economiche mondiali". "Da ciò deriva la necessità, anche per il nostro Paese, di monitorare e valutare con grande attenzione - osserva - l’evoluzione del quadro di finanza pubblica, al fine di prevenire il rischio di deviazioni dal percorso di risanamento di bilancio, a sua volta elemento indispensabile nel ’rientro’ del debito pubblico verso condizioni di minore vulnerabilità finanziaria".

MEF - La revisione al ribasso di un decimo di punto sulla previsione di crescita dell’Italia per il 2020, annunciata oggi dalla Commissione Europea, "riflette i recenti dati di attività nell’industria e nelle costruzioni relativi all’ultimo trimestre del 2019, che riteniamo tuttavia influenzati in parte da fattori temporanei o relativi alla destagionalizzazione", spiegano fonti del Mef aggiungendo che "pur essendo innegabile che i dati sul quarto trimestre dello scorso anno siano stati nel complesso deludenti, è ancora presto per valutare l’impatto dei recenti dati macroeconomici sulla crescita del PIL nel 2020".

Da via XX Settembre si ricorda che "per una valutazione più equilibrata è opportuno attendere quantomeno i dati sull’attività dei servizi nel quarto trimestre e sulla produzione industriale di gennaio". "La tendenza recente degli indicatori qualitativi di fiducia suggerisce una tendenza al rialzo del ciclo" si osserva. "Le previsioni aggiornate sulla crescita del Pil verranno comunicate con la pubblicazione del Def a inizio aprile" concludono le fonti.

Gualtieri: "Non finanzieremo taglio Irpef con Iva"

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Nel 2021 ’’pensiamo di disattivare’’ le clausole di salvaguardia e ’’non pensiamo di aumentare l’iva’’ per finanziare la riforma dell’Irpef. ’’Ci può essere qualche rimodulazione in qualche settore, ma non è nostra intenzione fare cassa’’. Lo afferma il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervenendo a Omnibus.

"I nostri indicatori ci danno per gennaio, fortunatamente, una situazione di ripresa e recupero’’ con la produzione che ’’dovrebbe salire’’ e, di conseguenza anche il pil, ’’però dobbiamo sapere quanto’’, aggiunge Gualtieri, che sottolinea: ’’Parliamo di un rimbalzo a gennaio e siamo fiduciosi che l’economia possa ripartire’’.

Air Italy, Ryanair si sfila: "Non la compreremo"

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Ryanair non è intenzionata a comprare Air Italy. Lo ha chiarito subito David O’Brien, Chief Commercial Officer del gruppo, incontrando la stampa a Milano. "Chiariamo subito: non c’è nessuna intenzione di comprare Air Italy da parte nostra", ha detto. "Abbiamo visto le speculazioni, ma per noi non ha alcuna utilità". Incontrando la stampa, O’Brien ha chiarito che Ryanair "non sta approfittando" della situazione di Air Italy per promuovere nuove rotte. "Siamo sempre cresciuti in Italia indipendentemente dallo sviluppo o meno di altre compagnie, non potremmo certo basarci su questo, sarebbe impensabile". "Ci riteniamo - ha aggiunto - partner affidabili e siamo dispiaciuti per quello che sta accadendo". L’obiettivo della compagnia è "continuare a crescere in Italia, siamo già cresciuti del 3-4% in traffico di passeggeri rispetto allo scorso anno, a Milano e perché no, in Sardegna, dove vediamo delle grandi opportunità".

Il motivo della convocazione della stampa a Milano è l’annuncio della decisione di introdurre altri due aeromobili a Milano, uno a Bergamo e uno a Malpensa, con altre rotte in aggiunta da e per la Sardegna, destinazione Cagliari e Alghero. La rotta Milano Malpensa-Cagliari, in particolare, è una novità. "Siamo aperti per nuove ulteriori rotte da Milano alla Sardegna con le giuste condizioni fiscali, rivedendo magari l’addizionale, e qualora ci fosse disponibilità di nuovi aeromobili a Milano e per Cagliari".

A chi gli chiedeva perché Air Italy non potesse figurare tra le nuove acquisizioni del gruppo, che è comunque interessato al consolidamento in Europa, O’Brien ha spiegato di "non vedere alcun valore in Air Italy", diversamente dalle potenzialità che la compagnia vede "a Milano e in Sardegna". E ancora: "Le acquisizioni fine a se stesse non portano frutti. Se il proprietario principale non ha interesse a investire di più perché dovremmo farlo noi?".

"Siamo in discussione con l’aeroporto di Olbia per aprire lì una base, difficilmente avverrà per l’estate ma ci stiamo lavorando", ha detto ancora O’Brien, sottolineando come rispetto alla liquidazione di Air Italy, si tratti tuttavia di "discorsi indipendenti". A Olbia la quota di Air Italy è un quarto e "siamo intenzionati a coprire questo gap trovando gli aeromobili e le condizioni giuste. Quanto accaduto è indipendente da quanto deciso da Ryanair".

Esiste però la possibilità di assumere personale Air Italy da parte di Ryanair: "Certamente, conosciamo dei piloti, sono ben preparati. Se aumentiamo il numero di aeromobili ci sarà certamente lavoro per Air Italy", afferma ancora O’Brien, spiegando che per ogni nuovo aereo servono 30-40 persone di equipaggio. La compagnia non è interessata agli slot sardi lasciati eventualmente vuoti: "Non riconosciamo nessuno slot di valore. Non ci interessa Linate, lo riteniamo eccessivamente caro. Non ci sono slot che meritino di essere comprati. Forse - aggiunge - quando il Qatar ha investito in Air Italy non si aspettava che Alitalia sarebbe sopravvissuta così tanto". Al momento, aggiunge, "non c’è stato un approccio di Air Italy o della Regione Sardegna, con cui siamo sempre in contatto. Non è responsabilità della Sardegna di rimpiazzare Air Italy, forse al massimo del Governo del Qatar".

Sicuramente la possibilità di assumere ex personale di Air Italy aumenterebbero se la compagnia fosse in grado di realizzare la base a Olbia, è il ragionamento del manager. Oltre alle 30-40 persone dell’equipaggio che sarebbero necessarie per ogni nuovo aeromobile acquistato, "l’indotto indiretto potenziale sarebbe di 200 persone per ogni immobile basato". Sui motivi che hanno portato la liquidazione di Air Italy, O’Brien non si sofferma: "Non sono un patologo dell’aviazione, faccio notare però che il personale navigante di Air Italy era solo il 50%, il nostro è l’80%".

Il vuoto lasciato da Air Italy potrebbe essere colmato eventualmente da Ryanair ma solo con nuovi aerei, di cui al momento "non c’è grande disponibilità". Sulla vicenda dei Boeing 737 Max, "non pensiamo saranno disponibili prima dell’estate 2021, su questo terremo la nostra view il più prudente possibile. Poi magari arrivano quest’anno, ma stiamo programmando i voli senza considerare l’arrivo dei Max per essere più prudenti".

Auchan-Conad, chiesta cassa integrazione per 5.323 dipendenti

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Da Margherita Distribuzione, azienda di Conad che ha acquisito in Italia i negozi Auchan, arriva la richiesta di cassa integrazione per il 60% della forza lavoro: 5.323 dipendenti sui 8873 nazionali distribuiti nelle regioni di Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna e Veneto. E’ quanto riferiscono i sindacati in un comunicato. La comunicazione, inviata alle federazioni del commercio di Cgil, Cisl e Uil, arriva alla vigilia dell’incontro previsto per domani a Roma per la procedura di mobilità delle sedi precedentemente aperta dall’impresa.

Un confronto in programma domani, sottolinea Filcams Cgil, "che sarebbe già stato complicato sia per l’emergenza occupazionale dei lavoratori coinvolti sia perché è evidente che il venir meno delle sedi centrali dell’impresa palesa un rischio imminente per tutti i dipendenti della logistica e per quelli operanti nei punti vendita che non hanno ancora trovato un acquirente né dentro né fuori il mondo Conad". Per Filcams Cgil sulla procedura di richiesta di cassa integrazione "ci sono già evidenti criticità e dubbi che dovranno essere affrontati con l’impresa il prima possibile: la comunicazione aggrega, in un generico 60% di riduzione massima, i dipendenti che dovranno essere sospesi per un intervento di riduzione del costo del lavoro e quelli che invece sappiamo che saranno sospesi per interventi di riduzione della superficie degli ipermercati e quindi in un ambito di riorganizzazione".

Tra i punti vendita citati, osserva il sindacato, "ce ne sono alcuni che sono già stati oggetto di passaggio alla rete Conad e non si comprende la competenza che abbia Margherita nell’attivare la cassa; di contro ne mancano altri che in precedenti incontri, fatti sia a livello nazionale che territoriale, risultava potessero avere criticità. Ancora una volta da parte dell’impresa una comunicazione approssimativa su cui la Filcams esigerà chiarezza". Filcams Cgil ritiene indispensabile "riprendere la trattativa su un accordo quadro di gestione della vertenza che l’impresa ha di fatto negato nei mesi precedenti volendo imporre le proprie posizioni al tavolo, manca ancora un piano di salvaguardia occupazionale e nonostante gli annunci fatti sulla stampa l’impresa non ha ancora chiarito quante persone possono essere ricollocate nella rete Conad, la cassa integrazione può, evidentemente, solo ammortizzare temporaneamente il rischio esuberi. È inoltre importante che il Mise, a questo punto congiuntamente al ministero del Lavoro, preveda una nuova convocazione delle parti a breve termine per riprendere la vertenza prima che sia troppo tardi".

Redazione

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