Stallo sulla Open Arms. A bordo situazione critica

Manager Tuodì morto, arrestati armatore e skipper - Morto Antonio Rastrelli, fu governatore della Campania - Torna l’anticiclone africano - "Aumento temperature mai così veloce"

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Stallo sulla Open Arms. A bordo situazione critica

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Un’imbarcazione della Guardia di finanza ha trasbordato nove persone dalla Open Arms per farle sbarcare a Lampedusa. Si tratta di cinque migranti in condizioni critiche di salute e di quattro familiari. tratta di cinque migranti in condizioni critiche di salute e di quattro familiari. La nave della Ong resta al largo di Lampedusa in attesa di sviluppi. A quanto apprende l’Adnkronos da fonti militari, a seguito della ricognizione a bordo della nave sono state riscontrate precarie condizioni igienico sanitarie. Ma la situazione non si è ancora sbloccata. "Continuiamo a non avere autorizzazione per sbarco delle altre persone a bordo. Questa sarà la loro quindicesima notte. Il diritto sta morendo", scrive su twitter la Ong.

Intanto, è scontro fra il ministero della Difesa e il Viminale, con la ministra Elisabetta Trenta che ha deciso di non firmare il divieto di ingresso in acque italiane come chiesto dal ministro Matteo Salvini.

"Ho deciso di non firmare il nuovo decreto del ministro degli Interni volto a negare l’ingresso, il transito e la sosta nelle acque territoriali della nave dell’Ong Open Arms a seguito della sospensiva disposta dal Tar del Lazio sul precedente analogo provvedimento", la nota di Trenta, che aggiunge: "Ho preso questa decisione, motivata da solide ragioni legali, ascoltando la mia coscienza. Non dobbiamo mai dimenticare - rileva il ministro - che dietro le polemiche di questi giorni ci sono bambini e ragazzi che hanno sofferto violenze e abusi di ogni tipo. La politica non può mai perdere l’umanità. Per questo non ho firmato". Per Trenta, "non si può infatti ritenere che siano rinvenibili nuove cogenti motivazioni di carattere generale ovvero di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e di fatto nonché le ragioni di necessità e urgenza posti alla base della misura cautelare disposta dall’autorità giudiziaria (sussistenza di fumus boni iuris e periculum in mora), che anzi si sono verosimilmente aggravati".
In tale contesto, sottolinea il ministro, "la mancata adesione alla decisione del giudice amministrativo potrebbe finanche configurare la violazione di norme penali, fermo restando, in ogni caso, che in adesione al dictum iuris sarebbe stato eventualmente necessario inserire nel dispositivo del provvedimento un’esplicita disponibilità all’assistenza delle persone maggiormente bisognevoli".

Da fonti del Viminale, pronta la replica al ’no’ della ministra, che parla di "scelta che non sorprende, visto che la titolare della Difesa ha ordinato alle navi della Marina Militare di scortare verso il nostro Paese l’imbarcazione spagnola".
Poi l’intervento del ministro Salvini: "Umanità non significa aiutare trafficanti e ong. Per me umanità significa investire seriamente in Africa e non certo aprire i porti italiani".

Manager Tuodì morto, arrestati armatore e skipper

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L’armatore e lo skipper del caicco su cui è morto il manager italiano Eugenio Vinci, amministratore delegato del gruppo Tuo che gestisce i supermercati Tuodì, sono stati arrestati. Lo rivela ’Il Messaggero’ spiegando che Vinci è svenuto e ha battuto la testa in bagno dopo aver respirato monossido di carbonio proveniente dal generatore diesel dell’imbarcazione e filtrato nella cabina tramite l’aria condizionata.

I due figli del manager, di 8 e 14 anni, sono in fin di vita. A bordo c’erano anche la compagna di Vinci e il sindaco di Sant’Agata di Militello Bruno Mancuso. Il caicco, che era stato noleggiato dal manager per 12mila euro alla settimana, è stato sequestrato.

Morto Antonio Rastrelli, fu governatore della Campania

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E’ morto a 91 anni Antonio Rastrelli, nome di peso del Movimento sociale italiano e poi di An, che fu sottosegretario al Tesoro nel governo Berlusconi I e presidente della Regione Campania dal 1995 al 1999. Il padre, Carlo, fu con Aurelio Padovani tra i fondatori del fascismo napoletano, e, nel secondo dopoguerra, vicesindaco di Napoli nella giunta Lauro. Il fratello, il gesuita padre Massimo Rastrelli, è invece noto come paladino della lotta contro l’usura.

Nato a Portici, avvocato e dirigente d’azienda, padre di cinque figli, Rastrelli iniziò a fare politica nel 1948 nel Movimento Sociale Italiano, di cui presto divenne dirigente a livello locale. Fu a lungo anche dirigente sindacale della Cisnal. Per anni consigliere provinciale e capogruppo del Msi in consiglio comunale a Napoli, venne eletto per la prima volta senatore nel 1979. Fu rieletto nel 1983 e nel 1987, e nel 1992, restando in Senato fino al 1994. Ha fatto parte della Commissione stragi.

Vice capogruppo del Msi al Senato dal 9 luglio 1987 al 22 aprile 1992, durante la segreteria nazionale di Pino Rauti, è stato segretario amministrativo nazionale del Msi-Dn.

Dopo il passaggio dal Msi ad Alleanza Nazionale, nel 1994, fu eletto alla Camera nel collegio Napoli-Vomero, e fu nominato Sottosegretario al Tesoro del primo governo Berlusconi. Nel gennaio 1995 aderì alla svolta di Fiuggi di An e si candidò per l’elezione diretta alla presidenza della Regione Campania: sostenuto da una coalizione di centrodestra, riuscì a vincere con il 47,86%, superando il candidato del centrosinistra Giovanni Vacca che ebbe il 39,30%.

La sua maggioranza cadde nel 1999 per un "ribaltone" politico in consiglio regionale che costrinse Rastrelli alle dimissioni. Alle elezioni regionali del 2000 si ricandidò ma venne sconfitto da Antonio Bassolino (Rastrelli ottenne il 41,4% dei voti), divenendo consigliere regionale. In entrambe le elezioni, Rastrelli registrò un numero di preferenze individuali nettamente superiore rispetto all’insieme delle liste presentate a suo sostegno.

Nel 2001 si dimise dal consiglio regionale della Campania, in quanto eletto, all’unanimità dal Parlamento e su indicazione del Presidente della Repubblica Ciampi, membro laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, carica ricoperta fino al 2006. Nel novembre del 2007 ufficializzò il suo passaggio alla nuova formazione politica La Destra, guidata da Francesco Storace.

Torna l’anticiclone africano

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Chi l’avrebbe mai detto che la cosiddetta Burrasca di Ferragosto sarebbe stato un flop? Fino a pochi giorni fa, infatti, tutto faceva supporre una pressoché definitiva rottura dell’estate. E invece, informano gli esperti de ilmeteo.it, ecco arrivare il colpo di scena: un redivivo Anticiclone Africano, dopo essersi sbarazzato del famoso - nonché oramai latitante - Anticiclone delle Azzorre, già da domenica 18 e lunedì 19 si impadronirà del Mediterraneo e dunque dell’Italia, provocando un’ennesima escalation di caldo da Nord a Sud per alcuni giorni. Ritroveremo infatti i 36/37°C a Bologna, Firenze, 36 a Roma, 36 a Napoli, e punte di 38°C nel foggiano in Puglia e in molte zone della Sicilia e della Sardegna. Sulle pianure del Nord e della Toscana nonché sulle coste liguri, sarà l’afa a farla da padrona. Questo rinnovato urlo di caldo africano stavolta sottolineerà un fatto preciso: le fiammate roventi sono effettivamente diventate negli ultimi decenni più durature, più frequenti e più intense.

Ci sarà da sudare qualche giorno, almeno fino a mercoledì 21, quando però - sottolinea ancora ilmeteo.it - una perturbazione atlantica giungerà da ovest investendo il Centro-Nord, diretta poi verso il Sud con maestrale, sancendo sul serio la sua fine. A quel punto l’Estate, quella caldissima, sarà ufficialmente finita.

"Aumento temperature mai così veloce"

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La temperatura globale non è mai aumentata così velocemente come ora. "Da 50 anni, sale in media di 0,2 gradi ogni 10 anni sulla terra e negli oceani", dichiara Andrey Ganopolski dell’Istituto di ricerca sull’impatto climatico di Potsdam (Pik). Secondo i ricercatori del Pik, questo aumento non ha eguali, almeno negli ultimi tre milioni di anni, e forse neanche negli ultimi 60 milioni.

"Per fare un confronto - spiega Ganopolski - dopo il picco della più recente era glaciale, circa 20.000 anni fa, la temperatura della Terra è aumentata di circa cinque gradi nel corso di 10.000 anni. Un riscaldamento medio di circa 0,005 gradi per decennio, circa 40 volte più lento di oggi", ha detto.

Come si possono recuperare dati così indietro nel tempo? Attraverso lo studio diretto dei sedimenti oceanici, di diversi organismi e isotopi. La concentrazione di CO2, poi, può essere ricostruita in modo affidabile attraverso lo studio diretto di campioni di ghiaccio antartico, ma solo per gli ’ultimi’ 800.000 anni. I dati precedenti si basano su misurazioni indirette e sono spesso contraddittori. Ma "i dati paleoclimatologici supportano l’idea che la CO2 rappresenti un fattore climatico molto importante", aggiunge Ganopolski.

Redazione

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