Spontime, un’app che non è un social ma che ti aiuta a essere sociale

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Essere offline come essere online? Non è un nuovo dubbio amletico ai tempi dei social. È quello che permette e promette di fare un nuovo arrivato nella grande famiglia dei social media, Spontime. Si tratta più precisamente di un’app che cerca di risolvere l’annoso problema di molti che trascorrono molte ore del loro tempo sui social, spesso senza rendersi conto del numero di ore passate tra un post e un tag. Se allora sui social si spende tanto, troppo, tempo, a volte senza costrutto né veramente sociale né tantomeno culturale, allora è meglio passarlo offline.

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Per farlo però, serve un altro social network che offre ai propri amici e conoscenti presenti sui social, alcune proposte per trascorrere del tempo insieme. Spontime è un’app studiata per inviare inviti per esempio per aperitivi, caffè, pranzi, cene, incontri vari e ritrovi più disparati. La domanda nasce però spontanea: per organizzare tutto ciò non era sufficiente un post o un messaggio di chat utilizzando il già presente Facebook? Per la creatrice dell’app, per la cronaca una studentessa di appena 21 anni, evidentemente la risposta è no.

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Con Spontime sono gli amici che aderiscono o meno a ciò che l’utente chiede di fare. L’invito viene in gergo postato e poi si aspetta che qualcuno sia effettivamente interessato e partecipi poi all’evento. L’amico riceve una notifica personalizzata e questo genera in lui una sensazione di maggiore privacy rispetto alla chat di gruppo in cui tutti sanno tutto e in cui la discussione è pubblica. Si tratta in altri termini di un’app molto più a misura di piccole comunità virtuali, rispetto ai popolosi quartieri social che conosciamo. Spontime all’apparenza assomiglia molto e sembra avere tutte le caratteristiche di un’app social, ovvero a mio parere è una trovata neanche troppo geniale per farci iscrivere ancora una volta a un altro ennesimo social o comunque per scaricare sul nostro smartphone un’ennesima applicazione nella giungla del nostro schermo.

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La vicinanza alle caratteristiche social è data dal dato di fatto che non basta che una persona scarichi l’applicazione, ma bisogna che lo facciano tutti i tuoi amici affinché il gioco funzioni. Il fine dunque è nobile, quello di farci trascorrere meno tempo sui vituperati social, ma il mezzo è simile se non proprio identico a tanti altri già presenti. Da un lato ci svincoliamo dalle insistenti notifiche dei nostri smartphone collegati in Rete, dall’altro però ci leghiamo a un’app che funziona come agenda di incontri. La tecnologia sembra essere giunta al punto di cercare di renderci social-mente interessanti sempre di più, al di là dei tempi e dei modi di frequenza sui social media.

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Si fa leva sulla spinta emozionale e della paura dell’isolamento presente atavicamente in ognuno di noi per spingerci comunque e dovunque a incontrare persone e condividere (e non vivere) momenti della propria vita quotidiana, dimenticando quanto sia invece importante molto spesso interrompere quel flusso di voci, grida, rumori, immagini e regalarsi invece attimi preziosi di un bene ormai in disuso, altamente ricco di energia vitale e sconosciuto ai più: il silenzio.

Andrea Alessandrino

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