Settimana di mobilitazione per il lavoro

La manifestazione degli operai a Roma

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10 dicembre 2019, Piazza Santi Apostoli, Roma. Avviata la settimana della mobilitazione per il lavoro tramite la prima delle tre importanti iniziative indette da Cgil, Cisl e Uil. I temi bollenti attorno a cui è ruotata la prima manifestazione operaia sono crescita, crisi aziendali, sblocco di cantieri e infrastrutture, sviluppo del Mezzogiorno. Non a caso, grande protagonista della giornata risulta anche la protesta dei lavoratori metalmeccanici dell’ex Ilva, impegnati nello sciopero indetto da Fim, Fiom e Uilm, per 24 ore, partito alle 23 di lunedì 9 dicembre e terminato alle 7 di mercoledì 11 dicembre, negli stabilimenti siderurgici del gruppo ArcelorMittal. Numerosi i pullman da Taranto, in migliaia gli operai manifestanti.

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La protesta è scaturita dall’annuncio della multinazionale ArcelorMittal di un nuovo piano industriale implicante altri 4700 esuberi entro il 2023 e dal mancato rientro dei 1600 lavoratori attualmente in capo all’Ilva in amministrazione straordinaria. Tale operato è ritenuto assolutamente inaccettabile e inappropriato, soprattutto alla luce del contratto firmato un anno fa dall’ArcelorMittal, che si impegnava a garantire, a prescindere dalle condizioni del mercato, almeno diecimila posti di lavoro fino al 2023 con una penale prevista di 150 mila euro su ogni licenziamento.

Fino all’ultimo cercheremo la mediazione con Mittal, perché non esiste per nulla al mondo accettare 4700 esuberi, né tantomeno un solo singolo esubero. Hanno vinto una gara pubblica dicendo che avrebbero mantenuto l’occupazione – ha affermato qualche giorno fa Francesco Boccia, ministro degli Affari regionali, le cui parole sono state riportate dalla Gazzetta del Mezzogiorno – se hanno sbagliato le previsioni economiche, che se ne prendano la responsabilità. Lo Stato c’è e il governo è disposto anche a intervenire e cofinanziare eventuali interventi green che favoriscano la transizione energetica di Ilva”.

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La voce degli operai è altrettanto vigorosa e tuonante: “Decidano loro, ArcelorMittal e governo: o tutti a lavoro o tutti a casa a stipendio pieno, non ci faremo ancora dividere tra chi va in cassa integrazione a 900 euro al mese e chi deve proseguire a lavorare in una fabbrica avvelenata. Non ci vergogneremo, se dovessimo rimanere a casa e allo stesso tempo essere pagati: abbiamo già dato tanto in fatica e salute all’altoforno e all’acciaieria, ora è tempo di curarci e respirare aria buona”.

I lavoratori continueranno a manifestare giovedì 12 dicembre 2019, sempre in piazza Santi Apostoli, per via della seconda iniziativa sindacale organizzata, dedicata al rinnovo dei contratti pubblici e privati, e alle assunzioni nella Pubblica amministrazione. Infine, la giornata di martedì 17 sarà destinata ai temi della rivalutazione delle pensioni, della riforma fiscale e della legge sulla non autosufficienza.

Elena Indraccolo

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