Sesso? No grazie, siamo connessi

Una nuova ricerca lancia l’allarme sulla dipendenza dai new media

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La dipendenza da tv e nuove tecnologie annulla il desiderio sessuale. Sul pessimo rapporto tra i media e la nostra normale attività tra le lenzuola, ne avevo già parlato su queste colonne qualche tempo fa. Ora l’Università di Cambridge con una nuova ricerca sul tema afferma che a far calare in maniera drastica i rapporti sessuali in Gran Bretagna, siano le famigerate serie tv e non solo loro. I sudditi della Regina Elisabetta “consumano” a un ritmo di soli tre rapporti al mese, rispetto ai ben cinque di trent’anni fa. Certo qui non snoccioliamo numeri a livello di performance alla Rocco Siffredi o alla stregua di stakanovisti del sesso, ma di normalissime attività inserite nella noiosa routine settimanale.

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Sul sesso e gli inglesi si sono spese già letture, approfondimenti, ricerche e, ancor prima, film e piece teatrali. Non fa certo piacere finire in questo tipo di ricerche, soprattutto quando si tratta della propria intimità e del piacere legato al rapporto con il proprio partner, ma evidentemente i professori delle illustri Università inglesi, vogliono vederci chiaro sulla rinomata flemma d’oltremanica. A puntare il dito sull’ignavia passionale dei britannici è stato David Spiegelhalter, docente di statistica a Cambridge e autore tra l’altro del libro “Sex by Numbers”, testo fondamentale per capire attraverso la severa legge dei numeri i comportamenti sessuali dei suoi compatrioti. L’eminente professore esprime il suo j’accuse contro Ipad e smartphone che, insieme alle serie tv, rendono le persone sempre più pigre.

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Uomini e soprattutto donne sembrano addurre come scusa non più il classico mal di testa pur di sfuggire ai piaceri di Eros, ma ora giustificano il proprio diniego con il partner lussurioso perché devono guardare la loro serie tv preferita in onda su uno dei numerosi canali televisivi. Il professore lancia dunque l’allarme in un’era in cui siamo sempre più iperconnessi, ovunque e comunque, e che per colpa dei vari Netflix e compagnia bella non può che accelerare la tendenza alla solitudine digitale. Di questo passo fra qualche decina di anni il sesso diventerà solo un ricordo rispetto a trent’anni fa, epoca in cui la programmazione televisiva terminava “naturalmente” intorno alle ore 22:30 lasciando poi spazio ai piaceri reali del corpo; oggi ci si trova invece di fronte a un palinsesto di flusso, arricchito altresì da un’offerta di device in grado di non farci più staccare lo sguardo dallo schermo. A ciò c’è da aggiungere la presenza e l’invasione degli schermi nelle nostre case, camera da letto compresa. E se prima la presenza di una tv ai piedi del nostro talamo era finalizzata a scoraggiare fornicazioni e gravidanze indesiderate, oggi è il nostro partner elettronico sempre affidabile e mai noioso.

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A letto sì ma con il tablet, sarà meno sensuale, ma certamente più sicuro e interessante come anticipato dal gruppo rap Articolo 31 che in un testo della loro canzone “2030”, anticipavano un sesso virtuale più salubre e dove la gente parla solo tramite internet.

Andrea Alessandrino

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