Seggiolini antiabbandono, "sanzioni a partire dal 2020"

Roma, in fiamme altro locale dopo ’Pecora Elettrica’ - Colpo al ’tesoro’ di San Mamiliano, rubate 65 monete d’oro

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Seggiolini antiabbandono, "sanzioni a partire dal 2020"

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’’Grazie a un nostro emendamento al decreto fiscale, prevediamo che le sanzioni per chi non monta a bordo del veicolo i dispositivi antiabbandono per bambini fino a 4 anni si applicheranno dall’1 giugno 2020. L’obbligo è in vigore dal 7 novembre ma si rende necessario prevedere un periodo cuscinetto sia per informare adeguatamente l’utenza, anche con apposite campagne e iniziative mirate a raggiungere le famiglie, sia per consentire ai produttori di portare tali dispositivi sul mercato’’. Lo afferma il capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Commissione Trasporti, il deputato pugliese Emanuele Scagliusi, primo firmatario dell’emendamento.

’’L’emendamento non solo revoca l’efficacia delle sanzioni eventualmente comminate dal 7 novembre - afferma - ma nel caso un automobilista avesse pagato, gli consente di chiedere la restituzione della somma indebitamente versata. Ribadiamo che l’obiettivo di questa legge che abbiamo fortemente voluto non è quello di comminare sanzioni, ma quello di salvare le vite dei bambini".

Roma, in fiamme altro locale dopo ’Pecora Elettrica’

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Altro locale in fiamme a Centocelle, già teatro nei giorni scorsi del rogo alla libreria antifascista ’La Pecora elettrica’. Nella notte, più precisamente verso le 4.30 di questa mattina, i Vigili del Fuoco sono intervenuti in via dei Ciclamini per spegnere le fiamme divampate all’interno del Baraka Bistrot. Lo stabile è stato evacuato ma non è stato riscontrato alcun danno strutturale all’edificio. Sulle cause sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri di Centocelle.

’’Ho chiuso il locale alle tre meno un quarto e sono andato a casa. Alle 4.20 mi chiamano quelli del sistema di allarme, dicendomi che sentono dei rumori. Mi precipito in macchina al locale e quando arrivo vedo la serranda alzata da terra, la porta aperta e fuoco dappertutto. In un paio di minuti poi sono arrivati tutti, vigili del fuoco, carabinieri. E’ tutto distrutto’’, racconta all’Adnkronos il proprietario del Baraka Bistrot.

’’Abbiamo aperto da pochi mesi, a settembre. Non me lo spiego. Io sono neutro, non sono schierato, non do fastidio a nessuno. Certo abbiamo espresso solidarietà alla ’Pecora elettrica’, sta vicino a noi, ma proprio non riesco a capire. Di sicuro quando sono arrivato la strada era deserta, la serranda era strappata da terra, di sicuro non può essersi alzata da sola’’.

E’ attesa nelle prossime ore in Procura l’informativa dei carabinieri sull’incendio. Lunedì, quando arriveranno gli atti, i magistrati di piazzale Clodio apriranno un fascicolo.

RAGGI - "Roma è con il Baraka Bistrot e tutte le realtà che producono cultura e aggregazione a Centocelle. Questa notte un altro rogo inquietante, a pochi metri dalla pecora elettrica: Roma Capitale è con voi. Non dobbiamo abbassare lo sguardo di fronte a questi atti, avanti a #atestaalta’’. Così in un tweet la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

ZINGARETTI - "Centocelle questa notte ha subito il quarto rogo di un esercizio commerciale in pochi mesi. E’ evidente che questi delinquenti stanno tentando di far morire un quartiere vivo e vitale. Come Regione intensificheremo le misure per la sicurezza urbana e faremo tutto ciò che in nostro potere per aiutare i gestori di questi locali ed evitare che fatti del genere possano ripetersi’’. Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. ’’Per questo presenteremo un pacchetto di provvedimenti a sostegno di imprenditori colpiti da atti intimidatori e di violenza e porteremo con forza alla riunione del comitato per l’ordine e sicurezza prevista per la prossima settimana l’emergenza di Centocelle’’.

’’Ora è necessaria una risposta forte e chiara da parte di tutte le Istituzioni perché accettare passivamente questa situazione vuol dire cedere il territorio alla criminalità e gli abitanti di Roma e di Centocelle non lo meritano”.

Colpo al ’tesoro’ di San Mamiliano, rubate 65 monete d’oro

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(Paolo Martini) - Un colpo senza precedenti al ’tesoro’ del Museo di San Mamiliano di Sovana, nel comune di Sorano (Grosseto): sono state rubate 65 monete d’oro coniate tra il IV e V secolo dopo Cristo, che coprono un arco di oltre cent’anni tra l’ultima fase dell’Impero Romano d’Occidente e la fase nascente dell’Impero Romano d’Oriente.

Le 65 monete, di grande valore archeologico e storico, fanno parte del ’tesoro’ rinvenuto nel 2004 durante gli scavi sotto il pavimento della chiesa di San Mamiliano a Sovana. All’epoca venne trovato un recipiente in ceramica contenente 498 monete d’oro: per la precisione solidi aurei coniati sotto Leone I e Antemio, per la maggior parte provenienti dalla zecca di Costantinopoli. Al museo di Sovana ne sono rimasti 83 (di cui 65 rubati) e i rimanenti sono custoditi al Museo Nazionale Archeologico di Firenze. Ulteriore fascino sul ritrovamento è dovuto all’ipotesi di alcuni studiosi secondo i quali il ’tesoro’ di Sovana coincide probabilmente con il tesoro di Montecristo reso celebre dal romanzo ’Il Conte di Montecristo’ di Alexandre Dumas.

Il furto, con le vetrine razziate, è stato scoperto questa mattina, alla riapertura del museo comunale che fa parte del Parco archeologico della Città del Tufo in Maremma. Il furto sarebbe stato messo a segno tra domenica scorsa, 3 novembre, ultimo giorno di apertura, e la notte scorsa. Il museo, con l’orario invernale, apre, infatti, solo nel fine settimana.

Secondo gli investigatori dei carabinieri (al sopralluogo è intervenuto anche il nucleo specializzato dell’Arma di tutela del patrimonio del patrimonio culturale), è stato fatto da ladri professionisti, che avrebbero pianificato in ogni dettaglio il colpo. Una volta entrati nel museo hanno disattivato il sistema d’allarme che è collegato con la caserma dei carabinieri e poi hanno messo fuori servizio il doppio sistema interno di videosorveglianza, portando via l’apparecchio che contiene la ’memoria’ che registra i filmati.

Entrati nel museo (sotto si trovano le antiche terme), i ladri hanno tentato di sfondare i vetri blindati delle bacheche in cui erano custodite le monete ma non ci sono riusciti. Allora hanno forzato le serrature delle bacheche e con poche difficoltà sarebbero riusciti ad alzare i vetri e a razziare le monete. Il fatto che 18 monete su 83 sono rimaste nelle bacheche sarebbe la dimostrazione delle difficoltà incontrate dai malviventi durante la razzia.

Ad accorgersi del maxi furto è stato stamani uno dei custodi del museo, gestito da una cooperativa di servizi culturali, che ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale e i carabinieri, accompagnati dall’archeologo responsabile Fabio Rossi e dal sindaco di Sorano, Pier Andrea Vanni. Le indagini sono condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Grosseto, diretti dal pm di turno della Procura. Il valore delle monete secondo una stima prudenziale si aggira intorno ai 300mila euro. Tutte le monete rubate sono catalogate.

SINDACO DI SORANO: "FURTO NON È OPERA DEI SOLITI IGNOTI" - "Un fatto tremendo e incredibile, quando ho saputo la notizia ho sentito un dolore quasi fisico", ha detto all’Adnkronos il sindaco di Sorano (Grosseto), Pierandrea Vanni, firma storica del giornalismo toscano e per lungo tempo colonna della redazione fiorentina della ’Nazione’. "Quello che appare certo è che si è trattato di un furto ben organizzato, non è un furto da soliti ignoti; se poi sia stato su commissione o no, non lo posso dire. Sembra però un furto studiato e anche con più sopralluoghi. Non è un furto improvvisato" ha aggiunto Vanni.

"Appena ho visto lo scempio - ha raccontato - è stato un grandissimo dolore. Ho provato dolore e sconforto. Il museo di Sovana è nato attorno al ritrovamento nel 2004 di questo eccezionale tesoro di monete d’oro e le monete erano il cuore del museo". "Ma dopo il dolore e lo sconforto provato, bisogna reagire, subito. Le indagini faranno il loro corso - ha continuato il sindaco - In queste ore ho già visto grande mobilitazione da parte dei carabinieri. Ma noi come istituzioni dobbiamo fare il possibile per far vivere il museo, che è costato soldi pubblici e fatica".

Per questo, già oggi, Pierandrea Vanni si è messo in contatto con la soprintendenza ai beni artistici, per chiedere di rivitalizzare in tempi brevi il museo "dopo la grave perdita" inflitta dal furto. "Ho già detto al soprintendente che se non c’è più il cuore del museo, ovvero le monete, bisogna trovare qualche altro organo vitale, magari un polmone, per far sopravvivere questa nostra istituzione. Adesso bisogna cominciare a elaborare subito un’idea". Infine il sindaco di Sorano ha ricordato che tutto il ’tesoro’ di San Mamiliano è catalogato: "Di ogni moneta esiste una scheda". E tutte le schede sono state già consegnate ai carabinieri del nucleo di tutela patrimonio culturale, la specialità dell’Arma che indaga sui furti di opere d’arte.

Redazione

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