Secondo decesso per infezione da Coronavirus in Cina

Due casi anche in Thailandia e Giappone

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Nelle ultime ore, Thailandia e Giappone hanno confermato nuovi casi di infezione da Coronavirus, da aggiungere ai due decessi già rilevati e alle più di quaranta infezioni registrate in Cina nei giorni scorsi. Le circostanze divengono sempre più gravi e allarmanti, soprattutto alla luce dell’apparente spostamento del virus oltre i confini cinesi.

Il secondo caso registrato in Thailandia riguarda una donna cinese di 74 anni, la quale manifestava i sintomi di una gravissima polmonite, risultando positiva al test del Coronavirus. “La donna, adesso, è stabile e in buone condizioni” ha asserito Rungrueng Kitphati, rappresentante per conto del Ministero della Salute pubblica thailandese. L’anziana donna è arrivata in Thailandia, attraverso un volo diretto a Bangkok, proveniente dalla Cina, più precisamente dalla città di Wuhan, identificato come l’epicentro dell’epidemia. Gli investigatori continuano a condurre con scrupolosa attenzione le loro indagini, alla ricerca di informazioni più utili, volte a scongiurare una eccessiva diffusione della patologia. Sembra, però, che gli agenti siano incappati in ostacoli e problematiche legate alle barriere linguistiche esistenti tra loro e l’anziana donna.

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In Giappone, invece, il Ministero della Salute fatto sapere che un uomo cinese di 30 anni sarebbe risultato positivo al test del Coronavirus. L’uomo, residente nella prefettura di Kanagawa, a sud di Tokyo, è tornato in Giappone il 6 gennaio, dopo un viaggio effettuato proprio a Wuhan. Dopo aver contratto febbre molto alta, l’uomo è stato immediatamente ricoverato in ospedale, ma dimesso solo cinque giorni dopo, perché perfettamente tornato in salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che con tutta probabilità la diffusione del virus ha preso piede a partire da un mercato del pesce a Wuhan, specializzato anche nella vendita di uccelli e altri animali vivi. Il Ministero della Salute giapponese, però, confuta quanto asserito, affermando che il giovane paziente cinese non abbia visitato alcun mercato del pesce a Wuhan, aggiungendo invece: “È possibile che l’uomo abbia avuto uno stretto contatto con un portatore del virus mentre si trovava in Cina”. Malik Peiris, un virologo dell’Università di Hong Kong, ha dichiarato preoccupato: “Se fosse davvero così, se davvero non vi fosse stata alcuna esposizione diretta ad animali, questo risulterebbe davvero allarmante”. La circostanza potrebbe infatti implicare che l’infezione possa essere trasmessa anche tramite semplice contatto umano. Tuttavia, le informazioni riguardo il nuovo ceppo di Coronavirus risultano ancora troppo scarse per poter effettuare alcun tipo di inferenza valida.

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Nel frattempo, le autorità si stanno attrezzando, prendendo precauzioni: sono state predisposte misure di rilevamento e controllo della temperatura corporea dei viaggiatori in uscita e in arrivo.

Elena Indraccolo

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