Scossa magnitudo 3.7 in provincia dell’Aquila

"Big one arriverà, ma non si può prevedere" - Corona fuori dal carcere ’per cure psichiatriche’

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Scossa magnitudo 3.7 in provincia dell’Aquila

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata registrata alle 22.55 questa sera in provincia dell’Aquila. L’epicentro del sisma secondo i dati dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia si trova a una profondità di 14 km. L’epicentro è stato individuato a 2 km dal comune di Barete.

"Big one arriverà, ma non si può prevedere"

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"L’eventualità che un giorno arrivi il ’big one’? La risposta è: potrebbe arrivare. Non si può escludere. Non c’è dubbio che ci sarà un terremoto catastrofico simile a quello del 1693 ma è ovvio che non possiamo dire quando si verificherà. Catania è stata distrutta nel 1189, è stata rasa al suolo nel 1693 e siccome non è cambiata la geologia della zona, che è sempre quella, così come gli sforzi a cui sono soggette le faglie, è realistico ed ovvio pensare che altri eventi sismici importanti si verificheranno". Lo afferma il vulcanologo dell’Ingv di Catania, Mario Mattia. Intervistato dall’Adnkronos, ha aggiunto come "l’ultimo evento sismico del 1990 che purtroppo causò tredici vittime nella zona di Carlentini è solo un esempio di ciò che può succedere e fu, anzi, un terremoto relativamente piccolo che in altre parti del mondo non avrebbe creato danni".

"Pensate - ha evidenziato il vulcanologo - ad un terremoto di 7.5, come quello che è stato stimato del 1693, che tipo di danni potrebbe fare in una città estremamente vulnerabile come Catania. Ma lo stesso discorso vale pure per Ragusa e Siracusa e le loro province che negli anni hanno edificato in modo dissennato".

"Quindi - ha ribadito - il ‘big one’ ci sarà ma non è prevedibile sapere quando. Se parliamo poi di vulcani - ha continuato Mattia - e di grosse eruzioni anche quelle potranno verificarsi in futuro. E’ il destino di chi vive in queste zone particolari della terra come la Sicilia, la California, alcune zone del Giappone. Convivere, insomma, con questo rischio".

Secondo il vulcanologo dell’Ingv, "purtroppo occorre dire che l’impatto di forti terremoti nella realtà siciliana e catanese in particolare sarebbe devastante". Mario Mattia, parlando di impatto ambientale rispetto al rischio eruzioni sull’Etna ha sottolineato come "purtroppo si tende a costruire in zone a forte rischio di invasione lavica per scelte politiche a volte scellerate nel corso del tempo. Per citarne una su tutte - ha ricordato - negli anni ‘50 un sindaco di Catania venne accolto tra ali di folla perché a Roma riuscì ad ottenere la declassificazione sismica del capoluogo etneo. Dando così la possibilità di sviluppare in modo importante l’attività edilizia a Catania, ma senza nessun rispetto di criteri antisismici. E questo fa sì che grossi pezzi della città siano vulnerabili".

Infine, in merito allo stato di salute del vulcano, Mario Mattia ha detto che "l’Etna, da vulcano attivo, è in una fase abbastanza attiva. I catanesi noteranno questo degassamento da tutti i crateri che significa come il magma sia a livelli molto superficiali. Nessun allarmismo - ha concluso - ma questo fa riflettere su come nei prossimi mesi o anni, ci sarà una eruzione di cui non possiamo prevedere l’entità".

Corona fuori dal carcere ’per cure psichiatriche’

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Provvedimento di "differimento della pena da eseguire in detenzione domiciliare umanitaria" per Fabrizio Corona. Secondo il Corriere della Sera, l’ex fotografo sconterà infatti la pena - fino al marzo 2024 - in un istituto di Monza per "permettergli di curare una patologia psichiatrica aggravatasi in carcere".

"La giustizia di Sorveglianza milanese tende di nuovo la mano a Fabrizio Corona. [...] E lo fa con decisione «umanitaria». Letteralmente: perché a riportarlo fuori dal carcere, pur dopo due revoche delle misure alternative sprecate in altrettante violazioni dell’affidamento terapeutico anti-droga, è un provvedimento di «differimento della pena da eseguire in detenzione domiciliare umanitaria» (articolo 47 ter, per come la sentenza n.99 della Corte Costituzionale lo ha esteso in aprile dalle patologie fisiche a quelle anche mentali). Il domicilio - spiega ancora il Corsera - in questa prima fase sarà un istituto vicino Monza, dal quale non potrà mai allontanarsi essendo il luogo nel quale proseguirà a scontare la sua pena (anziché in cella) durante le cure".
A far scattare la decisione, spiega ancora il quotidiano milanese, le relazioni psichiatriche dell’équipe di San Vittore" che "hanno segnalato il patologico progredire di disturbi della personalità borderline, associati a tendenze narcisistiche e a episodi depressivi, con l’indicazione che Corona non reggerebbe più il carcere e inizierebbe già ad essere resistente alle terapie farmacologiche".

Redazione

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