Save The Children e la povertà dei minori in Italia

Nell’Atlante dell’infanzia si stimano circa 1,2 milioni di bambini in stato di povertà

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Dopo il 2008, nel Nuovo Atlante dell’infanzia di Save The Children emergono tutte le difficoltà dell’Italia nel garantire un futuro stabile alle nuove generazioni.

Secondo le statistiche pubblicate, negli ultimi dieci anni è triplicato il numero di minori che vive in povertà; si parla infatti di circa di 1,2 milioni.

Ma a questo dato allarmante se ne aggiungono anche altri che riguardano la sicurezza delle scuole e l’educazione dei giovani. Basti pensare che negli ultimi anni sono sempre di meno i ragazzi che leggono, e sono aumentati del 40% quelli connessi al web, cosa che va inficiare ulteriormente sulla loro educazione, rimarcando tutte le difficoltà di un sistema scolastico che fatica a progredire, anche per mancanza di fondi sufficienti a garantire spazi agevoli e sicuri.

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La situazione allarmante in cui versa l’Italia è stata presentata in 10 città italiane (Roma, Milano, Torino, Udine, Ancona, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Catania e Sassari), in occasione della presentazione della petizione illuminiamo il futuro, con cui si chiede al parlamento di recuperare alcuni spazi pubblici italiani in stato di abbandono, tramite lo stanziamento di fondi da inserire nella Legge di Bilancio e l’adozione di una legge sulla sicurezza scolastica per garantire maggior protezione ai bambini.

Per quanto riguardo lo stato di povertà dei minori che non dispongono i beni di prima necessità per vivere, in dieci anni si è passati dal 3,7% al 12%, di cui 563 mila nel del Mezzogiorno; molti di più rispetto a quelli del nord, il cui numero si attesta sui 508 mila. Questo crea un maggior divario territoriale tra nord e sud. La Campania e la Calabria sono le regioni in cui l’allarme povertà per i bambini resta molto alto, toccando la soglia del 40%.

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Questo problema è generato anche da una spesa troppo bassa per far fronte alle esigenze dei minori; in modo particolare, negli ultimi anni sono stati ridotti di 8 miliardi i fondi nel settore scolastico. Infatti, l’Italia investe solo il 3,7% del suo PIL nell’istruzione rispetto al 5% degli altri paesi europei, fattore che la colloca tra gli ultimi in Europa per efficienza scolastica. Ad oggi sono più di 20.000 gli istituti italiani che non hanno certificato di agibilità o di prevenzione degli incendi.

Il basso livello di sicurezza è causa anche dell’aumento del tasso di dispersione scolastica, che supera il 20% in regioni come Sardegna, Calabria e Sicilia.

A questo si aggiungono anche problemi di carattere educativo, per cui sono sempre meno i bambini che si avvicinano alla lettura, perché attratti sin da subito dal web. Inoltre, 1 ragazzo su 5 non pratica attività sportive.

Francesco Ambrosio

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