Salvini vs Di Maio: "A Pechino mentre aziende chiudono"

Berlusconi: "Io appiattito a destra sovranista? Irrispettoso" - Saviano: "Odio verso Segre è responsabilità di Salvini e Meloni" - Meloni: "Segre va protetta ma su mancato applauso non cambio idea"

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Salvini vs Di Maio: "A Pechino mentre aziende chiudono"

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"Guai a un governo che fa scappare le imprese dall’Italia". Così il leader della Lega Matteo Salvini, parlando dell’ex Ilva a ’Non è l’arena’.
"Di Maio - aggiunge il leader del Carroccio replicando alle accuse del capo politico del M5S sui bond di ArcelorMittal che avrebbe acquistato la Lega - è un po’ confuso, sarà per il fuso orario, va a Washington e Pechino mentre le aziende italiane chiudono". "Quei titoli la Lega non li ha più da quasi cinque anni", ha ribadito Salvini.

"Hanno cambiato le carte in tavola rispetto a quello che avevano promesso, è dimostrazione di scarsa serietà", continua Salvini, chiedendo poi se non si stia facendo "un favore a qualcun altro, a qualche impresa cinese o tedesca?". "Io non vorrei - continua - che nella visione del M5S ci sia un’Italia che campa di elemosina e reddito di cittadinanza".

L’ex ministro fa poi i complimenti a Vox, il partito di destra spagnolo che avrebbe più che raddoppiato i voti alle elezioni di oggi. E’ un "risultato incredibile - dice il leader della Lega -. Già so che domani i giornali italiani scriveranno che hanno vinto i fascisti. Non sono fascisti, vogliono controllare i confini della Spagna, che entri in Spagna chi ne ha diritto, come io voglio che entri in Italia chi ne ha diritto. Non sono fascista, sono orgoglioso di essere italiano".

Salvini torna poi a parlare della senatrice a vita Liliana Segre, che "è un esempio ed un modello, che ha tanto da insegnare". E a proposito del suo incontro con la senatrice spiega: "Non c’è nessun giallo, ci sono alcune cose che si fanno privatamente e rispettosamente senza farsene pubblicità". Parlando a "Non è l’Arena", Salvini ha poi ripetuto che "negare l’Olocausto è da cretini che devono essere visitati da un medico molto bravo, significa negare uno dei crimini più bestiali della storia, così come quelli che negano i massacri del comunismo".

E Mario Balotelli? "Se lei mi vuole far dire che è un esempio dentro e fuori dal campo, dico di no. Difendo il suo diritto a giocare tranquillamente ma penso che gli italiani abbiano problemi ben più gravi. Balotelli o la signorina Carola (Rackete, la capitana della Sea Watch)... gli italiani penso abbiano altri modelli", ha aggiunto.

Berlusconi: "Io appiattito a destra sovranista? Irrispettoso"

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"Sono sempre più stupito dal tono di alcuni commenti che leggo in questi giorni sugli organi di informazione. L’immagine di Forza Italia appiattita o subordinata ad una generica ’destra sovranista’ è un radicale stravolgimento della realtà, irrispettoso della mia e della nostra storia, delle mie e delle nostre idee, di 25 anni di battaglie politiche coerenti. Far intendere che ci sia bisogno di un nuovo e diverso contenitore per i liberali e i moderati significa essere in malafede o ignorare la realtà". Lo scrive in una nota Silvio Berlusconi, sottolineando, "senza timore di smentite, di poter affermare di essere l’unico tra i leader politici italiani ad avere difeso e a difendere ogni giorno i principi liberali in economia, in politica internazionale, in materia di giustizia e di stato di diritto. L’unico ad aver lottato e a lottare coerentemente contro l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria".

"L’unico - voglio sottolinearlo, di fronte alle paradossali ed insultanti insinuazioni persino su questo argomento - ad aver difeso sempre e comunque lo stato di Israele e le ragioni dell’ebraismo, cosa della quale mi è stato dato pubblico riconoscimento sia dal governo israeliano che dalle più importanti associazioni ebraiche nel mondo", sottolinea ancora il leader di Fi.

Per Berlusconi, la costruzione di una vasta area liberale non la si ottiene "con la frammentazione, che ha sempre determinato avventure politiche di cortissimo respiro. Sono certo che chiunque abbia vissuto la nostra storia in questi venticinque anni, chiunque conosca la realtà di Forza Italia oggi, non possa riconoscersi in questa rappresentazione falsa dell’alleanza di centro-destra, nella quale invece noi abbiamo un ruolo ben chiaro, di leale collaborazione ma anche di chiara distinzione culturale e politica - sottolinea -. Se l’obbiettivo è costruire una vasta area liberale, cattolica, riformatrice, alternativa alla sinistra e determinante per la vittoria del centro-destra, non lo si ottiene certo con la frammentazione, che ha sempre determinato avventure politiche di cortissimo respiro. Sono certo che tutti gli eletti, i dirigenti, i militanti di Forza Italia ne siano ben consapevoli e determinati ad andare avanti".

Al contrario, dobbiamo aggregare intorno a noi più vasti settori dell’opinione pubblica, vicini alle nostre idee ma oggi delusi, demotivati o addirittura disgustati dalla attuale politica italiana. E’ quello che vogliamo fare con il progetto dell’Altra Italia, che vuole dare una rappresentanza politica alle tante persone serie, perbene, oneste, laboriose, che oggi non partecipano alla vita politica e neppure alle elezioni. Per questo sento il dovere di chiedere a tutti più rispetto della realtà, della verità storica, delle nostre battaglie di libertà, del nostro impegno costante e convinto per il futuro liberale dell’Italia".

Saviano: "Odio verso Segre è responsabilità di Salvini e Meloni"

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"L’odio verso Liliana Segre è responsabilità di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Liliana Segre è stata testimone dell’inferno, ma continua ad avere negli occhi la luce di chi non ha rancore. A lei vogliamo somigliare e non a chi avvelena l’Italia con parole di intolleranza e odio". Lo scrive su Twitter Roberto Saviano.

"Saviano, per aggredire Salvini, si riempie la bocca di parole come odio, inferno, rancore, veleno, intolleranza. Qualcuno direbbe che ’la lingua parla dall’abbondanza del cuore’ - commenta all’Adnkronos il senatore della Lega Simone Pillon - Solidarietà alla senatrice Segre ma anche a Matteo Salvini che proprio oggi ha ricevuto l’ennesima busta col proiettile, e solidarietà a chiunque sia minacciato sul piano personale". "Non esistono minacce buone e minacce cattive. Sarebbe bello che lo capissero anche i maestri della sinistra, ma forse è chiedere troppo", conclude Pillon.

"Di fronte agli sciocchi e agli imbecilli esiste un modo solo per rivelare la propria intelligenza: quello di non parlare di loro" dice il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, prendendo a prestito una frase del filosofo Arthur Schopenhauer. All’AdnKronos che gli chiede di commentare le accuse di Saviano, il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, risponde secco: "Chiamate un medico".

Meloni: "Segre va protetta ma su mancato applauso non cambio idea"

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"Nel contrasto all’antisemitismo noi di FdI siamo totalmente a disposizione e non da oggi" e "la senatrice Segre, per la quale ho un enorme rispetto, va protetta da tutta la società italiana, non ci sono divisioni su questo". Così Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia in una intervista al Corriere della Sera. "Su quel mancato applauso - osserva - c’è stata una chiara mistificazione. Lì veniva applaudito il provvedimento e non certo la senatrice Segre, l’ho detto anche a lei quando ci siamo sentite al telefono. Il problema di quella commissione — che arriva da lontano e prima si chiamava commissione Boldrini — è che si lascia alla discrezione dei politici stabilire quali siano le parole d’odio e quali no. E questo non mi fa sentire tranquilla".

Redazione

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