Salvini: "Cambieremo la storia del Paese"

Berlusconi: "Avviso di sfratto per il governo"- Meloni lancia patto anti-inciucio - Conte: "Fare squadra"- Renzi: Quota 100 e vediamo chi vince - Manovra, ecco le richieste M5S

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Salvini: "Cambieremo la storia del Paese"

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(Francesco Saita) - "Cambieremo la storia di questo Paese, torneremo al governo" e "questa è una piazza di italiani orgogliosi di essere italiani, non di fascisti". Ospite perfetto, a Matteo Salvini, riesce l’impresa di riempire piazza San Giovanni e di rimettersi in sintonia con gli alleati del centrodestra, che non hanno gradito il simbolo della Lega comparso alle spalle, notte tempo. E’ il leader della Lega, che a sorpresa, poco dopo le 15, prende la parola per aprire la manifestazione del centrodestra, salutando la piazza definita "bellissima". Poi assicura che "questa non è la piazza di Matteo, Giorgia, Silvio, ma di tutti voi". Come si affretta a dire, mostrandosi in camicia bianca e pantalone scuro, tra gli applausi della folla. Improvvisamente sembrano finire le polemiche sulla Lega che "brandizza" il palco di quella che sembrava dover essere la manifestazione del tricolore. E così è stato: perché Matteo Salvini, sotto il sole, a pochi metri dalla facciata imponente della prima basilica della Capitale, mette a suo agio Silvio Berlusconi - che firma il primo degli interventi dei tre big del centrodestra - e Giorgia Meloni, che veste, stavolta, i panni della sovranista più accesa della coalizione, trovando spesso l’applauso della piazza.

Piazza, dove centinaia sono le bandiere della Lega, i leoni veneti di San Marco, gli stendardi di Fdi, con la fiamma tricolore, le bandiere di Forza Italia e anche quelle dei totiani. E alla fine - secondo le stime degli organizzatori - si conteranno circa 200mila persone. Parlano in tanti dal palco. Dopo due rappresentanti delle forze di Polizia, che ringraziano il lavoro fatto da Salvini-ministro dell’Interno, tocca poi ai governatori del centrodestra, con Zaia che arriva a chiedere di "ridare i manganelli ai poliziotti, al posto del galateo", mentre il governatore della Sicilia, Nello Musumeci lancia l’allarme perché la Ue vuole fare della Sicilia "un enorme campo profughi". Poi tocca al Cavaliere, e Salvini di nuovo interviene - repetita iuvant - "Questa piazza ci impone di lavorare assieme per il bene del Paese - dice ancora - . Per questo invito sul palco il mio amico Silvio Berlusconi, che inventò il centrodestra". "Siamo qui per fermare questo pericoloso governo - dice Berlusconi - . L’Italia vuole essere governata da noi". Poi ricambia la cortesia a Salvini e Meloni: "Per vincere siamo tutti indispensabili". La gente sembra apprezzare: scatta pure il coro Silvio-Silvio, quando spiega che "questi al governo ci vogliono prima tassare e poi arrestare per evasione fiscale". "Io - dice poi attaccando la magistratura - ne so qualcosa della giustizia, visto che ho avuto 88 processi".

Giorgia Meloni punta dritto ai temi della destra. Sui migranti e sulla cittadinanza avverte la piazza, alza i toni: "Usano i bambini come scudi umani per assicurare la cittadinanza a tutti. Questo dice la legge Boldrini, ma noi diciamo no, perché se vuoi essere italiano la cittadinanza te la devi meritare, la devi sudare. Non è un diritto è un premio". Attacca la sinistra: "Una volta San Giovanni era il simbolo della sinistra, ora la riempiamo solo noi. Prima c’erano le bandiere rosse e ora il tricolore. Cari compagni, è il segnale che siete stati sconfitti dalla storia". Poi fa sapere che vuole la linea dura contro l’immigrazione illegale: "Se servono i muri si costruiscono i muri, se servono i blocchi navali, si fanno i blocchi". Alla fine, chiede la sponda alla piazza per mettere nero su bianco la ritrovata unità del centrodestra: "Davanti a voi chiedo a Salvini e Berlusconi di firmare il ’patto anti-inciucio’, impegnarsi formalmente a "dire no a un governo con il Pd e con il M5s. Io quel patto l’ho già firmato".

Matteo Salvini parla per poco più di 30 minuti. "Mi dicono che siamo 200.000, vi dico 200.000 volte grazie", dice il leader della Lega dal palco in chiusura di giornata. "Viva il futuro, viva piazza San Giovanni, viva la Lega. Per voi, per i miei figli, per questo Paese, sono pronto a dare la mia vita...". "Noi al governo torneremo e presto, torneremo dalla porta principale, senza trucco e senza inganno" aggiunge ringraziando i due alleati, perché "insieme si vince...". Poi passa in rassegna i suoi temi, rivendica quanto fatto nei 14 mesi di governo. Attacca la Raggi e Zingaretti "che sono una vergogna per Roma". "Dateci una mano a mandarli a casa, Gianni e Pinotto, il duo sciagura, due perdenti a livello nazionale...", prosegue. "Grillo - dice del fondatore del M5s - vuole negare il voto: adesso tocca agli anziani, poi domani non facciamo votare i disabili". Dalla folla scatta il vaffa a Grillo, Salvini li stoppa: "No, che a lui piace".

Parole dure sui migranti che muoiono, le riserva al governo: "Chi davvero applica il Vangelo è colui che evita che questa gente di metta in mano agli scafisti, meno partenze meno morti, chi li fa partire sono quelli che poi si genuflettono". "Al governo abbiamo gente con le mani sporche di sangue" accusa. Difende senza se e senza ma, invece le forze dell’ordine. E sui casi di presunte violenze degli agenti dice: "Sono stufo che vale più la parola di uno stupratore di quella di un poliziotto". "Per carità - aggiunge - ho piena fiducia nella magistratura", poi si corregge: "Nella libera magistratura italiana", spiega applaudito dalla folla, che intona spesso ’Matteo-Matteo’. "Sono troppe le volte in cui si da retta alla parola di stupratori e spacciatori". Poi si ferma, "la faccio breve" dice. E si calamita sulla piazza, tra la gente che lo acclama. Occhi lucidi mentre scatta selfie con le tantissime persone che dopo averlo ascoltato lo vogliono vicino. Tanta emozione per il leader della Lega, attorniato dalla scorta che fa fatica a tenere la piazza". Berlusconi resta sul palco sorridente, abbracciato dai suoi, Giorgia Meloni è la prima a lasciare la piazza. Tutti e tre portano a casa risultato pieno

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Berlusconi: "Avviso di sfratto per il governo"

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"Questa è la nostra piazza, non di Fi, Lega e Fdi, sono commosso". Silvio Berlusconi parla davanti a una piazza San Giovanni gremita a Roma. "L’Italia non vuole essere governata dalla sinistra da salotto, il Pd, e da quella da strada, il M5S. L’Italia vuole essere governata da noi" aggiunge, mentre dai manifestanti parte il coro ’elezioni, elezioni’.

"Solo se siamo tutti insieme, potremo cambiare l’Italia. Oggi uniti conquisteremo una grande vittoria anche tutte le prossime regionali, ovunque voteremmo. Per vincere siamo tutti indispensabili voi della Lega, noi di Fi, voi di Fdi".

"Io sono qui perché quest’ultima minaccia sulla evasione fiscale" sul carcere è gravissima e pericolosa per il nostro diritto alla libertà. Siamo qui per dire no al governo delle tasse, del giustizialismo fuori controllo e delle manette".

La piazza si scalda e più volte scatta il coro ’Silvio-Silvio’. "C’è una quinta sinistra - attacca il Cavaliere -, formata da quella magistratura che non ha mai smesso di fare politica". "Siamo qui in piazza per mandare a casa un governo che rischia di essere pericoloso. Oggi comincia ricomincia il nostro cammino per la libertà. Sono sette milioni gli italiani delusi che non votano più, si definiscono moderati liberali e anticomunisti", dice ancora.

Il discorso di Berlusconi è durato circa una mezz’ora. Ha anche ricordato la manifestazione del ’96 contro la finanziaria del governo Prodi. Appena ha citato il nome del professore, leader dell’Ulivo, dai manifestanti è partito un coro di fischi.

"Sento la responsabilità di stare di stare in campo"’ ha detto Berlusconi in piazza San Giovanni. Da "questa piazza", conclude, "arriva un avviso di sfratto per il Conte bis".

Meloni lancia patto anti-inciucio: "Mai più con Pd e M5S"

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"Davanti a 200mila persone chiedo a Matteo e Silvio di impegnarsi a dire mai più con Pd e cinque stelle...". Lo ha detto Giorgia Meloni in piazza San Giovanni. "Chiedo la firma del patto anti inciucio, io l’ho già messa", ha aggiunto la leader Fdi.

"Adesso piazza San Giovanni la riempiamo solo noi, ora ci sono le bandiere tricolore dove c’erano le bandiere rosse. Mettetevi in testa che siete stati sconfitti", ha affermato puntando il dito contro i "comunisti". "La democrazia -ha aggiunto- funziona così ora: o voti sinistra o non voti e si definiscono democratici, abbiate almeno la dignità di cambiare nome". E quando la leader di Fdi cita Beppe Grillo dai manifestanti è partito il coro ’Grillo, Grillo, vaffa...!’.

Conte: "Fare squadra, chi non la pensa così è fuori"

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"Vorrei ricordare che la manovra è stata approvata, salvo intese tecniche, ci sono dettagli su cui possiamo soffermarci. Valutata e approvata da ministri, anche M5S, e comunicata a Bruxelles. Non c’è da approvare una manovra". Così Giuseppe Conte, rispondendo a chi gli chiede del vertice di maggioranza sulla manovra chiesto dal M5S. Quindi non deve tenersi un nuovo Cdm per approvare la manovra.

"Dobbiamo fare squadra, chi non la pensa così è fuori da governo", aggiunge il premier rispondendo alle domande dei cronisti all’Eurochocolate di Perugia. "Il piano antievasione non può essere né smantellato ne toccato. Ho iniziato con un M5S che gridava ’onestà onestà’ e tutte le forze politiche non possono e non devono in alcun modo tirarsi indietro", afferma ancora. Quanto alla manifestazione del centrodestra a San Giovanni dice che "è legittimo per chi sta all’opposizione organizzare "manifestazioni di piazza come questa di oggi’’. La kermesse di oggi, assicura, ’’non mi spaventa, non mi preoccupa’’, fa parte del ’’gioco democratico’’.

Renzi: "Emendamento su Quota 100 e vediamo chi vince"

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"Faremo un emendamento e vedremo chi vincerà in Parlamento". Lo dice Matteo Renzi su Quota 100 al Tg2. "Non abbiamo niente contro i pensionati ma non si può pensare dar soldi solo ad alcuni".

Quanto ad alcune misure in manovra come la sugar tax o "i balzelli sulle partite Iva", Renzi dice di essere "pronto a scommettere che saranno eliminati dal voto del Parlamento".

E in merito alle polemiche nel governo, dice, "noi siamo soltanto persone che lanciano idee, non ultimatum".

Manovra, ecco le richieste M5S. E un p.s. per Renzi

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"Siamo soddisfatti che finalmente sia stato convocato un vertice di maggioranza lunedì, come avevamo chiesto". Così il Movimento 5 Stelle in un post pubblicato su ’Il Blog delle Stelle’ nel quale vengono illustrare le "richieste che ci stanno a cuore" tra cui "l’introduzione subito del carcere ai grandi evasori e la confisca per sproporzione" e "l’obbligo del Pos ma solo dopo aver abbattuto drasticamente i costi su carte di credito e dispositivi".

Tra le richieste del Movimento 5 Stelle quindi c’è "l’introduzione subito del carcere ai grandi evasori e la confisca per sproporzione. Non bisogna solo colpire chi evade centinaia e centinaia di migliaia di euro, ma occorre anche che lo Stato si riprenda quello che hanno sottratto ai cittadini onesti, per poi re-investirlo in favore delle piccole e medie imprese"; "l’obbligo del Pos ma solo dopo aver abbattuto drasticamente i costi su carte di credito e dispositivi. Le commissioni bancarie invariate, fanno diventare la sanzione sull’obbligatorietà una tassa ingiustificata".

Non solo. Il Movimento 5 Stelle chiede anche di "revocare il cambio del regime forfettario per le partite Iva al 15%. Questo regime non va toccato. Lo Stato non può dire a un giovane un anno che pagherà il 15% di tasse e l’anno dopo gli cambia le regole in corso. Un giovane e una famiglia hanno diritto di poter pianificare il loro futuro e lo Stato deve sostenerli, considerando che un libero professionista si trova ad affrontare anche il cosiddetto ’rischio di impresa’, senza avere un welfare che lo sostiene". Il Movimento 5 Stelle, in un post pubblicato sul Blog delle Stelle ricorda "a tutti che una vera lotta all’evasione si fa con il buon senso. Colpendo gli evasori e anche i grandi evasori, trovando il coraggio di aggradire i colossi finanziari, i concessionari autostradali e i pesci grossi che evadono miliardi di euro. Infine come MoVimento 5 Stelle non possiamo non negare che certi toni usati in questi giorni, a seguito delle nostre legittime richieste, ci addolorano. Viva il MoVImento 5 Stelle ed ogni suo singolo attivista che crede in questo progetto!".

C’è poi un p.s. nel giorno in cui Renzi annuncia un emendamento su Quota 100. "Qualcuno oggi continua a sperare nell’abolizione di Quota 100. Presentassero pure emendamenti, tanto i voti in parlamento non ci sono" scrivono nel blog delle Stelle.

Redazione

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