Salva-Stati, fonti Mef: nessuna confisca conti correnti

Alitalia, Patuanelli: "Una soluzione di mercato non c’è" - Contraffazione in crescita, 1 su 3 compra falso - Poste, Antitrust indaga su recapito raccomandate - La protesta degli agricoltori in pensione, alzare assegni minimi

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Salva-Stati, fonti Mef: nessuna confisca conti correnti

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"La riforma del Mes non introduce in alcun modo la ristrutturazione preventiva del debito pubblico e tanto meno prevede la confisca dei conti correnti italiani. È una notizia totalmente infondata e priva di ogni possibile riscontro, che continua a inquinare il dibattito con tesi fuorvianti e ingannevoli. Sostenere, come fa l’articolo a cui fa riferimento il leader della Lega Matteo Salvini, che l’unica via per avere condizioni economiche e finanziarie forti e un debito pubblico sostenibile ’è la sua preventiva ristrutturazione o la confisca nottetempo dei conti correnti italiani’ è una ricostruzione totalmente priva di logica". Lo affermano fonti del Mef sulla riforma del fondo salva-stati Ue.

Alitalia, Patuanelli: "Una soluzione di mercato non c’è"

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"Al momento una soluzione di mercato non c’è". Così il ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli in audizione davanti alla commissione Industria al Senato sul dossier Alitalia. "Non c’è una proroga al consorzio che si stava costituendo perché quella strada non c’è più", aggiunge.

"Stiamo valutando diverse opzioni con attenzione", spiega Patuanelli aggiungendo: "E’ dieci anni che si tenta di privatizzare", osserva, tuttavia la compagnia "ha una dimensione che il mercato fa difficoltà ad accettare".

Contraffazione in crescita, 1 su 3 compra falso

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Il trend della contraffazione è in continua crescita: nel 2019 quasi un consumatore su tre (30,5%) ha acquistato un prodotto contraffatto o usufruito di un servizio illegale (+3,7 punti percentuali rispetto al 2016 e +4,9 punti in confronto al 2013). È quanto emerge dall’indagine di Confcommercio su illegalità, contraffazione e abusivismo presentata in occasione della Giornata nazionale ‘Legalità ci piace!’. A illustrare i dati sui costi e gli effetti dell’illegalità per le imprese con un focus sulla contraffazione e l’abusivismo il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella.

"Il focus di questa edizione sarà centrato su contraffazione ed abusivismo, due piaghe che certo penalizzano in particolare i nostri settori, ma che indeboliscono tutta la filiera del Made in Italy e la salute del sistema Paese, sovvenzionando le catene della criminalità organizzata. Questi fenomeni, inoltre, hanno anche una preoccupante ‘ricaduta sociale’ che è difficile da quantificare ma non è meno pesante da valutare", ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli nel suo intervento. "Perché contraffazione ed abusivismo spingono ad abbassare l’asticella della qualità della vita e degli acquisti, rendendo le persone più povere culturalmente, più fragili nelle scelte e più esposte in termini di salute, consumi e abitudini", aggiunge Sangalli.

Rispetto ai prodotti contraffatti più acquistati e l’utilizzo del web risulta in aumento rispetto al passato l’acquisto illegale di abbigliamento (+9,4 punti sul 2016), prodotti farmaceutici (+2,8), prodotti di intrattenimento (+1,5), pelletteria (+0,4), e giocattoli (+0,3). In crescita l’utilizzo del web in prevalenza per: giocattoli (+12,1 punti), prodotti di pelletteria (+10,5) e capi di abbigliamento (+9,0). Attraverso il web passa gran parte dell’intrattenimento (89% della musica, film, abbonamenti tv, etc.) e quasi la metà (47,9%) dei servizi turistici (alloggio, ristorazione, trasporti) illegali.

Per la maggior parte dei consumatori l’acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato a motivi di natura economica (82%) ed è ritenuto "normale" (73%). Oltre il 90% dei consumatori è consapevole dei rischi dell’acquisto illegale e degli effetti negativi di questo fenomeno (in diminuzione rispetto al 96% del 2016).

Secondo la fotografia scattata dall’indagine l’identikit del consumatore ‘illegale’ ha dai 25 anni in su, risiede principalmente al Sud (per il 43,7%), ha un livello d’istruzione medio-basso (per il 77,2%), è soprattutto impiegato, pensionato o operaio (per il 69,7%). Il 66,8% dei consumatori è informato sul rischio di incorrere in sanzioni amministrative in caso di acquisto di prodotti contraffatti.

Passando alle le imprese del terziario di mercato, l’indagine evidenzia che i fenomeni criminali percepiti più in aumento sono contraffazione (34,8%), abusivismo (34%), furti (29%) e rapine (25%). La concorrenza sleale (60,8%) e la riduzione del fatturato (37,8%) sono invece gli effetti ritenuti più dannosi. Per quanto riguarda infine la piaga del taccheggio, il 69,3% delle imprese del commercio al dettaglio ne è stato vittima almeno una volta, un dato più forte nel Nord Ovest (75,5%) e nel Centro (73,6%). Sostanzialmente stabile la percentuale di imprese che ne ravvisano un incremento (24,1% nel 2019 in confronto al 23,2% del 2016). Il 55,8% degli esercizi commerciali, infine, si è dotato di misure anti-taccheggio (+3,2 punti rispetto al 2016) tra dispositivi anti-taccheggio e formazione del personale.

Poste, Antitrust indaga su recapito raccomandate

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L’Auntitrust ha deliberato di avviare un procedimento istruttorio nei confronti della società Poste Italiane per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, posta in essere nell’ambito del servizio di recapito della corrispondenza e, in particolare delle raccomandate, in possibile violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo. E’ quanto si legge in una nota dell’Authority. L’ipotesi, si legge, è che il cliente/mittente che si rivolge a Poste per una Raccomandata "potrebbe essere ingannevolmente indotto ad acquistare un servizio pubblicizzato da claim che ne enfatizzano determinate caratteristiche che, nella sua concreta erogazione non vengono, poi, rispettate", spiega ancora l’Antitrust.

"Si assume, del resto, quanto al tentativo di recapito della corrispondenza, che l’avviso di giacenza del plico raccomandato verrebbe spesso depositato nella cassetta postale del destinatario dell’invio senza previo accertamento della presenza o meno del medesimo al proprio domicilio", prosegue la nota dell’Antitrust. "Costringendo quindi il destinatario che voglia entrare in possesso del plico ad esperire procedure alternative previste da Poste, con uno slittamento dei tempi di consegna ed un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato", si legge ancora nella nota.

Poste, inoltre, conclude l’Authority, "avrebbe veicolato messaggi ingannevoli riguardo al servizio di Ritiro digitale, vale a dire la versione evoluta della consegna fisica, delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo". Per questo, nella giornata di oggi, i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi della società interessata, con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

La protesta degli agricoltori in pensione, alzare assegni minimi

Aumento pensioni minime a 650 euro e abolizione superticket

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Sono arrivati in centinaia i pensionati di Anp, l’associazione dei pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, oggi in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati. Aumento delle pensioni minime a 650 euro mensili, come previsto dalla carta sociale europea, rispetto agli attuali 513 euro; estensione e stabilizzazione della quattordicesima. E ancora rivalutazione piena delle pensioni al costo della vita; riforma di ’Opzione Donna’; istituzione della pensione di garanzia per i giovani; riconoscimento del lavoro usurante per gli agricoltori, estromessi dall’Ape Social; sostegno e aiuto agli incapienti; sanità pubblica per tutti e conferma dell’abolizione del superticket. Queste alcune delle richieste messe nero su bianco.

In attesa dei provvedimenti attuativi della legge di bilancio, Anp-Cia torna a chiede al governo, come più volte sollecitato anche negli incontri con i prefetti, che si faccia chiarezza e si torni a dialogare con le organizzazioni di categoria e le parti sociali per assicurare a tanti anziani e giovani, che hanno dedicato la loro vita all’agricoltura del Paese o che vogliano poterlo fare, trattamenti previdenziali dignitosi.

Nella finanziaria, infatti, segnala da mesi Anp, "non sembrano ancora presenti, sia nelle intenzioni che nelle azioni del governo, elementi tali da modificare lo stato di preoccupazione per le condizioni dei pensionati e degli anziani. Per Anp si è, dunque, resa urgente una mobilitazione forte e di piazza, davanti a Palazzo Montecitorio. Obiettivo: mettere fine alle discriminazioni sociali e territoriali, soprattutto nell’accesso ai servizi sanitari e valorizzare il ruolo degli anziani con una legge sull’invecchiamento attivo".

Anp-Cia ancora non riscontra, inoltre, alcuna previsione di interventi migliorativi delle pensioni minime. Non si riconosce l’indicizzazione per l’adeguamento del potere d’acquisto delle pensioni al costo della vita. In balia d’incertezza anche il tema quattordicesima. Viene confermata Quota 100, ma si continua a escludere gli agricoltori, dai lavori gravosi e usuranti. Non c’è traccia, neanche della riduzione della tassazione sulle pensioni, al momento prevista solo per i lavoratori dipendenti. Non si prevede nulla, ancora una volta, per i cosiddetti incapienti che la pensione di cittadinanza con i relativi paletti, ha costretto all’emarginazione.

"Il nostro flash mob vuole essere l’ennesima, ma se vogliamo più determinata, richiesta di ascolto -ha dichiarato Alessandro Del Carlo, presidente nazionale Anp-Cia.- Stiamo incontrando con grande piacere, i rappresentanti di governo che si sono mostrati disponibili al dialogo e ai quali confermiamo piena collaborazione".

"Alla fine, anche su questi temi, conteranno solo i risultati -è intervenuto il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- e saranno fondamentali per lo sviluppo socio-economico dell’Italia, così come sosteniamo nel progetto ‘Il Paese che Vogliamo’, che presto ci porterà a presentare un dossier dettagliato al governo. Tra le urgenze, dunque, con attenzione alle aree interne, anche tutele per gli anziani e incentivi per il ricambio generazionale in agricoltura".

Redazione

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