SOS ambiente

Siamo tutti interconnessi

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Consideriamo un dato di non poco conto l’assottigliarsi dello strato di ozono ed il formarsi di una cappa di anidride carbonica come causa, quest’ultima, dell’innalzamento delle temperature.

Dunque, se da un lato lo sviluppo tecnologico ha migliorato il benessere degli abitanti del pianeta, dall’altro lo ha impoverito di risorse, a causa dello sfruttamento e dell’inquinamento.

Miglioramenti sensibili ci sono stati nel modo di produrre, con ricadute positive sull’economia, ma non bisogna trascurare quel risvolto negativo a cui hanno condotto sia il processo di meccanizzazione che quello di automazione. Seppur abbia velocizzato le modalità di trasmissione delle informazioni, dall’altro lato ciò ha prodotto l’omogeneizzazione della cultura a livello planetario. Possiamo dire di essere tutti interconnessi, anche dal più remoto angolo della terra, grazie ad una rete elettronica, ai mass media ed ad altri canali di informazione.

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Quali sono state le conseguenze sul modo di vivere della gente e sull’ecosistema?

Nel primo caso, notiamo quanto la realtà virtuale ci stia portando lontano dalla dimensione umana, proprio perché si entra in relazione con i propri simili grazie a quei canali, che tendono a sostituire l’esperienza di un autentico relazionarsi fra le persone.

Dall’altro lato, si assiste ad un depauperamento delle risorse da parte dell’uomo e ad una gestione poco razionale dell’uso di ciò che danneggia l’ambiente. Parliamo di accumulo indiscriminato di rifiuti solidi, consumo inappropriato di prodotti non biodegradabili, uso massiccio di contenitori di plastica e di detersivi.

Per esempio, gli scarichi illegali da parte delle industrie chimiche nell’atmosfera o nei corsi d’acqua sono diventati, in alcune realtà comunitarie, una malsana e dannosa consuetudine. E l’elenco potrebbe continuare!

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Cosa spinge la nostra comunità internazionale a salvaguardare il nostro pianeta se non la necessità di migliorare il modo con il quale l’uomo si rapporta all’ambiente?

Nel 1972, a Stoccolma, è nato un organismo, l’UNEP (il programma ambientale delle Nazioni Unite) che ha il compito di vigilare sullo stato di salute dell’ambiente e di elaborare strategie per far coincidere esigenze di sviluppo e tutela delle risorse naturali.

É richiesto, inoltre, un piano di informazione per sensibilizzare l’opinione pubblica verso quelle strategie che attuano una educazione ambientale.

Si moltiplicano pertanto le occasioni affinché si possano apprezzare habitat naturali per ricrearsi, tutelandoli da approcci lesivi per l’ambiente. Ed è per questo che si agisce nella direzione della salvaguardia di tutti quei luoghi incontaminati, incoraggiando in questo modo quello che definiremmo “un divertimento ecosostenibile”, grazie al quale riusciamo a contenere gli sprechi evitabili.

In anni più recenti, alla fine degli anni Novanta, con l’ONU si è parlato di “Sviluppo sostenibile”, indicando con questa espressione un modello di crescita che coniughi gli aspetti economici con quelli sociali ed ambientali. Si è introdotto inoltre il concetto di “biodiversità”, che indica la varietà degli organismi viventi di tutte le specie presenti in un ecosistema, la cui tutela è indispensabile per garantire la sopravvivenza della specie umana.

Ester Lucchese

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