SOFFIO DI SENSO

IL PRIMO PASSO

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La nostalgia e l’emozione sono i due sentimenti che cercano di farsi spazio, sgomitando l’uno con l’altro, nel cuore di Vincenzo Ciccolella, matricola del corso di studi in Lettere Classiche dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

cms_14807/2v.jpgMentre la complessità e la vastità del mondo universitario lo affascinano, non lo abbandona la tristezza per aver lasciato l’ambiente del Liceo Classico.

Il sottile filo tra l’essere abitudinario e il non esserlo, tra la certezza degli stessi volti e l’incertezza dei visi nuovi.

«Mi piaceva molto il fatto di poter contare sugli stessi compagni, di entrare ogni giorno nella stessa aula per fare lezione, di sedermi ogni giorno allo stesso posto, a quello che chiamavo “il mio banco”. Nonostante le incomprensioni e i litigi con i miei compagni di classe, avverto molto la loro mancanza, sono ancora legato ad ognuno di loro, anche se in maniera diversa» racconta il giovane studente.

Vincenzo non ha più il suo banco, non entra più nella stessa aula, non vede più la sua classe tutta riunita, ma, in compenso, ha ogni giorno la possibilità di aprire una nuova porta. Ed ogni giorno, dietro questa porta, gli si rivelano altri mondi.

«Mi trovo di fronte ad una realtà completamente diversa, tutta ancora da scoprire. Una realtà che ha rotto gli schemi di cui era fatta la mia routine fino a pochi mesi fa. Non mi piacciono il caos nelle aule, gli orari interminabili delle lezioni e i treni sovraffollati, ma mi piace non sapere quello che mi attende tanto quanto mi piaceva prima, al liceo, sapere sempre a cosa andassi incontro».

Quella che sembrerebbe una contraddizione è in realtà una situazione che diversi fattori contribuiscono a rafforzare in Vincenzo: la costruzione di una rete di amicizie, le lezioni sul teatro e sulla letteratura classica, la storia greca che non smette di incantarlo e di incuriosirlo.

«Molte volte la negatività prende il sopravvento, per me non è stato facile questo passaggio così delicato della mia vita. Ma mi sono reso conto che è giunto il momento di andare avanti per la strada dell’Università e per la strada della vita».

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Prima o poi, capita a tutti di avvertire quella “sindrome di Peter Pan” che vorrebbe lasciarci ancorati a dove siamo, fermi esattamente allo stesso punto, con lo stesso panorama e con le stesse sicurezze. Ma c’è un’altra parte di noi che, per quanto apprezzi tutto quello che è abituata ad avere intorno, crede di aver ammirato abbastanza, al punto da poter ripartire alla ricerca di nuove visuali, di nuove fonti di ispirazione. Quando quest’ultima parte non fornisce la forza necessaria per ricominciare a viaggiare, ad intervenire è una forza ancora più potente.

Forse il segreto risiede proprio in questo: nel lasciare che sia la vita, a volte, ad anticiparci, a compiere per noi quel passo che non abbiamo ancora avuto il coraggio di fare, in modo tale che il nostro passo successivo sia ancora più grande.

Sara Fiumefreddo

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