SOFFIO DI SENSO

Rischiando s’impara

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«La vita cambia idea, cambia le intenzioni e mai nessuno sa come fa». Con le parole di Giorgia nella canzone “Quando una stella muore” inizia il racconto di Francesca Perchiazzi, classe 1998, una matricola dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

«Fino ai sedici anni non pensavo mica di voler frequentare, un giorno, l’università! Ho sempre detestato l’idea di poter continuare gli studi dopo ben tredici anni di scuola obbligatoria. Mi sento di dire che addirittura snobbavo chi effettuasse questa scelta. Che pazzia! Che coraggio! Non avete raggiunto il limite della pazienza? Poi, sentendo sempre più coetanei parlare di futuro universitario, ho finito per incuriosirmici e ho iniziato a pensare seriamente che, forse, non sarebbe stato poi così impossibile anche per me un "to be continued" dopo il liceo».

Uno dei momenti più difficili per Francesca è stato comunicare la sua intenzione ai suoi genitori, da sempre convinti che la propria figlia si sarebbe dedicata al lavoro subito dopo il diploma. «Lo scetticismo aveva preso il sopravvento (come dar loro torto, ero scettica anch’io!)».

La consapevolezza che oggigiorno sia quasi un’utopia ottenere un lavoro che garantisca sicurezza e buone condizioni economiche ha portato Francesca a terminare il suo quinto anno di liceo maturando un’idea ben precisa: frequentare l’università e, soprattutto, un preciso corso di studi.

«Mio padre aveva compreso appieno che la mia idea si era presto rivelata un obiettivo e ne è stato felice, purché lo fossi stata io per prima. Mia madre continuava a pensarla allo stesso modo ma, in fondo, non è scontenta della mia scelta».

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Nel mese di settembre 2019, per la seconda volta, Francesca si è cimentata nel test di ingresso per il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria e, per la prima volta, in quello per Scienze dell’Educazione e della Formazione. Due scogli che non hanno fermato la determinazione e l’intraprendenza della giovane, ma che hanno, anzi, rafforzato in lei la voglia di mettersi in discussione.

Un pianeta anni luce distante dal suo come l’ambito scientifico-matematico non ha permesso a Francesca di risultare tra gli iscritti a Scienze della Formazione Primaria, ma i risultati del test di quella che aveva considerato solo la sua seconda opzione le hanno dato speranza.

Da appena due settimane Francesca frequenta il corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione, un percorso in linea con tutto ciò che ha studiato con passione al liceo: la filosofia, la pedagogia, la psicologia e le restanti scienze umane.

«Le mie aspettative erano altre, desideravo frequentare a tutti i costi Scienze della Formazione Primaria, ma sono davvero molto contenta che sia andata così. Le discipline dei due corsi di laurea sono simili tra loro e, con il tempo, potrei accorgermi che il ruolo di educatrice, che è lo sbocco lavorativo principale di questa facoltà, potrebbe piacevolmente sorprendermi. Nel frattempo, riceverò comunque una formazione completa e valida. Si tratta del mondo in cui realizzerò i miei obiettivi, i miei pensieri e in cui investirò le mie forze per raggiungere il mio traguardo finale: diventare insegnante di scuola materna».

La storia di Francesca non finisce di stupire: la giovane studentessa confessa di aver detestato il contatto con i bambini fino a circa tre anni fa. L’approccio con i piccoli, che evitava tanto quanto lo evitavano loro, non le trasmetteva alcuna emozione.

Ma quella che sembra essere l’ultima parola non lo è mai, e Francesca lo ha compreso appieno. «Durante il quinto anno di liceo mi sono imbattuta, per quasi tre mesi, in un percorso di Alternanza Scuola-Lavoro in una scuola d’infanzia di Molfetta e la situazione è cambiata moltissimo. Così tanto da portarmi a prendere in considerazione l’idea di lavorare, un giorno, per e con i bambini. Ed ora eccomi qui».

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Il nobile compito di formare i bambini, cui Francesca sarà chiamata tra qualche anno, è più vicino di quanto pensasse, tanto da portarla a percepire già adesso un forte senso di responsabilità nei confronti di questa nuova avventura: «I bambini sono ciò che di più prezioso abbiamo, esseri umani da amare, crescere ed educare» sostiene.

Per quanto riguarda l’università, la studentessa sta iniziando a scoprirne tanti lati, positivi e negativi, tra cui un nuovo ambiente, dei nuovi volti, delle nuove amicizie. «Aprire un nuovo capitolo della mia vita è emozionante sotto diversi punti di vista. Sono all’inizio di un lungo cammino, spero di avere sempre il vento in poppa».

Francesca ha trovato la sua strada, una strada che non era già scritta, ma che lei sta iniziando a tracciare con coraggio. Il coraggio di chi, per l’ebrezza del nuovo, si avvale di una delle più belle facoltà dell’uomo: il rischio.

Sara Fiumefreddo

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