SOFFIO DI SENSO

Oltre se stessi: il valore della rappresentanza studentesca

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La bellezza dei legami, la voglia di aiutare l’altro, l’uso della conoscenza come la più potente delle armi. Sono queste le tre motivazioni principali che portano ogni giorno Francesco Donà, studente al secondo anno del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, a rinnovare il suo impegno come attivista per la lista studentesca “Studenti Indipendenti”.

«Per tre anni ho frequentato senza alcun entusiasmo un Corso di Laurea dell’area scientifica, scoprendo soltanto in seguito che non era fatto per me. A quei tempi vivevo l’università passivamente: trascorrevo a casa la maggior parte del mio tempo, quando subivo un’ingiustizia da parte di un docente molto spesso la accettavo senza farmi troppe domande, non conoscevo neppure quali fossero i miei diritti in qualità di studente. La mia passione per la politica, però, mi portava a guardare con molta attenzione anche alla politica universitaria. Mi interessava tantissimo tutto ciò che c’era dietro le quinte, dalle differenze fra le associazioni studentesche ai loro accordi e alle loro scissioni, ma anche in quei casi non mi sono mai esposto in prima persona. Quando ho capito qual era la mia strada, e ho finalmente deciso di seguirla, ho cambiato completamente atteggiamento nei confronti dell’università».

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Da quando è stato catapultato nel mondo che più gli si addice, Francesco trascorre tutti i giorni in Ateneo, pronto a dare informazioni ai nuovi iscritti, a collaborare con i suoi colleghi, con cui nel tempo si è creato un legame profondo.

«Ogni volta che mi chiedono di descrivere il rapporto che ho con gli altri componenti di Studenti Indipendenti, ho una difficoltà enorme a trovare le parole giuste. L’esempio che mi piace fare è che, dopo una giornata intensa fatta di studio, di risoluzione di problemi e di discussioni, non manca tra di noi la voglia di trascorrere ancora del tempo insieme. Siamo una famiglia. Tra di noi non c’è un capo, abbiamo un’organizzazione orizzontale, un valore aggiunto che ci permette non solo di tutelare i diritti degli studenti, ma anche di supportarci per vivere al meglio la nostra vita universitaria, cogliendo tutte le opportunità che ci sono» racconta il giovane barese.

cms_14651/3v.jpgL’impegno degli attivisti e dei rappresentanti degli studenti è quello di costruire, giorno dopo giorno, un’Università che sia a misura di studente. Tra le battaglie combattute, e vinte, che Francesco cita a proposito della sua esperienza, ci sono l’estensione della “no tax area” sino ai 18000€ di ISEE e l’abolizione dei pretest a pagamento organizzati dalle associazioni studentesche nelle aule dello stesso Ateneo.

Per Francesco, come per molti altri studenti, la rappresentanza studentesca non è solo un valore, ma una spinta a scegliere ogni giorno di non girare la testa dall’altra parte quando si incontra qualcuno in difficoltà.

«Anche i ragazzi che sono sulla sedia a rotelle hanno diritto ad avere delle aule a norma, anche i ragazzi le cui famiglie non possono permettersi il pagamento delle tasse hanno diritto ad avere un’istruzione. Ogni studente ha i propri doveri, ma ha anche i propri diritti e in cima a tutti c’è quello di non essere calpestato, nell’ambito accademico e nella vita. Io mi impegno, assieme a tantissimi altri giovani volenterosi, a costruire un ambiente in cui stare bene e a lasciare questo bagaglio di valori in eredità a chi verrà dopo di noi».

L’impegno di Francesco, e di quanti come lui decidono di dedicare il proprio tempo alla rappresentanza studentesca, porta quotidianamente i suoi frutti: a partire dal semplice “grazie” per finire ai sorrisi che si incrociano in Ateneo.

Ogni sorriso è la consapevolezza di aver saputo guardare oltre se stessi.

Sara Fiumefreddo

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