SIRIA: 120 ORE DI TREGUA PER EVACUARE I CURDI

Trump ed Erdoğan firmano la tregua; curdi denunciano utilizzo di napalm e fosforo

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"L’aggressione turca sta usando tutte le armi disponibili contro Ras al-Ayn. Di fronte all’evidente fallimento del suo piano, Erdoğan sta ricorrendo ad armi che sono vietate a livello globale come il fosforo e il napalm. Dopo 8 giorni di accanita resistenza contro i pesanti attacchi di terra e aerei della Turchia a Serêkaniyê (Ras al-Ayn), sospettiamo che vengano usate armi non convenzionali contro i combattenti delle Fds in base alle segnalazioni che riceviamo dalla città assediata", questo è quanto scrive su Twitter il portavoce delle Forze democratiche siriane a maggioranza curda Mustafa Bali. "Sollecitiamo le organizzazioni internazionali a inviare le loro squadre per indagare sulle ferite riportate negli attacchi. Le strutture mediche del nord-est della Siria mancano di squadre di esperti in seguito del ritiro delle Ong a causa degli attacchi dell’invasione turca". L’accusa, formulata nella nota dell’amministrazione autonoma curda, riguarderebbe l’utilizzo di napalm e munizioni al fosforo bianco. Il medico curdo Manal Mohammed, responsabile del Rojava Health Board, all’emittente Rudaw ha detto che "il personale sanitario sta ora indagando per vedere quale tipo di armi siano state usate contro di noi". I medici curdi rilevano che "le ferite che stiamo curando negli ospedali non sono per nulla ferite normali". Ankara, per voce del ministro della Difesa, Hulusi Akar, nega. "Tutti sanno che l’esercito turco non ha armi chimiche nel suo inventario. Alcune informazioni ci indicano che le milizie curde dello Ypg usano armi chimiche per poi accusare la Turchia".

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Nelle ultime ore, intanto, due caccia F-15 americani hanno distrutto un deposito di munizioni in una base Usa in Siria. La minaccia è che nuove milizie locali, imprevedibili nello scacchiere internazionale che si è venuto a delineare, avrebbero potuto impossessarsene. Lo hanno reso noto alla Cnn due funzionari della Difesa Usa. L’operazione condotta nella base presso la Lafarge Cement Factory – tra Kobane e Ain Issa – non ha coinvolto altre forze in quella zona. Due giorni fa, le indiscrezioni riguardo la lettera del 9 ottobre che il presidente Usa Donald Trump avrebbe scritto al presidente turco Erdoğan – il documento è comparso sul profilo Twitter della famosa anchor televisiva di Fox Business, Trish Regan, e ha fatto velocemente il giro del web – hanno rischiato di mettere ulteriormente in difficoltà la ricerca di soluzioni condivise. "Non fare il duro, non fare lo sciocco. Non vuoi essere responsabile del massacro di migliaia di persone", scriveva. "La storia ti guarderà favorevolmente se riuscirai ad agire nel modo giusto e umano". Erdoğan avrebbe reagito gettando la lettera nella spazzatura. Fonti governative di Ankara, citate da media locali, riferiscono che la presidenza turca ha ritenuto la missiva "priva di cortesia diplomatica" e ha dato la sua "migliore risposta lanciando lo stesso giorno l’operazione" militare oltre confine. È arrivata però ieri l’inaspettata tregua, grazie al ruolo svolto dagli emissari USA ad Ankara. 120 ore per permettere alle milizie curde di ritirarsi dalla zona contesa.

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L’operazione “Sorgente di pace” ha finora provocato la morte di 673 miliziani curdi; centinaia di migliaia sono già gli sfollati. Il presidente turco è atteso, il 22 ottobre in Russia dal Presidente Putin, che sembra essere l’unico vero vincitore in campo siriano.

Lorenzo Pisicoli

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