SE VUOI QUALCOSA, IMPEGNATI E PRENDITELA

(Certo, parli facile tu…)

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La frase sembra retorica e anche noiosa tanto è diffusa, però vale la pena ripeterla con annessa una spiegazione abbastanza semplice. Insomma di persone che cominciano a parlarne chiedendo, poi, di cliccare sul link per ricevere gratuitamente sulla propria newsletter la continuazione del discorso, ce ne sono a iosa. Di solito, a parte qualche eccezione, si tratta di personaggi che non combinano niente nella vita e si dedicano completamente a ispirare gli altri. Vade retro da chi vive di questo: significa che il suo scopo è incentrato solo ed esclusivamente sulla costruzione di qualcosa di cui non ha esperienza diretta. Il punto è che se non conosci il successo personalmente, non puoi comprenderlo e nemmeno insegnarlo. E’ facile dire: “se vuoi qualcosa, allunga la mano!”. Benissimo, questo lo sappiamo tutti. Ma tu che hai fatto per consigliarmi questo? Niente! Perfetto, allora chiudi le labbra, zittisci la bocca e comincia a muovere il sedere anziché predicare.

cms_8279/2.jpgLa mancanza di un obiettivo diverso dal parlar bene allude alla necessità di far soldi facilmente e sulle spalle degli altri. Casualmente i guru dalla parlantina facile sono in costante crescita; tuttavia, le persone discernono e distinguono sapientemente la buona qualità del prodotto. Sicché io non sono un guru ma una persona che, aspirando al successo, crede fermamente nella possibilità di riuscire in qualsiasi progetto partendo da meno di zero. Gli esempi parlano chiaro, il self-made man (o woman) esiste! Eh parli facile tu, chissà da dove vieni e cosa fai per affermare questo. Ebbene, in quanto figlia d’operai devo ammettere che la vita è più difficile. Gli ostacoli da superare sono molti e in ogni ambito, uno tra tanti è la scuola dei gradi inferiori impregnata di classismo, trascuratezza del vissuto dello studente, mancanza di sensibilità verso le situazioni peggiori, il tutto pienamente appoggiato da alcuni (forse troppi) insegnanti. In fondo, se dimentichi continuamente i quaderni e lasci in bianco i compiti, spesso nessuno si preoccupa dei tuoi problemi personali. E’ sempre e esclusivamente una questione di numeri sulla pagella. L’università, invece, è tutta un’altra cosa. L’anonimato e la qualità dell’ultimo scalino dell’istruzione permettono di eccellere ai meritevoli. Tuttavia arrivare all’università è cosa di pochi, proprio perché i soggetti durante il tragitto finiscono per essere scoraggiati facilmente. Qui, però, trattando della possibilità di farcela, si cerca di oltrepassare la cattiveria altrui attraverso la forza di volontà, la coscienza personale, l’amore di sé e un meccanismo che parte dalla profondità per permetterti di toccare il tuo cielo. Magari si tratta di un senso di giustizia interiore o di un’ambizione viscerale, l’importante comunque è andare avanti per la propria strada. I fallimenti sono le fondamenta dove costruire la casa della felicità, devono aiutare a utilizzare l’esperienza accumulata in maniera costruttiva. L’opinione degli altri conta quanto una formica nell’universo e voi, cari miei, potete fare quel che volete della vostra esistenza se decidete di porvi degli obiettivi e di avere pazienza. Ve lo dice una che prova a farcela ogni giorno, nonostante la bufera e i venti contrari.

Alessia Gerletti

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