SCONTRI IN VENEZUELA: IL PAESE VA INCONTRO AD UNA GUERRA CIVILE

Il bilancio dei morti sale: tutti i presupposti di una guerra civile.

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cms_411/Nicolas_Maduro_.jpgLe proteste in Venezuela contro il governo di Nicolás Maduro, successore di Hugo Chávez, sono cominciate il 2 febbraio con la contestazione di una squadra di baseball cubana sull’isola Margarita. Nei giorni successivi gli studenti universitari hanno manifestato chiedendo maggiore sicurezza, meno violenza e più soldi alle università ma il governo li ha accusati di essere “golpisti” e “fascisti”.

cms_411/24iglesiahundida998zp.jpgLe proteste hanno avuto inizio nello stato di Táchira, per poi estendersi al resto del paese. Dopo dieci giorni di tensione, il 12 febbraio tre persone – due manifestanti e un membro di un collettivo filogovernativo – sono state uccise a colpi di arma da fuoco negli scontri scoppiati al termine di una manifestazione dell’opposizione che chiedeva le dimissioni di Maduro.

cms_411/download.jpg“La situazione in Venezuela è destinata a diventare una sorta di guerra civile se il presidente non attuerà un piano di sicurezza nazionale”, ha detto il sociologo tedesco-messicano Heinz Dietrich. Da una parte quindi i socialisti, ispirati a Ugo Chavez, e dall’altra i conservatori, guidati da Leopoldo Lopez, leader del partito di opposizione Voluntad Popular, e da Henrique Capriles, il candidato che aveva sfidato Maduro alle presidenziali del 2013. Ma l’opposizione venezuelana è divisa: Capriles ha rifiutato di partecipare alle proteste del 12 febbraio, sostenendo che le manifestazioni non sono il modo giusto per far cadere il governo, lasciando la scena a López, ex sindaco di Chacao, che è emerso come leader alternativo. E il presidente ha accusato proprio Lopez di aver causato disordini e soprattutto morti negli ultimi giorni. Martedì 18, durante una manifestazione, Lopez ha fatto un discorso ai suoi sostenitori prima di consegnarsi alla polizia. Si è presentato come un prigioniero politico e come un simbolo del movimento di protesta, esortatando i suoi sostenitori a proseguire la lotta contro Maduro in modo pacifico e democratico.

cms_411/images.jpgTuttavia le ultime notti sono state tra le più sanguinose e violente di tutto questo periodo di manifestazioni, proprio perché la guerriglia si è diffusa anche in altre città. La rabbia dei venezuelani non si ferma. Le proteste contro la crisi economica e il governo di Nicolas Maduro continuano nonostante la repressione. I leader dell’opposizione denunciano torture e perfino abusi sessuali. Secondo l’ex candidato presidenziale Capriles, almeno 138 manifestanti sono stati arrestati e hanno subito violenze. Purtroppo anche accidentalmente: Genesis Carmona, studentessa e miss Turismo dello stato venezuelano di soli 23 anni, è stata colpita da una pallottola alla testa durante una manifestazione anti-chavista.

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Ma la battaglia tra forze dell’ordine, gruppi armati filogovernativi e opposizione si combatte anche online. A San Cristobal, capitale dello Stato di Tachira, internet funziona a singhiozzo - denuncia l’Associated Press. Numerosi utenti confermano che da 36 ore il servizio è intermittente. Negli ultimi giorni ci sono anche state diverse manifestazioni a favore di Maduro e del governo socialista. Martedì 18 febbraio circa 40.000 lavoratori del settore dell’estrazione del petrolio hanno sfilato a Caracas in sostegno del PSUV (Partito Socialista Unito del Venezuela). Maduro ha usato l’occasione per un discorso nel quale ha attaccato con toni molto decisi l’opposizione: a proposito dell’arresto di Leopoldo López ha detto: «il leader politico dell’ala fascista della destra venezuelana è ora nelle mani della giustizia».

cms_411/download_(1).jpgInterviene anche l’Unione Europea che chiede siano garantite "corrette procedure legali" a chi viene arrestato. Catherine Ashton, Alto rappresentante Ue per gli Affari Esteri si dice "preoccupata per i disordini continui in Venezuela” e allarmata "per le vittime e per gli arresti di studenti ed esponenti politici". Il capo della diplomazia Ue condanna anche "l’intolleranza e l’uso della forza da tutte le parti in causa. Le libertà di espressione, associazione e riunione sono fondamentali e le autorità pubbliche devono garantire che tutti i cittadini possano esercitare liberamente questi diritti".E di fronte alla situazione estremamente precaria del Venezuela, allo spargimento di sangue e al dilagare della protesta, il mondo tace.

Giacomo Giuseppe Marcario

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