Russiagate, fonti: si valuta convocazione Conte al Copasir

Renzi: "Conte stai sereno? Basta non aumentare le tasse" - Manovra, il monito di Cottarelli: "Lascia il paese esposto a rischi"

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Russiagate, fonti: si valuta convocazione Conte al Copasir

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Il premier Giuseppe Conte, titolare della delega ai servizi segreti, potrebbe essere chiamato a riferire davanti al Copasir sui contatti tra il ministro della giustizia statunitense William Barr e i capi dei servizi segreti italiani.

A quanto apprende l’Adnkronos, l’ipotesi di convocare il presidente del consiglio verrebbe sollecitata da alcuni membri. Si starebbe tuttavia valutando la fattibilità e la legittimità di una simile convocazione visto che, al momento, il Copasir non ha ancora un presidente ma solo un "facente funzioni" (il senatore di FdI, Adolfo Urso, vicepresidente dell’organismo bicamerale). La casella più alta della Commissione è rimasta vacante infatti dopo la nomina dell’ex presidente, Lorenzo Guerini, a ministro della Difesa.

In merito all’incontro a Roma di Barr con il direttore del Dis Gennaro Vecchione, nell’ambito della contro inchiesta sulla Russiagate, il responsabile del coordinamento dei nostri servizi segreti, così risponde all’Adnkronos. "Rispetto e prendo atto di quanto viene riportato dai media ma se devo fare chiarezza lo farò solo ed esclusivamente nelle sedi opportune. Sul resto, no comment".

Renzi: "Conte stai sereno? Basta non aumentare le tasse"

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"Se dico di stare sereno io non funziona...". Matteo Renzi risponde così quando a Otto e mezzo gli chiedono se Giuseppe Conte possa stare sereno sulla tenuta del governo. "Basta non aumentare le tasse - aggiunge Renzi- basta si rispetti l’impegno e pare che Conte si sia convinto e quindi bene così". In passato, com’è noto, è passato ’alla storia’ lo ’stai sereno’ che Renzi indirizzò a Enrico Letta, all’epoca premier, nel 2014.

"Un aumento dell’Iva dai 5 a 7 miliardi non è di sinistra ma è un gioco delle tre carte", dice oggi Renzi. "Stiamo salvando gli italiani dall’aumento dell’Iva. Guardiamo alla realtà’ dei fatti, si tratta di 7 miliardi in più che le persone a casa dovevano pagare", afferma. "Spero che il governo di ripensi su quota 100 ma se non lo farà, non metteremo questo come aut aut. Noi non siamo dei pierini", aggiunge il leader di Italia Viva. Quindi, una domanda su dichiarazioni di Dario Franceschini: "Visibilità? Non so se Franceschini si rivolgesse a me: se c’è un problema che non ho è la visibilità. Mettiamola così: io non voglio essere il partito delle tasse" mentre "io mi ricordo quando Franceschini aumentò l’Iva con Letta premier e ricordo cosa vuol dire una misura del genere per la gente".

Manovra, il monito di Cottarelli: "Lascia il paese esposto a rischi"

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(Luana Cimino) - La manovra prefigurata dal governo "non cambia nulla, sarà un anno di stasi" e "lascia il paese esposto al rischio". Così all’Adnkronos Carlo Cottarelli, direttore dell’osservatorio sul debito dell’Università Cattolica, già commissario alla spending review nel governo Letta.

Nel quadro del prossimo anno contenuto nella Nadef, è l’analisi di Cottarelli, "il deficit resta invariato, l’avanzo primario si riduce, la crescita non sarà forte, si prevedono privatizzazioni modeste e il debito aumenterà per poi procedere ad una piccola riduzione nel 2021", a patto che vi siano tassi bassi e una ripresa dell’inflazione. Il tutto "lascia il paese esposto al rischio, ai cosiddetti venti avversi, ad eventuali turbolenze e ad un rialzo dello spread". Tanto più che le spese del precedente governo "al momento sono state confermate", osserva. Quindi, insiste, "il rischio è che se non ti muovi o se spendi in deficit, se poi cambia lo scenario, ti ritrovi a fare quello che fu costretto a fare Monti". Invece "l’aggiustamento dei conti va fatto un po’ ogni anno per non trovarti con l’acqua alla gola in caso di tempesta".

Ma il governo Pd-M5S ha dalla sua parte l’attenunante della bassa crescita e il valore aggiunto del rilancio del dialogo con l’Europa, che segna il cambio di rotta rispetto al precedente esecutivo. "Certo bisogna riconoscere che la crescita è debole e anche alla luce di questo aspetto l’Ue ci concede la flessibilità, c’è inoltre di positivo che non ci sono più gli scontri con l’Europa dovuti all’approccio di Salvini, tuttavia io avrei fatto qualcosa in più", in termini di " aggiustamento, di tagli della spesa e di misure per l’istruzione e ricerca".

Dubbi poi dall’ex direttore esecutivo del Fmi sulle stime di recupero dalla lotta all’evasione fiscale. "Sarei più prudente, 7 miliardi mi sembra tanto, anche perché se poi queste risorse non arrivano hai un problema di coperture". E aggiunge: "l’idea di incentivare i pagamenti elettronici va bene ma non assicura il recupero automatico dell’Iva, funziona da deterrente, è per questo che io sarei più prudente nelle stime".

Ad ogni modo si tratta di una manovra che di fatto aumentando la lotta all’evasione aumenta la pressione fiscale in termini di riscossione, ma per il resto non succede nulla. Delusione infine dall’ex commissario alla spending review per l’occasione mancata sui tagli della spesa: "si fa solo lo 0,1% del pil, si doveva fare di più", osserva, spezzando però una lancia in favore del nuovo governo. "Bisogna ammettere - conclude - che il governo si è appena insediato e Gualtieri ha annunciato dei tavoli in materia, quindi è giustificato".

Redazione

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