ROMA, CHE FINE HAI FATTO?

L’emergenza rifiuti rischia di gettare nel baratro la Capitale

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La città eterna, ricca di storia e di arte, oggi sembra irriconoscibile. Diventa sempre più come una sorta di discarica a cielo aperto dove l’aria si fa sempre più irrespirabile. La capitale italiana, purtroppo, riempie le pagine dei rotocalchi con il grande dilemma dei rifiuti. Passeggiando tra le varie strade, ci accorgiamo della presenza ingombrante di decine e decine di sacchi o rifiuti vari, che vanno a minare la bellezza di una delle città più visitate al mondo. Ovviamente, tutto questo non riguarda solo l’estetica della città ma soprattutto la sfera della salute, generando grande imbarazzo nell’intera opinione pubblica. Come già detto, i sacchi di immondizia sono presenti ovunque anche davanti alle scuole scatenando l’ira della popolazione. Il problema non va preso sottogamba anzi, merita un’attenta riflessione soprattutto dal punto di vista sanitario. In questi giorni, a suonare l’allarme sono stati in tanti a partire proprio dall’ordine provinciale dei medici-chirurghi fino a Mario Rusconi, presidente dell’associazione presidi del Lazio: “L’emergenza rifiuti è al limite ed è ancora più grave vederla davanti alle scuole, dove bambini e ragazzi trovano cumoli di spazzatura che sono un potenziale veicolo di infezioni”. Caos e rabbia si alternano nella mente dei cittadini romani, che rischiano anche la chiusura delle scuole, stando a quanto riferisce l’Asl. Ma qual è realmente il problema dell’azienda adibita alla raccolta rifiuti?

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Per prima cosa, la sindaca Raggi presa da mille difficoltà, decide di chiamare al Campidoglio gli attori principale che aiutarono l’ex sindaco grillino Nogarin a scongiurare la crisi rifiuti di Livorno, con la speranza di risolvere il problema. La scelta della sindaca capitolina, non è piaciuta alla maggioranza, e in particolar modo Pinuccia Montanari, ex dirigente del collegio AMA e amica di Beppe Grillo, ha lasciato intendere il suo completo dissenso verso le scelte della Raggi. Lei stessa, con tono polemici, dichiara: “Piena solidarietà ai consiglieri ma la Raggi ha le sue colpe perché ha lasciato la città nelle mani di Lanzalone”. Lanzalone era l’avvocato dei pentastellati con il compito di risolvere la grana rifiuti. LA sua figura, alla fine, fu accostata al fianco di altri imprenditori coinvolti nello scandalo dello Stadio della Roma. Il piano fotocopia a quello della città toscana, consisteva nel costringere l’azienda dei rifiuti al concordato preventivo in tribunale, con l’auspicio di avere più libertà nella gestione. Paradossalmente il piano è saltato, lasciando trasparire grande incertezza sul da farsi. I dati oggettivi, mostrano una società (Ama) in completa confusione senza una meta e senza una reale pianificazione. A distanza di tre anni, si sono susseguite 6 diverse gestioni senza arrivare ad un punto definitivo inoltre, non si riesce ad approvare il bilancio del 2017. Le disavventure non finisco qui, perché la stessa società rischia d’incorrere nell’articolo 2484, che prevede lo scioglimento della società per l’impossibilità di funzionamento o per la continuata attività dell’assemblea. Infatti, l’ennesimo cda Ama ha portato a un nulla di fatto, facendo precipitare nel silenzio la sindaca Raggi. Silenzio e ansia, è questo il binomio che avvolge Roma in un’enorme nube nera lasciandola agonizzante in un angolo. In mezzo a tutto questo ping pong di accuse reciproche si arriverà mai ad una soluzione?

Giuseppe Capano

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