RICERCA E TUMORI

COMBATTERE IL NEMICO AFFAMANDOLO

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cms_13183/1v.jpgLa ricerca contro i tumori apre un nuovo varco grazie agli esperimenti di un ricercatore italo-catanese, Goffredo Arena, professore associato di chirurgia e patologia dell’Università McGill di Montréal, in Canada. Lo scienziato è riuscito ad ottenere in laboratorio la trasformazione da fibroblasti a metastasi (nello specifico del tumore al colon) “colpendoli” con vescicole extracellulari provenienti dallo stesso cancro. Tali vescicole, dette “untrici”, condurrebbero al contagio delle cellule sane e dunque alla propagazione delle metastasi; in particolare, pare che le cellule, una volta infettate, non vengano riconosciute dal sistema immunitario, che in caso contrario se ne sbarazzerebbe.

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Lo studio è dunque indirizzato all’affamamento del tumore mediante l’intercettazione e il blocco dell’attività delle vescicole che fungono da nutrici delle cellule sane durante il contagio di queste ultime. Pubblicata sul Journal of experimental and clinical cancer research, la ricerca descrive l’esito degli esperimenti di laboratorio effettuati in vitro, dove le vescicole extracellulari trasferiscono Dna e Rna nei fibroblasti sani. “Il processo metastatico - ha osservato il professor Arena - potrebbe non essere dovuto in realtà a cellule circolanti, bensì riconducibile all’azione di questi messaggeri. Agendo alla stregua di un telecomando, i tumori sarebbero capaci a distanza di cambiare il programma replicativo di cellule in altri organi e condizionarne le caratteristiche morfologiche e funzionali, facendole diventare tumorali”.

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Un’altra scoperta interessante nell’ambito dello studio dei tumori riguarda l’individuazione della Mical2, il cui esito è stato pubblicato sulla rivista Biochimica e Biofisica Acta - Molecular Basis Deasis. Si tratta di una proteina che aiuta le cellule a nutrirsi; fermando la sua azione, si blocca lo sviluppo dei vasi sanguigni che apportano alle cellule tumorali sangue e ossigeno.

"Resta ancora molto da fare" sostiene Debora Angeloni, titolare del suddetto studio. Tuttavia, non possiamo non osservare che ogni progresso compiuto dalla ricerca rappresenti una vittoria che indebolisce sempre più l’acerrimo e subdolo nemico del nostro corpo.

Susy Tolomeo

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