Quaresima: è tempo di riscoprire sé stessi

Nella globalizzazione dell’indifferenza, abbiamo grande occasione di riscatto

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Penitenza, preghiera, carità. Sono questi i 3 elementi fondamentali per vivere al meglio il periodo quaresimale, secondo il catechismo della chiesa cattolica. Eppure, nonostante le buone intenzioni, questo lungo periodo della durata di ben 40 giorni rischia seriamente di essere sminuito da ritualismi esteriori, che nulla hanno a che vedere con la concretezza della buona novella. Tra l’altro fu proprio Gesù di Nazareth a rimarcare l’esigenza di riscoprire sé stessi, sorvegliando sull’essere e non sull’apparire. Come ben sappiamo, molte sono le pie pratiche che in questi giorni si svolgono, dalla via Crucis al digiuno, ma occorre soffermarsi un momento su quello che sta accadendo nel mondo, perché l’essenza della quaresima si concentra nella vita di tutti i giorni, dove ciascun credente è chiamato ad un cambiamento sostanziale. Purtroppo, nonostante i buoni propositi, la prepotenza, l’arroganza e l’odio sembrano prendere sopravvento in una società sempre più indifferente davanti al proprio simile, cadendo nella trappola di considerarlo diverso.

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Tutto questo è dovuto anche ad un tipo di politica non propriamente corretta, dove il consenso prende il posto dell’umanità. Infatti, diversi politici basano il proprio successo sull’odio verso il diverso e sulla paura, principi molto discutibili, ma che sembrano affascinare milioni di persone. Pertanto, in una società totalmente social, che vive perennemente online, suonano come eco le parole del Santo Padre Francesco, che nell’ultima udienza ribadisce la trappola dei social: “C’è troppa violenza verbale che la rete amplifica, bisogna spingere verso un uso corretto, sobrio, della comunicazione personale e comune”. Parole forti che meritano di essere meditate, in questo periodo quaresimale in modo particolare. Il problema, che ritengo serio, sta proprio nel non aprire mai le sacre scritture, fondamento di ogni credente. Ad oggi, ogni analisi, che si va a codificare in catechesi, non ha molto senso, perché in questo momento occorre ritrovare sé stessi, la propria essenza, perché i 40 giorni quaresimali ci chiedono questo. Dunque, lasciamoci travolgere dall’ondata di speranza e misericordia, ingredienti unici per vivere al meglio questo tempo di speranza, verso la Santa Pasqua.

Giuseppe Capano

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