QUEL DISPERATO BISOGNO D’AMORE

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Abbiamo tutti bisogno d’amore sebbene non siamo capaci di amare, perché viviamo in una società dell’apparenza, dell’arricchimento e del possesso. Se ci piace una rosa e la cogliamo strappandola al suo habitat naturale, possiamo godere della sua bellezza e del suo profumo per pochissimo tempo; sebbene dopo un paio di giorni, la vedremo appassire. Se invece la osserviamo nel roseto, e ce ne prendiamo cura innaffiandola all’occorrenza (scoprendo eventualmente in noi anche il talento del botanico), avremo rispettato la sua natura, imparando ad apprezzarne tutte le sfumature di colore, e il profumo.

Dobbiamo purtroppo ammettere che viviamo in una società malata. Siamo proiettati a favorire ciò che ci rende stimati e popolari, sviluppando le capacità rivolte all’avere, piuttosto che all’essere. Per creare le condizioni ottimali per vivere felici, bisogna amare per poter beneficiare di energia positiva e rifrangere luce. Il primo passo per imparare ad amare sé stessi, è accettarsi per amare gli altri, occupandoci del loro benessere, prestando attenzione e ascolto. Si impara ad amare coltivando il seme dell’amore, che ogni uomo ha in sé. Per curare i mali dell’anima bisogna riporre fiducia in chi si rende disponibile ad aiutarci, sebbene chi è malato nello spirito spesso non accetta questa realtà. La vita cambia quando iniziamo ad ammettere le nostre debolezze. Amare fa bene all’anima, e fare l’amore fa bene al corpo, efficace cura di tante malattie.

Nella nostra cultura amore fa rima con possedere, ed ogni volta che ci innamoriamo, siamo convinti che debba durare per sempre (ipotizzando un matrimonio, mettiamo le pubblicazioni anche sui social, prima ancora di aver deciso con il partner il terzo incontro).

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Proviamo a confrontarci con gli orientali, per comprendere il loro pensiero. I cinesi per esempio, sostengono che l’amore sia un sentimento silenzioso. Se facciamo loro delle domande circa i sentimenti amorosi non rispondono, ma tacciono con riserbo. L’amore per gli orientali è personale, intimo: si prova, ma non si dice. E qui vi è tutta la concezione orientale dell’amore. E il non rispondere implica la discrezione e l’intuito. Tuttavia, una volta entrati nella concezione del matrimonio, il sentimento viene banalizzato e perde il suo valore. E questo succede in ogni parte del mondo. Dove l’intuito può orientarsi, la ragione si perde. Facendo un altro paragone tra l’amore tra le diverse culture, dal punto di vista degli occidentali, il nostro è un amore romantico, un sentimento che nasce da affinità intellettuali. Ma è anche passione; è sanguigno ed è bagnato di lacrime. Quando ci ammaliamo d’ira, d’ansia, di nevrosi, dovremmo utilizzare uno specchio per vedere meglio ogni parte di noi ed analizzare i nostri mali, dopo averli riconosciuti. Il vero cambiamento deve nascere da dentro.

E’ facile imboccare la strada che porti ad allontanarsi dalla persona amata, per disperdere il prezioso dono dell’amore conquistato e voluto, come fosse una manciata di coriandoli lanciati su questo nostro mondo delle passioni tristi, eternamente impegnato nella ballata di un carnevale veneziano. Nella formula del matrimonio si fa promessa solenne di “volersi bene e amarsi nella buona e nella cattiva sorte”. Ci fa allontanare dal matrimonio la rabbia, quando le nostre aspettative vengono deluse, quando la passione cala, e lo stare insieme diventa routine.

Ci indaghiamo sovente circa le ragioni per cui gli amori finiscano. Spesso le storie hanno una durata breve, laddove la passione che ci coinvolge e ci travolge inizialmente, declini precipitando rovinosamente in separazioni e liti. I nostri nonni risponderebbero che per mantenere una storia d’amore occorrono la tolleranza e il rispetto. Ce lo dimostrano quelle coppie che si amano finché “morte non ci separi”. Tutti quegli uomini e donne uniti nell’amore, resistono alle tempeste del tempo come barche scosse dal vento alla ricerca di un’onda buona da cavalcare, perché combattono i conflitti, tenendosi abbracciati.

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Ogni essere umano ha dei talenti diversi perché ognuno è diverso e irripetibile.

Considerando l’amore come il prendersi cura dell’altro, possiamo individuarne il progetto di ogni uomo, in cui vi è tutta la bellezza della missione d’amare.

Gli orientali vivono il ricongiungimento con l’assoluto. Per soffrire meno si impongono il raggiungimento del Samadhi, attraverso il controllo della mente, per comprendere che ogni cosa è emanazione divina. Il tutto è Uno, e noi siamo la propagazione dell’Assoluto che esiste in noi. Il mondo è illusione, e la realtà consiste in una proiezione della nostra psiche.

Per superare il dolore, l’ira, la rabbia e tutti i sentimenti distruttivi che ci procurano tutti i mali dell’esistenza, bisogna cercare di trasformare il nostro corpo corrotto e sofferente in incorruttibile, meditando sulla compassione, che è amore puro.

Susy Tolomeo

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