QUELLO CHE SE N’E’ ANDATO

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Perché finisce una storia d’amore? Ce lo chiediamo quando abbiamo il cuore spezzato e ci disperiamo senza trovare una plausibile risposta. Questo accade perché abbiamo aspettative troppo alte nei confronti del nostro partner, e forti di questa pretesa soffochiamo l’altro con richieste insostenibili, con il risultato spiacevole che il sentimento amoroso sfoci nella delusione.

Il partner ideale secondo noi, dovrebbe essere tutto: amante, amico, coach; insomma colui che è in grado di soddisfare ogni nostra esigenza; ma anzitutto, deve essere bello. L’ideale sarebbe averne almeno due: uno bravo amante, l’atro tuttofare con ampie capacità di diversificare interessi e desideri, a seconda del momento e delle situazioni.

La prima cosa che ci spinge verso una persona è sicuramente l’attrazione estetica. Una causa del disinteresse tra i partners, con la conseguente fine di un rapporto amoroso potrebbe essere il calo del desiderio, perché con l’andare del tempo la corruzione del corpo risulta essere inevitabile, e la bellezza svanisce; sicché l’altro non ci attrae più.

Certo sarebbe bello restare giovani e innamorati per l’eternità. Ma questo poteva succedere solo alle divinità laddove però sapessero utilizzare bene i loro talenti, o unendosi solo tra loro divini. Anche gli dei hanno un cuore e può accadere di innamorarsi di un umano come è successo a Eos, la dea dell’aurora.

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La leggenda racconta che Eos innamorata di Titone, chiede a Giove di renderlo immortale. Giove accontenta la sua richiesta. Eos dimentica di chiedere anche l’eterna giovinezza per il suo amato. Per cui Titone invecchia e la dea smette di amarlo, vedendolo abbruttire nel suo corpo corruttibile, fino a trasformarsi in una misera cicala, con l’incedere dei secoli.

L’impatto sulla bellezza fisica nella nostra vita è molto potente. Basti pensare alla relazione della bellezza con il benessere personale o l’importanza che riveste la bellezza nelle relazioni di lavoro, o nella semplice quotidianità. Queste ragioni evidenti, frutto della nostra cultura che proviene dal pensiero greco, spingono molte persone a spendere energie e denaro per la ricerca ossessiva di un aspetto migliore, e di un modo vano di fermare lo scorrere del tempo.

“The one that got away” ovvero: quello che se n’è andato. Cosi identificano gli americani lo stato di sofferenza che si ha quando la bellezza affievolisce ma anche quando “l’altro” ci lascia. E questo malessere ci prende quando puntiamo sul nostro aspetto esteriore o su una storia d’amore. Quello che percepiamo è il rimpianto che ci fa compagnia per tanto tempo ancora, pensando di aver perso l’occasione unica di essere felici.

Perché finisce un amore? Un amore finisce per la mancanza di fiducia in se stessi o nell’altro; o peggio: per via dei silenzi. Sicché scarsa comunicazione e sfiducia, uniti ad equivoci e incomprensioni portano alla rottura di un rapporto. Molti di noi restano come la povera Eos delusi per aver omesso o sbagliato in qualcosa, sebbene disposti a mitizzare il vecchio amore perduto. Cristallizzato nella memoria il nostro mitico amore, sciupiamo un nuovo rapporto che magari stiamo vivendo. La consolazione che ci resta? Quella di non essere eterni.

Susy Tolomeo

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