QUANTO COSTA LA POLITICA ITALIANA AI CITTADINI?

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Momento catartico in Italia, per l’ennesima volta l’orizzonte assume una colorazione dal tono grigio-scuro, quasi nero. Almeno pare. O forse è la solita scena riproposta in varie salse. La minaccia aleggia nell’aria: elezioni immediate! In fondo bisogna essere coerenti con le proprie idee, soprattutto quando c’è di mezzo la politica. Che cosa sia questa politica a cui s’inneggia con tanto clamore, occorre ancora comprenderlo. A parole è l’arte di governare sapientemente, nei fatti sembra un confuso intreccio di dubbi e problemi irrisolti. Lontani, ormai, dal significato di un tempo. Non più concetto aristotelico intriso di studio della “polis”, della famiglia e dello Stato che in quanto comunità risponde ai bisogni dell’individuo. Nemmeno, purtroppo, il ricordo dell’opera di dignità dei costituenti del dopoguerra. Un disastro, insomma. Il litigio all’ordine del giorno alimenta l’impossibilità di fare dei passi avanti, aumenta la rabbia tra i cittadini e uccide le potenzialità del Paese. Sicché, ultimamente, l’attenzione cade sulla necessità di elezioni anticipate come una spada di Damocle, c’è dunque da preoccuparsi.

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Partendo dal presupposto che il susseguirsi di elezioni non fa altro che buttare fango sull’Italia limitando, così, notevolmente la possibilità di costruire qualcosa di solido, il punto è che qualsiasi progetto sostanzioso abbisogna di tempo e pazienza che, se sprecato in campagne elettorali, corruzione e litigi, rimane solo su carta. L’ammodernamento e il restauro delle infrastrutture pubbliche, il riassetto economico, la valorizzazione dei beni culturali e del Mezzogiorno e l’incentivazione della mobilità lavorativa sono alcuni esempi dei principali bisogni individuali e collettivi. Invece, attualmente, l’argomento riguarda le elezioni che, nonostante siano all’ordine del giorno, prevedono dei costi importanti - intorno al mezzo miliardo di euro. Le dispute tra colleghi dall’inizio del mandato, tuttavia, costano maggiormente. Interessante il fatto che l’Italia sia talmente abituata a questo modus operandi da non farsi influenzare eccessivamente, un paese che da sempre va avanti al di là della politica. I politicanti distano anni luce dalla realtà quotidiana degli italiani e parlano una lingua sconosciuta e incomprensibile.

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Com’è possibile realizzare positivamente un paese se manca l’abilità di aggregazione, una comunicazione efficace e il desiderio di crescere e maturare? Oltre ai danni economici, si sommano quelli etici e morali. E’ un sistema che spreca denaro anziché investirlo, che insegna ai giovani attraverso il diverbio e non il dialogo, che chiede piuttosto che dare.

Alessia Gerletti

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