QUANTO CI COSTERA’ IL CAMBIAMENTO CLIMATICO?

L’ analisi economica e scientifica

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Durante i mesi estivi, in alcune zone del mondo fa molto caldo e in altre piove troppo, non dimenticando che l’innalzamento della temperatura è causa, soprattutto, dello scioglimento dei ghiacciai. Sembrerebbe accertato, ormai, che si passa dall’inverno all’estate saltando la primavera e l’autunno. Moody’s Analytics, che non ha nulla a che vedere con la meteorologia o lo studio dei fenomeni climatici, ha quantificato in denaro i costi dell’innalzamento delle temperature. Per la società fornitrice di indagini di mercato ed economiche, controllata da Moody’s Corporation, la stima è di 69 miliardi di dollari entro il 2100 sulla base di un aumento della temperatura di 2 gradi; se invece l’aumento è di 1,5 gradi (ritenuto dagli esperti un dato positivo) le stime parlano di 59 miliardi di dollari. Ma il rapporto non è solo mera analisi di quanto denaro uscirà dalle casse di ogni singolo stato a causa dei cambiamenti del clima. Lo studio di “Moody’s” prende in considerazione l’incidenza negativa sulla salute umana, sulla produttività lavorativa, sui raccolti e sul turismo. Gli eventi metereologici eclatanti come uragani, trombe d’aria e alluvioni, divenuti molto frequenti nella maggior parte del pianeta, “colpiranno maggiormente infrastrutture e proprietà fondamentali”, ha detto Mark Zandi di Moody’s Analytics. “Il dossier rappresenta il primo tentativo di quantificare le possibili conseguenze macroeconomiche del cambiamento climatico”, ha aggiunto il capo economista della società di ricerca americana.

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A confermare la notizia sull’aumento dei costi in caso d’innalzamento delle temperature è uno studio scientifico pubblicato su Nature Communicationsil 24 giugno scorso condotto da ricercatori dell’International Institute for Applied Systems Analysis (Austria), Università Ca ‘ Foscari Venezia e CMCC (Italia) e Boston University (USA). La domanda globale di energia nel 2050 aumenterà tra l’11% e il 27%, principalmente per il raffreddamento degli ambienti di lavoro.Vaste aree dei tropici, così come l’Europa meridionale, la Cina e gli Stati Uniti, sperimenteranno probabilmente i maggiori aumenti. Lo studio indica inoltre che i più importanti cambiamenti nella domanda riguarderanno l’elettricità per raffreddare gli ambienti nell’industria e nel settore dei servizi, quindi con incidenza sull’economia delle famiglie. Inoltre, un aumento di consumo energetico significherà un incremento corrispondente delle emissioni di CO2 nell’atmosfera e il conseguente aumento del riscaldamento globale del pianeta e quindi, con un maggior investimento in denaro per combattere l’allarmante fenomeno. (Fonte van Ruijven BJ, De Cian E, Wing IS (2019). Amplification of Future Energy Demand Growth due to Climate Change. Nature Communications. DOI: 10.1038/s41467-019-10399-3). Vorrei concludere affermando che “il negazionismo” di alcuni potenti della Terra non fa altro che peggiorare una situazione già di per sé grave i cui effetti, se non si ricorrerà a soluzioni concrete, si riverseranno, come uno tsunami, sulle generazioni future. E questa, secondo me, è una previsione ottimistica!

Nicòl De Giosa

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