QUANDO LE CAPACITA’ CONTANO PIU’ DI UNA LODE

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I giovani entrano in un mercato del lavoro dinamico e in continuo cambiamento. Molti si aspettano di fare ciò per cui hanno studiato, possibilità valida e tipica di chi ha una laurea specialistica, soprattutto in campo sanitario e ingegneristico. Gli altri invece devono assolutamente reinventarsi, mettersi alla prova in qualcosa di nuovo e sperimentare campi che differiscono dal proprio percorso di studi. Non è più il tempo del lavoro fisso e della comoda stabilità. Un titolo di studio è importante in quanto è frutto di uno sforzo interiore notevole, tuttavia non è sufficiente. Bisogna stamparsi in testa che non esiste niente di certo. Non si può pretendere di uscire dall’università e avere tutto con uno schiocco di dita. Nulla ci è dovuto. L’università italiana sforna laureati come il pane e la competizione è sfrenata. In mezzo a tanta scelta, l’unico modo per farsi distinguere non è una lode bensì un groviglio di capacità fuori dal comune. Le conoscenze sono fini a se stesse finché non supportate dalle competenze. Quest’ultime si acquisiscono solo con fame di crescita personale.

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E’ necessario essere intraprendenti, osare e toccare con mani nuovi orizzonti. Prima di tutto smettendo di lamentarsi di quel che non funziona ricordandoci che siamo creatori attivi del mercato di cui facciamo parte. Noi scegliamo anche nel momento in cui decidiamo di disinteressarci consapevolmente della politica (->la politica è ogni cosa, è esattamente tutto quello che ci circonda!). Abbiamo un potere enorme che spesso sfruttiamo male. Poi ci sono quelli che si lamentano della mancanza di opportunità e non capiscono l’importanza del sacrificio. Loro pretendono solo perché hanno una laurea e se la sono sudata, senza tener conto del fatto che una laurea è di tutti ormai. Questo è il motivo per cui in pochi ce la fanno. Sono coloro che magari hanno svolto uno o due lavori per pagarsi gli studi o che hanno conosciuto l’arte del non arrendersi alla prima difficoltà di fronte alla sofferenza vera. Armati di determinazione, grinta e tenacia, non si accontentano mica. Si buttano a capofitto fino a quando non trovano la strada giusta, anche fuori dall’Italia. Di sicuro le persone capaci non si affidano a raccomandazioni. Inoltre non si piangono addosso sprecando soldi in alcool, vestiti di marca, serate, costosi telefoni, vacanze e vizi vari, sorretti - oltretutto - dalla scusa che la vita è una sola. Certo, lo è. Però poi non pretendete di vivere come chi sacrifica con intelligenza vita sociale e anima per i propri obiettivi.

Alessia Gerletti

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