QUALE FUTURO ATTENDE IL FASHION SYSTEM?

NEL DECRETO CURA ITALIA NON CE N’E’ TRACCIA

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Dopo l’annuncio del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte delle misure economiche che il Governo intenderà attuare per mettere in sicurezza le famiglie e il tessuto produttivo italiano è saltato subito all’occhio come il settore moda non fosse stato inserito nei settori da sostenere. Tutto il fashion system ha sottolineato come il sistema moda non è stato considerato come un settore chiave dell’economia italiana, tanto da essere escluso, almeno in questo primo decreto, dagli aiuti da erogare in questa situazione di forte contrazione economica alla pari di settori come quello della ristorazione, della cultura o del turismo. Immediata è arrivata la “protesta” formale della Camera della Moda, nella persona del Presidente, Carlo Capasa alla quale si sono associate Confartigianato e il Presidente Camera Buyer, Francesco Tombolini. Tante sono le considerazioni dell’intero fashion system che sono condivisibili come pensare ai negozi, piccoli, medi o grandi che siano al pari di bar e ristoranti, legati a doppio filo al turismo estero che verosimilmente quest’anno sarà quasi assente. Sarà alquanto improbabile vedere, nei prossimi mesi, cinesi, giapponesi, coreani, russi ed arabi da sempre affascinati dalla nostra moda riempire i nostri negozi, dovendo contare così solo sul turismo autoctono. Anche la produzione del settore moda deve considerarsi merce deperibile al pari della merce della ristorazione, primo perché le collezioni primavera-estate sono già nei negozi, ormai chiusi dall’otto marzo e che si trasformerà in merce invenduta, secondo perché le collezioni per il prossimo autunno-inverno, che normalmente vengono consegnate ai negozi tra maggio e giugno, quest’anno, verosimilmente, non potranno essere consegnate. Al dopo coronavirus bisogna pensarci e programmarlo sin da subito se non vogliamo trovarci a vivere tempi bui, dove non solo saremo costretti a contare i tanti caduti sul campo di battaglia, ma anche a vivere tempi bui con un crollo dell’economia mai vista. Una buona idea sarebbe quella di partire, quando i negozi saranno aperti, immediatamente con i saldi facendoli durare per tutta la stagione estiva. La Camera della Moda ha deciso, nelle ultime ore, che le collezioni per la prossima primavera-estate 2021 della moda uomo, che sono da sempre presentate a giugno, saranno accorpate alle collezioni moda donna che rimangono confermate per il mese di settembre. L’incognita è se queste collezioni potranno essere realizzate in tempo visto che dopo il tre aprile non è affatto scontato che le imprese potranno ricominciare a lavorare a pieno regime. Durante questo super fashion month di settembre le collezioni uomo-donna per l’estate 2021 saranno presentate in fashion show dalle presenze limitate ai soli buyers oppure ci si affiderà esclusivamente allo streaming come già sperimentato nella scorsa Milano fashion week dalle Maison Giorgio Armani e Laura Biagiotti?

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Il Pitti Immagine Uomo di Firenze continua a tenere la barra dritta confermando le date (dal sedici al diciannove giugno) nella speranza che le aziende possano riaprire dopo il tre aprile per riuscire a realizzare campionari e pre-collezioni. Il futuro prossimo che attende il fashion system sarà un futuro privo di sensazioni, date dai fashion show, privo di tattile, dato dal toccare i capi attraverso i press day, privo di immagini, date dai magazine del settore e dalle campagne pubblicitarie. Il dopo coronavirus ci toglierà tutto questo, dovendo necessariamente reinventare il lavoro delle redazioni, dei fotografi e di noi fashion editor. E’ nell’ordine delle cose che tutti gli shooting per le campagne pubblicitarie per le collezioni del prossimo autunno-inverno sarebbero dovuti essere realizzati in questo mese di marzo e se mai si potranno realizzare, in tempi strettissimi, nei prossimi mesi assisteremo ad inedite campagne pubblicitarie, verosimilmente autoctone con modelle e location italiane. A tutti i “simpaticoni” che in questo momento stanno pensando che quello scritto sin qui sono solo delle effimere quisquiglie voglio ricordare che il settore moda è un asset importantissimo dell’economia italiana, che come il buon cibo e l’arte è un richiamo fortissimo per il turismo straniero; vi siete chiesti il perché a russi e cinesi stiamo molto simpatici tanto da inviarci dottori e materiale sanitario? Il motivo è anche per il nostro Made in Italy, fatto di buon cibo, arte e moda che loro tanto amano. Voglio ricordare che il settore moda ha una filiera lunghissima fatta non solo di designer, top model, fotografi, fashion editor e grandi brand, ma fatta anche dai tanti artigiani che danno vita a tessuti, colori, accessori, confezionamento, di addetti alle spedizioni, di corrieri, di rappresentanti, di buyers, di negozi, di addette alle vendite. Vuoi, caro simpaticone, che nel mezzo di questa lunghissima filiera non ci sia una persona che conosci e che potrebbe perdere il suo posto di lavoro? Mi auguro che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte tenga conto delle richieste fatte dal settore, che ci si metta intorno ad un tavolo, come fatto con i sindacati, per giungere ad un’equa soluzione. Caro Presidente del Consiglio il fashion system, anche se da Lei mai citati, ha fatto la sua parte in questa situazione di crisi come da me già scritto e che continua a fare la sua parte mettendo a disposizione le sue aziende confezionando dispositivi di sicurezza come le introvabili mascherine. La maison Giorgio Armani, dopo aver donato nell’immediato dell’emergenza un milione e duecentocinquantamila euro, ha annunciato che metterà a disposizione i suoi laboratori di produzione per confezionare tute protettive per il personale sanitario.

Visto il difficile momento che stiamo attraversando, con la cancellazione di sfilate ed eventi, per la sottoscritta è diventato arduo garantire fashion news e riuscire a scovare tendenze, prima che lo diventino, in giro per il mondo quando il mondo è fermo. Quindi, non volendo spezzare il legame costruito con voi che mi seguite con affetto e fedeltà ho deciso che i prossimi articoli diventeranno un viaggio nella moda, tra i designer che ne hanno fatto la storia, di come il modo di intendere la moda sia cambiata negli anni. Se avete curiosità, personaggi della moda che vorreste conoscere meglio fatemelo sapere nei commenti così, che tutte assieme, possiamo attraversare questo difficile periodo con la certezza di ritornare presto a parlare e scrivere di trend alert, must have e di tutte quelle cose che a noi fashion addicted piacciono tanto!

T. Velvet

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