Pyongyang lancia due nuovi missili

Proteste a Hong Kong, si dimette ceo Cathay Pacific - Deputata Usa Tlaib rinuncia a visitare la nonna in Cisgiordania

17_8_2019_dal_Mondo.jpg

Pyongyang lancia due nuovi missili

cms_13860/Nord_Corea_Missili_Afp.jpg

La Corea del Nord ha lanciato altri due ’proiettili non identificati’ dalla sua costa orientale verso il Mare del Giappone, come riferisce l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. Lo Stato Maggiore di Seul ha precisato che si tratta di missili di corto raggio lanciati alle 8:01 e alle 8:16 ora locale dalla città costiera di Tongchon nella provincia orientale di Kangwon. Le autorità sudcoreane hanno spiegato che i missili vengono ora analizzati dall’intelligence di Seul e di Washington.

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha confermato il lancio, aggiungendo che ’’non c’è stata alcuna conseguenza sulla sicurezza del nostro Paese. Staremo in allerta e continueremo a prendere tutte le misure necessarie a proteggere la popolazione coordinandoci con altri Paesi come gli Stati Uniti’’.

Le autorità di Pyongyang hanno annunciato di mettere fine ai colloqui di pace con Seul. "Non abbiamo altro di cui parlare con le autorità sudcoreane e non abbiamo intenzione di sederci nuovamente con loro" al tavolo dei negoziati, si legge in una nota del Comitato della Corea del Nord per la riunificazione pacifica del Paese, rilanciata dall’agenzia di stampa Kcna. Il Comitato ha quindi definito il presidente sudcoreano Moon Jae-in come un ’’ragazzo impudente’’ che è ’’sopraffatto dalla paura’’.

Proteste a Hong Kong, si dimette ceo Cathay Pacific

cms_13860/Rupert_Hogg_Cathay_Pacific_Afp.jpg

Rupert Hogg, amministratore delegato di Cathay Pacific, si è dimesso oggi dal suo incarico dopo le polemiche di questi giorni relative al coinvolgimento di alcuni dipendenti della compagnia aerea nelle proteste a Hong Kong. Lo riferiscono i media cinesi, secondo cui Hogg si è dimesso al termine di una riunione del consiglio di amministrazione della Cathay. La mossa è necessaria, ha spiegato il presidente del board, Shi Leshan, per ricostruire la fiducia nella reputazione della compagnia, dopo gli "eventi recenti". Nei giorni scorsi, la Cathay ha licenziato quattro dipendenti a causa del loro coinvolgimento nelle proteste a Hong Kong.

Deputata Usa Tlaib rinuncia a visitare la nonna in Cisgiordania

cms_13860/deputate_Usa_Tlaib_Omar_Afp.jpg

La deputata democratica Usa Rashida Tlaib ci ha ripensato e non farà visita alla nonna 90enne in Cisgiordania. Dopo avere chiesto, e ottenuto, dalle autorità israeliane il permesso di ingresso su basi umanitarie, la Tlaib annuncia ora di voler rifiutare l’offerta. "Ho deciso che visitare mia nonna in queste condizioni opprimenti è contrario a tutto quello in cui credo", ha scritto su Twitter la deputata di origini palestinesi. "Mettermi a tacere e trattarmi come una criminale non è ciò che lei vuole per me", ha aggiunto. Stamani, il ministro dell’Interno israeliano Aryeh Deri aveva annunciato l’approvazione della richiesta umanitaria presentata da Tlaib, che intendeva fare visita alla anziana nonna. La decisione faceva seguito al divieto di ingresso in Israele imposto a Tlaib e all’altra deputata democratica Usa Ilhan Omar, che intendevano compiere una visita di quattro giorni nei territori palestinesi.

Le due deputate democratiche, le prime donne musulmane ad essere elette al Congresso Usa, sostengono il movimento Bds, che promuove il boicottaggio internazionale di Israele. La decisione presa ieri dalle autorità israeliane era giunta poco dopo un intervento del presidente Usa Donald Trump, che aveva chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di negare il visto di ingresso alle due deputate, con le quali nelle scorse settimane aveva ingaggiato un’aspra polemica. Dopo il divieto di ingresso, Tlaib aveva fatto richiesta di un permesso umanitario per poter visitare i suoi parenti palestinesi che vivono in Cisgiordania, "in particolare mia nonna, che ha 90 anni e vive a Beit Ur al-Fouqa", come si legge nella richiesta presentata al ministro dell’Interno Deri. "Questa potrebbe essere l’ultima occasione che ho di vederla", aveva scritto Tlaib nella sua richiesta, assicurando che avrebbe rispettato "le restrizioni" e che durante la sua visita non avrebbe promosso "il boicottaggio di Israele".

"Sono orgogliosa di lei, chi non sarebbe orgogliosa di una nipote così? Le voglio bene e sono orgogliosa di lei" ha detto Muftiyah Tlaib parlando di Rashida Tlaib. "Ha raggiunto una posizione di prestigio, ma non può venire a trovare la nonna, a che serve questo prestigio?", ha aggiunto l’anziana palestinese che sperava di poter riabbracciare la nipote che non vede dal 2007. E con chi le chiedeva un’opinione su Donald Trump, che tante volte ha attaccato la nipote e l’altra deputata Ilhan Omar ed ha esortato Israele a negare loro il visto, Muftiyah ha tagliato corto: "Non lo conosco, non mi importa di lui". Ma poi ha ribadito la sua fiducia nell’America che è "per le persone che lavorano sodo, che sanno prendersi cura di se stesse". Come la nipote Rashida. "Lei studiava così tanto, mi ricordo che io le riempivo il bicchiere di latte a lei e ai suoi fratelli mentre la mamma era al lavoro", ha ricordato ancora la nonna che ha vissuto per molto tempo in Michigan per accudire quando era piccola la 43enne avvocatessa eletta alla Camera lo scorso anno. "L’ho vista ieri in televisione, era più carina che mai", ha concluso con un sorriso.

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su