Prigioniera del pregiudizio

Diciassettenne segregata in casa perché lesbica

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L’ennesimo caso di omofobia ha per protagonista una ragazza di soli 17 anni rea confessa di un amore non convenzionale e per questo punita dai genitori con la segregazione tra le mura di casa. A completare il quadro umiliante in cui la ragazza è stata costretta a vivere, la denuncia parla di vessazioni e insulti che i genitori non le avrebbero risparmiato durante la reclusione.

Genitori inflessibili che non hanno perdonato alla ragazza l’amore proibito verso una sua coetanea e hanno deciso di punirla vietandole di uscire e incontrare altre persone per un anno.

A salvare la giovane, residente ai castelli romani, ci hanno pensato le forze dell’ordine, allertate dal Gay Center, l’associazione alla quale si era rivolta la minorenne.

Già un primo tentativo di fuga della ragazza era fallito. Nonostante fosse riuscita ad eludere la sorveglianza e a scappare di casa, le forze dell’ordine che raccolsero la sua denuncia non le dettero credito e la riconsegnarono ai suoi aguzzin

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Nel tentativo di fuga messo in atto nei giorni scorsi la minorenne è riuscita a contattare il servizio del “Gay Help Line” il quale ha allertato le Forze di Polizia.

Adesso la situazione sembra essere tornata sotto controllo, poiché la ragazza si trova, in questo momento, all’interno di una struttura protetta per minori, dove viene supportata e aiutata a ricostruirsi una nuova vita, iniziando dagli studi che, purtroppo, era stata costretta ad interrompere a causa della segregazione.

Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center ha dichiarato “quanto accaduto è molto grave, è importante approvare al più presto una legge contro l’omotransfobia, che preveda la formazione per il personale pubblico per evitare episodi di discriminazione e pregiudizi, anche da parte di funzionari pubblici, come accaduto alla giovane ragazza. In caso contrario inviteremo i sindacati e la comunità lesbica, Gay, bisex e trans, a fare uno sciopero generale dei lavoratori il 17 maggio, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, a sostegno della richiesta di legge”.

Siamo nel 2018 e, nonostante ciò, i pregiudizi sono purtroppo duri a morire, quindi siamo costretti a parlare, ancora una volta di omofobia: quella paura e quell’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità, della bisessualità e della transessualità, fenomeno negativo molto diffuso nell’età adolescenziale che sfocia, spesso e volentieri, in un atteggiamento di violenza e intolleranza nei loro confronti. L’omofobia viene spesso sottovalutata, ecco perché sentiamo spesso casi di suicidio di minori che, prendendo coscienza della loro identità sessuale, si sentono in difetto rispetto ai loro coetanei e del giudizio dei loro genitori e della società, nascondendosi e, in alcuni casi, giungono a compiere gesti estremi. Non possiamo girare la testa dall’altra parte di fronte a questo grosso problema che affligge ancora la nostra società, se rimaniamo indifferenti saremo anche noi colpevoli.

Anna Di Fonzo

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