Preservazione dell’architettura Maya grazie alla tecnologia in 3D di Google

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È sopravvissuto ai secoli il fascino della civiltà Maya, anche grazie ai tanti archeologi ed esploratori che si sono occupati di studiarne la storia, riportando alla luce luoghi, città sepolte o completamente nascoste dalla giungla.

Tra i tanti, troviamo Alfred Percival Maudslay, un archeologo britannico che tra la metà dell’800 e gli inizi del 900 esplorò alcune città maya situate tra il Messico e il Guatemala. Per una di esse, a Palenque, coperta dalla giungla, pensò bene di documentarne l’architettura con fotografie e la realizzazione di calchi.

Oggi, grazie a un robot, Google Arts e Culture è riuscita a creare una riproduzione digitale in 3D del materiale di Maudslay, attualmente custodito al British Museum.

In particolare, l’operazione si è soffermata sulla scala di un palazzo di Palenque riservato alle cerimonie.

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Chance Coughenour, fautore del progetto realizzato da Google Arts, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La scala originale è coperta di geroglifici. È di calcare, è all’aperto e stando nell’ambiente umido e piovoso della giungla messicana è stata ulteriormente erosa, da quando Alfred Maudslay ne realizzò la copia. Quindi, su richiesta delle autorità messicane, ne abbiamo realizzato una copia partendo proprio dalle repliche dell’esploratore inglese. Abbiamo realizzato “copie” digitali dei calchi di Maudslay del British Museum, usando uno scanner laser portatile. Poi, sulla base di questi dati, un robot ha “scolpito” il calcare. Il risultato: una copia perfetta, di pietra, delle lastre decorate che coprono i gradini. Ora i pezzi sono stati spediti in Messico e dovranno arrivare a Palenque in qualche settimana: lì saranno montati sulla scala originale, che resterà protetta sotto di essi”.

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La tecnica utilizzata da Maudslay per riprodurre pezzi di architettura originali consisteva nell’applicare della carta bagnata sulla pietra, per creare un’impronta da utilizzare per la replica. L’altra tecnica, che invece era indicata per le sculture più grandi, consisteva nell’utilizzo del gesso.

Le riproduzioni di Maudsley sono esposte al British Museum, ma ce ne sono anche altre custodite in un apposito archivio. Si stimano in tutto più di 800 lastre.

La scansione in digitale di tutto il materiale dell’archeologo britannico ha lo scopo di rendere disponibile online il suo lavoro, per ricercatori e studiosi della civiltà Maya, con la finalità di assicurarsi che esse non vadano perdute nel tempo, in quanto costituiscono un tesoro unico e inestimabile, oltre che una grande testimonianza della storia del popolo Maya.

Francesco Ambrosio

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