Piraino: “Le scarcerazioni dei boss mafiosi sono la disfatta dello Stato”

Lo sfogo dell’imprenditore che ebbe il coraggio di denunciare

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Un uomo pesantemente minacciato, la sua denuncia, il suo estorsore che accusa problemi di salute e la possibile scarcerazione di quest’ultimo. Questi gli elementi di un triste episodio balzato alle cronache per le recenti dichiarazioni del suo protagonista, l’imprenditore edile Giuseppe Piraino. “Diciamolo chiaramente, le scarcerazioni dei boss mafiosi sono una disfatta dello stato, una grande sconfitta per la giurisprudenza. Mi sembra semplicemente assurdo che centinaia di detenuti, molti dei quali al carcere duro, abbiano dei problemi di salute così gravi. Il mio estorsore vuole uscire dal carcere perché sostiene di avere apnee notturne e altri problemi, ma quando venne da me a chiedermi i soldi era grande e grosso mentre mi minacciava”.

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Torniamo alla vicenda di partenza, contesto dal quale traggono origine le dure parole appena riportate. Con il pretesto del coronavirus 450 boss detenuti vogliono lasciare il carcere, mentre alcuni sono stati già rilasciati. Tra questi figura l’uomo che, nel dicembre 2018, si era presentato nel cantiere di Piraino per imporgli il pizzo. L’imprenditore si scaglia contro una possibile scarcerazione; il malvivente che lo vessava è stato condannato in primo grado a otto anni per mafia ed estorsione. “Solo una scusa la salute, stava benissimo quando venne a minacciarmi”. Piraino fece arrestare il suo estorsore filmandolo con una telecamera nascosta e consegnando tale testimonianza ai carabinieri. Insieme a lui furono spedite in carcere altre 47 persone.

Mi definiscono coraggioso, ma è stato un atto dovuto” dichiara l’imprenditore. “Bisogna però creare dei sistemi giuridici che non permettano ai mafiosi di uscire dal carcere”. Si pone qui un problema etico: se sia giusto o meno detenere una persona in condizioni di salute non ottimali in un luogo che non ne garantisce l’adeguata sicurezza sanitaria, per giunta in un periodo di pandemia globale. “Mi sembra assurdo che oggi quasi mille persone abbiano tutte la stessa problematica. Il mio estorsore sostiene di avere problemi cardiaci, e per fortuna i magistrati hanno respinto la prima istanza ma ora è in attesa dell’appello”. Prima di valutare se è giusto, c’è da valutare se è logica una scarcerazione. Domande alle quali è impossibile rispondere.

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Mi sconvolge che ci sia oggi questa semplicità, questa leggerezza nel gestire tali richieste”. Piraino si pone il problema del messaggio lanciato, dicendosi amareggiato e arrabbiato. “Io ho girato in questo anno per tante scuole ho incontrato tantissimi ragazzini, e sono voluto andare da solo, senza appoggiarmi a nessuna associazione o a nessun politico”. Con tutto il prezzo che c’era da pagare per azioni così ardite. “Ho capito che questa cosa dava fastidio, ma ho continuato, avendo la sensazione che molti non mi invitassero più proprio per questo”.

Francesco Bulzis

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