Piazza Affari sprofonda, spread vola (Altre News)

Coronavirus, bozza dl: esteso fondo solidarietà mutui prima casa - Coronavirus, bozza dl: estesi ammortizzatori sociali - Allarme Confindustria: "Se chiudono industrie a rischio approvvigionamenti" - Coronavirus, stop ad accertamenti Ag.Entrate

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Piazza Affari sprofonda, spread vola

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La delusione per le misure della Bce contro l’emergenza coronavirus e per le decisioni prese dagli Stati Uniti affondano le borse europee. Piazza Affari registra il calo più brusco della propria storia, con il Ftse Mib crollato del 16,62% a 14.949 punti. Vola invece lo spread Btp-Bund e tocca quota 262 punti, dopo la dichiarazione della presidente della Bce in conferenza stampa. "Non siamo qui per ridurre gli spread, non è la funzione della Bce", ha detto Christine Lagarde, mandando in confusione i mercati. Malissimo anche le altre borse: Londra ha perso il 10,93%, Francoforte il 12,24% e Parigi il 12,28%.

"Sull’orlo dell’esaurimento, ma ancora impegnata nel tentativo di dare sostegno all’area euro, la Bce, oggi, ha fatto quello che poteva", afferma Oliver Blackbourn, Multi-Asset Portfolio Manager di Janus Henderson Investors.

"In passato i governi dell’eurozona hanno ignorato le richieste di riforme strutturali della Bce, ma forse questa volta ascolteranno la richiesta di ricorrere a stimoli fiscali. Tuttavia, i segnali di un approccio coordinato tra la Bce e i principali governi dell’Eurozona sono stati davvero pochi. I mercati sembrano intenzionati a forzare una risposta mentre continuano a registrare cali".

La decisione della Bce, dice Frank Hausler, chief strategist di Vontobel Asset Management, "oggi è stata deludente per gli investitori. Anche se un taglio dei tassi non avrebbe aiutato direttamente l’economia, sarebbe stato almeno un segnale di supporto e probabilmente avrebbe migliorato la situazione finanziaria. L’impressione generale delle azioni della Bce e della conferenza stampa di Lagarde è quella di un consiglio direttivo diviso privo di impegno nel mezzo di una grave recessione economica".

Coronavirus, bozza dl: esteso fondo solidarietà mutui prima casa

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"Estesa, stante la grave situazione di crisi economica che sta derivando dall’epidemia di coronavirus che rischia di ingenerare effetti deleteri anche sul mercato del lavoro, l’operatività del Fondo di solidarietà mutui prima casa (che consente la sospensione fino a 18 mesi del pagamento delle rate per mutui ipotecari) anche all’ipotesi di ’sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno trenta giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito’". E’ quanto prevede la bozza del dl coronavirus ter.

Coronavirus, bozza dl: estesi ammortizzatori sociali

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Estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale. E’ quanto prevede una bozza del dl coronavirus ter. I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, "possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale ’emergenza Covid-19’, per un periodo massimo di nove settimane".

L’articolato in esame prevede la possibilità di fruire di trattamenti di integrazione salariale ordinaria nonché di assegno ordinario, a seguito della sospensione dell’attività lavorativa conseguente l’emergenza sanitaria, da parte di lavoratori dipendenti già tutelati da forme di sostegno al reddito (Cigo e Fondi di Solidarietà).

Dall’analisi degli archivi gestionali dell’Istituto, si legge nella relazione tecnica, "sono emerse le seguenti platee: 4,7 milioni di lavoratori dipendenti assicurati per Cigo con una retribuzione media mensile, nell’anno 2019, pari a 2.158,08 euro; dall’analisi svolta è emerso che il 2% di tale platea ha superato la capienza, in termini di limiti massimi di fruibilità di periodi Cigo. Pertanto, la concessione della misura prevista dal decreto in esame comporta il sorgere di un onere a carico della finanza pubblica stimato sulla base dell’ipotesi di una percentuale di ricorso alla misura in esame pari al 25% degli aventi diritto e di una durata media della prestazione pari a 1 mese; 6,5 mln (di cui 1,5 Tutelati da Fondi sostitutivi) di lavoratori rientranti nel campo di applicazione del decreto tutelati dai Fondi di solidarietà che hanno diritto alla concessione dell’assegno ordinario (considerando anche un maggior ricorso conseguente la situazione contingente) senza tener conto dei limiti aziendali e temporali".

La maggiore spesa per il Fis per il 2020, per quanto attiene l’estensione dell’assegno ordinario alle aziende con numero di dipendenti minore o uguale a 15, "viene quantificata incirca 361 milioni di euro di cui 221 milioni di prestazione e 140 milioni di contribuzione correlata alla prestazione. A tale valutazione si giunge considerando il ricorso alla prestazione di assegno ordinario da parte del 40% delle aziende che impiegano da 5 a 15 dipendenti, e che ciascuna di queste richieda assegno ordinario per il 40% del suo organico. La prestazione media stimata è di 1,5 mesi".

Per le aziende del Fis con un numero di dipendenti superiore a 15 "sono stati fissati gli stessi limiti del 40% delle aziende richiedenti, con ciascuna il 40% dei dipendenti coinvolti dalla richiesta di assegno ordinario. Anche in questo caso è stata ipotizzata una durata media della prestazione pari a 1,5 mesi. In dette condizioni la prestazione viene interamente coperta dall’accantonamento dei risultati anni precedenti".

L’abolizione dei tetti aziendali, (10 volte il contributo ordinario versato) e dei limiti di durata della prestazione viene quantificata, considerando le stesse ipotesi di ricorso al Fondo, in circa 99 milioni di euro divisa in 66 milioni di prestazione e 33 milioni di correlata. Per quanto riguarda l’estensione della causale, e quindi un maggior ricorso alle prestazioni negli altri fondi di solidarietà gestiti dall’Inps, per la quota che dovesse eccedere le disponibilità dei fondi stessi, sono state applicate le stesse ipotesi fatte in precedenza: 40% delle aziende, 40% di dipendenti per azienda e 1,5 mesi di durata media della prestazione. L’applicazione di dette ipotesi comporta il raggiungimento di quei livelli di spesa che comporterebbero l’esaurimento dell’attivo di ciascuna gestione, per cui il provvedimento comporta oneri aggiuntivi per la finanza pubblica stimabili in circa 15 milioni di euro divisa in 10 milioni di prestazione e 5 milioni di correlata.

Per quanto riguarda i fondi di solidarietà alternativi, non gestiti dall’Inps, "è stato valutato un importo di circa 19 milioni di euro di cui 12 milioni di prestazione e 7 milioni di contribuzione correlata alla prestazione. A detta valutazione si è giunti con ipotesi da considerarsi ampiamente di massima, visto che non sono giunte ai nostri uffici informazioni circa lo stato patrimoniale dei fondi in questione".

Allarme Confindustria: "Se chiudono industrie a rischio approvvigionamenti"

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’’Fabbriche chiuse, supermercati vuoti, prospettive di ripresa in pericolo. Quel che si rischia chiudendo il sistema industriale italiano è, nel breve termine, di non poter garantire gli approvvigionamenti necessari per le famiglie italiane anche a seguito delle difficoltà nei trasporti con l’estero. Superata l’emergenza, il rischio è di compromettere la capacità del sistema produttivo di intercettare la ripresa economica che arriverà’’. Così in una nota il Centro studi di Confindustria.

Coronavirus, stop ad accertamenti Agenzia Entrate

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’’Sono sospese le attività di liquidazione, controllo, accertamento, accessi, ispezioni e verifiche, riscossione e contenzioso tributario da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate a meno che non siano in imminente scadenza (o sospesi in base a espresse previsioni normative)’’. E’ quanto prevede una direttiva del direttore, Ernesto Maria Rufini, a seguito del Dpcm dell’11 marzo 2020 per il contrasto alla diffusione del Coronavirus.

Redazione

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