Piano per attentato in ’stile Bataclan’, caccia a due albanesi

Stupro Factory - Maxi operazione antidroga a Perugia, 150 arresti - Scontro su A13, distrutta una famiglia - Uccide il fratello e fugge, poi si costituisce

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Piano per attentato in ’stile Bataclan’, caccia a due albanesi

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E’ caccia anche in Italia a due persone, presumibilmente di origini albanesi che avrebbero pianificato un attentato in ’stile Bataclan’ nel nostro Paese o in un altro paese europeo. Si tratterebbe di due uomini, B.N. e B.H., che avrebbero l’intenzione di mettere a segno un attacco in occasione di uno spettacolo pubblico. Fonti investigative, contattate dall’Adnkronos, fanno presente che "si tratta di una delle tante segnalazioni che periodicamente vengono vagliate per valutarne l’attendibilità. E’ chiaro che notizie di questo tipo non possono essere sottovalutate e quindi si effettuano tutti gli accertamenti possibili ai fini della prevenzione, ma non è il caso di alimentare allarmismi. Si tratta di un evento che era stato pianificato per i giorni scorsi, che non si è verificato e comunque non avrebbe riguardato il nostro Paese".

Almeno uno dei due possibili attentatori, rileva su Twitter Wikilao, portale specializzato nei temi della sicurezza, sarebbe di origini albanesi. Un’informativa riservata diramata alle forze di polizia su tutto il territorio nazionale raccomanda di prestare la ’massima attenzione’ adottando la necessarie precauzioni in occasione di controlli e verifiche nei riguardi di persone sospette.

Stupro Factory

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(Giorgia Sodaro) - Era vestito come un addetto alla sicurezza del locale e vedendolo arrivare ho pensato che "mi avrebbe salvato, invece ha infierito con crudeltà". E’ un racconto preciso e dettagliato quello che è riuscita a fare la giovane vittima della violenza sessuale di gruppo avvenuta nel locale caldaia della discoteca Factory a Roma, la notte tra il 18 e il 19 maggio scorsi. Ricordi terribili che sono stati però fondamentali per consentire agli investigatori della Squadra Mobile di Roma di individuare due dei tre responsabili dello stupro.

Le indagini che lo scorso 18 luglio avevano portato in carcere, dove si trova tuttora, un altro buttafuori, 25 anni romeno, ieri sera hanno fatto scattare l’arresto di H.I., tunisino di 35 anni. Regolare in Italia dal 2011, il tunisino aveva un contratto con una società esterna che gestisce la sicurezza del locale mentre il romeno era un addetto senza contratto dipendente della direzione del locale, aiutava con la manutenzione e faceva qualche serata. A incastrare il 35enne è stata la comparazione del suo Dna con quello trovato sulla vittima e sugli abiti che indossava.

Oltre alla ricostruzione della giovane per le indagini sono state importanti le testimonianze dei ragazzi che quella sera erano nella discoteca e i video girati con gli smartphone. A complicarle invece alcune incongruenze rilevate nelle dichiarazioni degli organizzatori della serata.

"E’ stato un lavoro molto complesso - ha detto all’Adnkronos il commissario capo Pamela Franconieri, dirigente della IV Sezione della squadra Mobile di Roma - una delle indagini più complesse nel suo genere perché ricostruire i fatti in un posto dove ci sono tantissime persone, la musica alta e le luci che vanno e vengono è stato difficile. Il riscontro del Dna però è stato il coronamento dell’ipotesi investigativa: i gravi indizi che hanno portato alla custodia cautelare in carcere sono forti, congruenti e coerenti con l’impianto accusatorio".

Le indagini proseguono per individuare una terza persona, il ragazzo con cui aveva ballato la giovane e che poi, una volta usciti dalla sala, l’ha trascinata nel locale caldaia, a un metro dalla discoteca, dove è avvenuto lo stupro. Lì dove poi lo hanno raggiunto i due buttafuori.

Un’azione molto probabilmente premeditata e, come sottolinea Franconieri, "di una gravità inaudita". Il tunisino aveva lasciato l’Italia tre giorni dopo la violenza, quando ancora non c’erano sospetti su di lui. Gli investigatori, una volta chiuso il cerchio, lo hanno atteso pazientemente e ieri sera all’aeroporto di Fiumicino, lo hanno arrestato e portato in carcere.

Maxi operazione antidroga a Perugia, 150 arresti

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Maxi blitz antidroga. Oltre 150 persone sono state arrestate e quintali di stupefacente del valore di decine di milioni di euro sono stati sequestrati in un’imponente operazione dei carabinieri, che hanno smantellato "una inedita e insospettabile organizzazione" di trafficanti internazionali di droga.

’’Congratulazioni al personale del Comando provinciale dei Carabinieri di Perugia" che ha guidato il blitz in collaborazione con organismi di polizia nazionali e internazionali, scrive in una nota il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo. "Questo importante risultato - aggiunge - conferma ancora una volta la qualità del lavoro svolto dalle nostre Forze dell’Ordine. È il frutto della professionalità e della dedizione dei Carabinieri che nelle loro azioni quotidiane dimostrano sempre straordinarie capacità di indagine e di presidio del territorio, messe in campo per la sicurezza dei cittadini".

Scontro su A13, distrutta una famiglia

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Un’intera famiglia distrutta. Sono madre, padre e figlia di pochi mesi le tre vittime del grave incidente che si è verificato sull’A13, nel tratto tra Bologna Interporto e Altedo, in direzione Padova. Coinvolti un camper, un’auto e un pullman: sul posto è intervenuta la polizia stradale.

Sul luogo dell’evento, riferisce una nota di Autostrade per l’Italia, sono intervenuti i soccorsi sanitari e meccanici, le pattuglie della Stradale e il personale della Direzione 3° Tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia. Ora il traffico circola regolarmente su entrambe le corsie.

Uccide il fratello e fugge, poi si costituisce

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Ha terminato la sua fuga costituendosi ai carabinieri di Novara l’uomo di 40 anni che, con un colpo di pistola, ha ucciso il fratello 36enne. E’ accaduto a Trecate, nel Novarese.
Il 40enne era fuggito subito dopo aver ucciso il fratello a bordo di un auto. Appena costituitosi ha consegnato una pistola ai militari che dovrebbe essere l’arma con la quale ha commesso l’omicidio. Saranno gli esami balistici a confermarlo.
Da una prima ricostruzione i due vivevano con la madre e sembrava essere una famiglia normale: il 40enne faceva l’autista, mentre la vittima il pizzaiolo.
Ora i carabinieri che stanno conducendo le indagini dovranno cercare di capire le ragioni del gesto.

Redazione

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