Pentagono pubblica immagini raid contro al-Baghdadi

Nigeria, rapito un altro sacerdote - Greta rifiuta un premio - "Trovato accordo su fusione Fca-Psa"

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Pentagono pubblica immagini raid contro al-Baghdadi

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Il generale Frank McKenzie, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha pubblicato alcune delle immagini, declassificate, e video del raid al compound nella provincia di Idlib che ha portato, lo scorso weekend, alla morte del leader dello Stato Islamico Abu Bakr al-Baghdadi. Tra i video pubblicati quello che mostra combattenti che "da due postazioni vicine al compound aprono il fuoco contro uno degli aerei Usa che partecipavano al raid", ha detto il generale commentando le immagin

Tra le foto mostrate dal generale quelle che mostrano "il prima" e "il dopo" il raid Usa del compound dove si nascondeva il leader terrorista. "Quando la cattura da parte delle forze Usa era vicina, al-Baghdadi ha fatto esplodere una bomba uccidendo sé stesso e due figli", ha detto ancora McKenzie ribadendo la dinamica che era già stata illustrata dal presidente Trump nella dichiarazione di domenica scorsa.

Il generale ha detto anche che quattro uomini e due donne sono stati uccisi e che i due bambini morti insieme ad al-Baghdadi erano probabilmente "sotto i 12 anni". Inoltre ha suggerito che il leader dello Stato Islamico forse ha sparato dal tunnel dove si era rifugiato prima di farsi esplodere. Il generale ha detto però di non poter confermare quanto detto da Trump, cioè che al-Baghdadi stava "piangendo e implorando" nei suoi ultimi minuti di vita.

McKenzie ha anche detto che le analisi del Dna hanno confermato "al di là di ogni dubbio" che l’uomo morto sia al-Baghdadi. Ha parlato di "una corrispondenza diretta" che "ha prodotto un livello" altissimo "di certezza che i resti fossero di al-Baghdadi". Per quanto riguarda la sepoltura, il generale ha confermato che "è stato sepolto in mare in accordo con la legge dei conflitti armati entro le 24 ore dalla sua morte".

Nigeria, rapito un altro sacerdote

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Un sacerdote cattolico è stato rapito nel sud della Nigeria. Si tratta di padre Arinze Madu, vice rettore del seminario ’Regina degli Apostoli’ di Imezi-Owa, nello Stato di Enugu. Ne dà notizia Fides nello spiegare che "il sacerdote è stato prelevato due giorni fa all’entrata del seminario da un gruppo di uomini armati. Un portavoce della polizia ha affermato che le forze dell’ordine sono sulle tracce dei rapitori che si sarebbero rifugiati nella foresta dell’area".

"Si tratta di un atto terribile", ha affermato padre Benjamin Achi, direttore delle Comunicazioni della diocesi di Enugu, che sottolinea come il rapimento di padre Madu sia avvenuto a soli due mesi dall’uccisione di un altro sacerdote della diocesi di Enugu, padre Paul Offu.

A marzo inoltre, ricorda ancora Fides, era stato trovato il corpo senza vita di don Clement Rapuluchukwu Ugwu, parroco della chiesa di San Marco, a Obinofia Ndiuno, nella Ezeagu Local Government Area, che era stato rapito la sera del 13 marzo dalla casa parrocchiale.

Greta rifiuta un premio

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"Ho ricevuto il premio ambientale 2019 del Nordic Council. Ho deciso di rifiutare questo premio". Così la giovane attivista per il clima Greta Thunberg sul suo profilo Instagram dove spiega il perché di questa decisione.

"Attualmente sto viaggiando attraverso la California e quindi non posso essere presente con voi oggi. Voglio ringraziare il Nordic Council per questo premio - scrive - È un grande onore. Ma il movimento per il clima non ha bisogno di altri premi. Ciò di cui abbiamo bisogno è che i nostri politici e le persone al potere inizino ad ascoltare la scienza attuale e la migliore disponibile".

"I paesi nordici hanno una grande reputazione in tutto il mondo quando si tratta di problemi climatici e ambientali - spiega - Ma quando si tratta delle nostre emissioni effettive e delle nostre impronte ecologiche pro capite, se includiamo consumo, importazioni, nonché trasporto aereo e il trasporto marittimo, allora è tutta un’altra storia".

"Il divario tra ciò che la scienza ritiene necessario per limitare l’aumento dell’innalzamento della temperatura globale a meno di 1,5 o addirittura 2 gradi e la politica che gestisce i paesi nordici è gigantesca. E non ci sono ancora segni dei cambiamenti richiesti", continua la giovane attivista.

"Quindi, fino a quando non inizierete ad agire in conformità con ciò che la scienza ritiene necessario per limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi o addirittura 2 gradi centigradi, io, e i Fridays for Future in Svezia, scegliamo di non accettare il premio ambientale del Nordic Council né il montepremi di 500.000 corone svedesi", conclude.

"Trovato accordo su fusione Fca-Psa"

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L’accordo per una fusione tra Fca e Psa sarebbe stato raggiunto. A rivelarlo è il ’Wall Street Journal’ che scrive "che il Consiglio di sorveglianza del gruppo francese ha approvato l’accordo". L’annuncio potrebbe essere ufficializzato domani. Nessun commento da Fca.

A quanto apprende l’Adnkronos, domani di prima mattina è stato convocato un Comitato di gruppo mondo, in sede straordinaria, con all’ordine del giorno l’alleanza tra Psa e Fca. Questo Comitato riunisce l’insieme dei rappresentanti dei dipendenti dove il gruppo Psa è presente nel mondo. Si tratta della più grande istanza sociale all’interno del gruppo francese che si occupa dei temi internazionali. E’ in questo tipo di comitato che Psa rende conto dei progetti di alleanza o di acquisizione.

Il nuovo insieme che potrebbe nascere dalla fusione tra Fca e Psa potrebbe essere guidato in quanto Ceo da Carlos Tavares, l’attuale presidente del direttorio di Psa per cinque anni, mentre John Elkann potrebbe diventare presidente della nuova società. E’ quanto rivela ’Les Echos’ sottolineando che il board potrebbe essere composto da 11 consiglieri di amministrazione: 6 provenienti da Psa (tra cui Tavares) e 5 da Fca. La sede del nuovo insieme dovrebbe essere nei Paesi Bassi mentre tre sedi operative resteranno in Francia, in Italia e negli Stati Uniti.

Per arrivare a questa fusione paritaria, Psa, secondo lo schema allo studio, distribuirà ai suoi azionisti titoli del produttore di componentistica per automobili Faurecia (46% del capitale valorizzato a 3 miliardi di euro) mentre Fca distribuirà ai suoi azionisti un dividendo eccezionale in cash di 5,5 miliardi di euro. Secondo ’Les Echos’ al termine dell’operazione la famiglia Peugeot (che attualmente detiene il 12,2% del capitale di Psa e il 19,3% dei diritti di voto) dovrebbe avere una quota intorno al 6% mentre la famiglia Agnelli (che detiene circa il 29% di Fca) dovrebbe scendere intorno al 14,5%. Lo Stato francese e il cinese Dongfeng dovranno comunque esprimersi sull’operazione.

Dalla fusione tra Fca e il gruppo francese Psa nascerebbe il quarto gruppo automobilistico mondiale dopo il tedesco Volkswagen, il giapponese Toyota e il gruppo francese-nipponico Renault-Nissan-Mitsubishi. Complessivamente il nuovo gruppo franco-italiano avrebbe una capitalizzazione in borsa intorno ai 45 miliardi euro e un fatturato stimato in 184 miliardi di euro. Fca e Psa, insieme, rappresentano 8,7 milioni di veicoli venduti l’anno. Nel 2018, infatti, Psa ha venduto 3,9 milioni di veicoli e ha registrato un giro d’affari di 74 mld di euro mentre Fca ha venduto circa 4,8 milioni di veicoli e ha registrato un fatturato di 110 miliardi di euro.

Insieme Psa e Fca rappresentano quattordici marchi diversi: Fiat, Chrysler, Alfa Romeo, Abarth, Lancia, Maserati, Jeep, Srt, Dodge e Ram Trucks da un lato e dall’altro Peugeot, Citroen, Ds, Opel e Vauxhall.

Nel 2018 l’utile netto di Fca si è attestato a 3,6 miliardi di euro mentre quello del gruppo francese a 3,3 mld di euro. Complessivamente il nuovo colosso occuperebbe oltre 400mila dipendenti: sono infatti 211mila i dipendenti attuali di Psa e circa 198.500 quelli di Fca.

Il nuovo insieme che potrebbe nascere dalla fusione tra Fca e Psa potrebbe essere guidato in quanto Ceo da Carlos Tavares, l’attuale presidente del direttorio di Psa per cinque anni, mentre John Elkann potrebbe diventare presidente della nuova società. E’ quanto rivela ’Les Echos’ sottolineando che il board potrebbe essere composto da 11 consiglieri di amministrazione: 6 provenienti da Psa (tra cui Tavares) e 5 da Fca. La sede del nuovo insieme dovrebbe essere nei Paesi Bassi mentre tre sedi operative resteranno in Francia, in Italia e negli Stati Uniti.

Per arrivare a questa fusione paritaria, Psa, secondo lo schema allo studio, distribuirà ai suoi azionisti titoli del produttore di componentistica per automobili Faurecia (46% del capitale valorizzato a 3 miliardi di euro) mentre Fca distribuirà ai suoi azionisti un dividendo eccezionale in cash di 5,5 miliardi di euro. Secondo ’Les Echos’ al termine dell’operazione la famiglia Peugeot (che attualmente detiene il 12,2% del capitale di Psa e il 19,3% dei diritti di voto) dovrebbe avere una quota intorno al 6% mentre la famiglia Agnelli (che detiene circa il 29% di Fca) dovrebbe scendere intorno al 14,5%. Lo Stato francese e il cinese Dongfeng dovranno comunque esprimersi sull’operazione.

Dalla fusione tra Fca e il gruppo francese Psa nascerebbe il quarto gruppo automobilistico mondiale dopo il tedesco Volkswagen, il giapponese Toyota e il gruppo francese-nipponico Renault-Nissan-Mitsubishi. Complessivamente il nuovo gruppo franco-italiano avrebbe una capitalizzazione in borsa intorno ai 45 miliardi euro e un fatturato stimato in 184 miliardi di euro. Fca e Psa, insieme, rappresentano 8,7 milioni di veicoli venduti l’anno. Nel 2018, infatti, Psa ha venduto 3,9 milioni di veicoli e ha registrato un giro d’affari di 74 mld di euro mentre Fca ha venduto circa 4,8 milioni di veicoli e ha registrato un fatturato di 110 miliardi di euro.

Insieme Psa e Fca rappresentano quattordici marchi diversi: Fiat, Chrysler, Alfa Romeo, Abarth, Lancia, Maserati, Jeep, Srt, Dodge e Ram Trucks da un lato e dall’altro Peugeot, Citroen, Ds, Opel e Vauxhall.

Nel 2018 l’utile netto di Fca si è attestato a 3,6 miliardi di euro mentre quello del gruppo francese a 3,3 mld di euro. Complessivamente il nuovo colosso occuperebbe oltre 400mila dipendenti: sono infatti 211mila i dipendenti attuali di Psa e circa 198.500 quelli di Fca.

"I paesi nordici hanno una grande reputazione in tutto il mondo quando si tratta di problemi climatici e ambientali - spiega - Ma quando si tratta delle nostre emissioni effettive e delle nostre impronte ecologiche pro capite, se includiamo consumo, importazioni, nonché trasporto aereo e il trasporto marittimo, allora è tutta un’altra storia".

"Il divario tra ciò che la scienza ritiene necessario per limitare l’aumento dell’innalzamento della temperatura globale a meno di 1,5 o addirittura 2 gradi e la politica che gestisce i paesi nordici è gigantesca. E non ci sono ancora segni dei cambiamenti richiesti", continua la giovane attivista.

"Quindi, fino a quando non inizierete ad agire in conformità con ciò che la scienza ritiene necessario per limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi o addirittura 2 gradi centigradi, io, e i Fridays for Future in Svezia, scegliamo di non accettare il premio ambientale del Nordic Council né il montepremi di 500.000 corone svedesi", conclude.

Il generale Frank McKenzie, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha pubblicato alcune delle immagini, declassificate, e video del raid al compound nella provincia di Idlib che ha portato, lo scorso weekend, alla morte del leader dello Stato Islamico Abu Bakr al-Baghdadi. Tra i video pubblicati quello che mostra combattenti che "da due postazioni vicine al compound aprono il fuoco contro uno degli aerei Usa che partecipavano al raid", ha detto il generale commentando le immagini.


Tra le foto mostrate dal generale quelle che mostrano "il prima" e "il dopo" il raid Usa del compound dove si nascondeva il leader terrorista. "Quando la cattura da parte delle forze Usa era vicina, al-Baghdadi ha fatto esplodere una bomba uccidendo sé stesso e due figli", ha detto ancora McKenzie ribadendo la dinamica che era già stata illustrata dal presidente Trump nella dichiarazione di domenica scorsa.

U.S. Central Command
✔@CENTCOM

"...at the compound, fighters from two locations in the vicinity of the compound began firing on U.S. aircraft participating in the assault."
- Gen Frank McKenzie CDR USCENTCOM

Video incorporato
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Il generale ha detto anche che quattro uomini e due donne sono stati uccisi e che i due bambini morti insieme ad al-Baghdadi erano probabilmente "sotto i 12 anni". Inoltre ha suggerito che il leader dello Stato Islamico forse ha sparato dal tunnel dove si era rifugiato prima di farsi esplodere. Il generale ha detto però di non poter confermare quanto detto da Trump, cioè che al-Baghdadi stava "piangendo e implorando" nei suoi ultimi minuti di vita.

McKenzie ha anche detto che le analisi del Dna hanno confermato "al di là di ogni dubbio" che l’uomo morto sia al-Baghdadi. Ha parlato di "una corrispondenza diretta" che "ha prodotto un livello" altissimo "di certezza che i resti fossero di al-Baghdadi". Per quanto riguarda la sepoltura, il generale ha confermato che "è stato sepolto in mare in accordo con la legge dei conflitti armati entro le 24 ore dalla sua morte".



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