Parco Giardino Sigurtà

Quando la Natura incontaminata ti sorprende

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Bruciano le foreste in Siberia. L’Amazzonia è in fiamme. Anche la seconda foresta pluviale più grande del mondo (tra Congo e Angola), è devastata da incendi. A causa dei cambiamenti climatici, ma soprattutto per volontà dell’uomo. Le foreste, i grandi alberi, hanno un ruolo fondamentale per regolare il clima del pianeta. Lo sa Greta Thunberg, quelli di Friday for the Future, il Papa e persino i bambini; ma fanno finta di non saperlo personaggi come Trump, Putin e Bolsonaro, mentre giocano a braccio di ferro con i cambiamenti climatici. Con questi gravosi pensieri e tante domande a cui dare una risposta eloquente, ho intrapreso uno dei miei viaggi per l’Italia alla ricerca di qualche bellezza naturale che mi desse fiducia nel credere che la nostra società non è regolata soltanto da quelle leggi di mercato dannose al pianeta. Come per incanto, mi sono ritrovata immersa in uno scenario fiabesco in cui alberi, fiori, distese verdi, insieme alla storia di un passato più o meno recente, mi hanno distratta dal buio con la magnificenza dei colori e con la meraviglia del gioco di luci e ombre che solo una intatta biodiversità vegetale riesce a creare.

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Sono entrata nel Parco Giardino Sigurtà e la fiducia si è ridestata. A pochi passi da Verona, il “Parco” ha una storia che inizia nel XV secolo, quando durante la dominazione veneziana di Valeggio sul Mincio, il patrizio Gerolamo Nicolò Contarini acquistò l’intera proprietà che al tempo aveva una funzione puramente agricola. Si trattava infatti di una fattoria o meglio, come ci raccontano antichi documenti, di un "brolo cinto de mura": terre coltivate con foraggi racchiuse all’interno di un’alta e sicura muraglia. Nell’ambito del brolo esisteva però anche un altro spazio: un piccolo e geometrico giardino, adiacente alla casa principale, dedicato all’ozio dei nobili.

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Con il trascorrere dei secoli e il passaggio della proprietà da una famiglia ad un’altra, si arriva alla primavera del 1941: l’industriale farmaceutico, il Dottor Giuseppe Carlo Sigurtà acquista la proprietà, oramai in abbandono, dando inizio a una grandiosa opera di riqualificazione del parco. E grazie a un antico diritto di prelevare acqua dal fiume Mincio, con l’irrigazione iniziò così la trasformazione delle ormai aride colline moreniche della valle del Mincio, che tornarono ad accogliere la lussureggiante vegetazione ed assunsero aspetti d’impareggiabile bellezza. Il Parco Giadino Sigurtà, offre al visitatore 60 ettari di vegetazione in cui spiccano delle bellezze architettoniche dimora di Re e Imperatori. Proteggere la Natura è un imperativo che non ammette obiezioni! E l’amore per la natura, la dedizione e la cura, sicuramente, sono la risposta a chi non crede che il benessere socio-economico di una Nazione passa soprattutto attraverso la salvaguardia dell’ambiente che ci circonda.

(Foto dal sito web del Parco: si ringrazia)

Nicòl De Giosa

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