Pagamenti via chat,l’Italia è pronta?(Altre News)

Paghi in contanti? Niente rimborsi per queste spese - Bollo auto 2020, niente sconti

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Pagamenti via chat, l’Italia è pronta? Paghi in contanti?

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La diffusione massiccia dei dispositivi mobile e delle banche online sta portando a una nuova tendenza, quella dei pagamenti via social network e chat, considerata dagli esperti una dei principali trend Fintech del 2020.

Apripista di questa ’moda’ è stata la Cina, dove i mega-colossi Tencent e Alibaba, con i rispettivi servizi WeChat e Alipay, hanno raggiunto oltre mezzo miliardo di utenti scuotendo il mercato asiatico dei pagamenti mobile.

Sulla stessa scia, Facebook e WhatsApp da tempo stanno sperimentando WhatsApp Pay, il servizio di pagamenti in-chat tra le grandi novità attese sulla piattaforma entro l’anno.

La possibilità di trasferire denaro ai propri contatti in chat, in pochi clic e senza uscire dall’applicazione di messaggistica, rappresenta una trasformazione straordinaria per le abitudini finanziarie e la vita quotidiana degli utenti, sempre più dipendenti dallo smartphone. D’altronde a guidare l’offerta dei servizi tecnofinanziari è ormai la Generazione X che trascorre la maggior parte del suo tempo online ed esige dal mercato flessibilità, mobilità e rapidità. Non è un caso che banche, società finanziarie e aziende tech stiano guardando con interesse il settore o progettando il lancio di servizi di in-chat payments.

In ambito tecnofinanziario, quello che è appena iniziato si presenta dunque come l’anno del boom dei pagamenti digitali, e anche l’Italia si prepara alla svolta. Se negli ultimi tempi gli italiani hanno acquisito maggiore dimestichezza con strumenti e tecnologie di digital payments, nel 2020 una spinta in più potrebbe arrivare dalla politica.

La strada per un’Italia digitale e ’cashless’ tracciata dal Governo con la Legge di Bilancio 2020, infatti, va da un lato verso il contrasto all’evasione fiscale con incentivi a favore dei pagamenti elettronici tracciabili, e dall’altro verso la creazione di una società sempre più digitale. Si tratta di una sfida cruciale per un Paese, come l’Italia, ancora fanalino di coda per indice di digitalizzazione e dove il tasso di digital divide è oggi tra i più alti dell’euro-zona.

Paghi in contanti? Niente rimborsi per queste spese

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Avviso ai contribuenti: tutte le spese che possono essere detratte dalla dichiarazione Irpef non dovranno essere pagate in contante. Forse a qualcuno è sfuggita questa importante novità introdotta con la legge di bilancio 2020, che è scattata dal primo gennaio. Un’ipotesi che viene considerata anche nei dossier che accompagnano il provvedimento, in cui si stima una riduzione della spesa per ’rimborsi’ con le nuove modalità pari a 496 milioni ii euro.

E visto che le spese sostenute quest’anno dovranno essere presentate in dichiarazione dei redditi nel 2021, il timore è che ci si renda conto del cambiamento solo dopo aver sbagliato e, di conseguenza, vedersi negata la restituzione del 19% della somma spesa. Per essere chiari: lo sconto spetta solo a chi paga con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili.

E le spese che dovranno essere sostenute con queste modalità sono: per mutui ipotecari per acquisto immobili; per istruzione; funebri; per l’assistenza personale; per attività sportive per ragazzi; per intermediazione immobiliare; per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede; erogazioni liberali; relative a beni soggetti a regime vincolistico; veterinarie; premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni; per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

La norma contenuta nella manovra prevede che ’’ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef ndr), la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19%’’ spetta ’’a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento’’ elettronici.

Unica eccezione sono ’’le detrazioni spettanti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale’’.

Nella legge di bilancio non si precisa quali saranno i documenti che dovranno essere presentati in occasione della dichiarazione dei redditi, visto che i dettagli tecnici dovranno essere definiti dall’Agenzia delle entrate.

Bollo auto 2020, niente sconti

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Niente sconti su Bollo Auto e Canone Rai nel 2020, che continueranno ad essere pagati dagli italiani come negli anni precedenti, per evitare lo spauracchio dell’aumento dell’IVA. E’ il quadro che delinea notizie.it.

Con la nuova legge di Bilancio appena approvata qualcuno aveva ipotizzato che nel 2020 alcune tasse importanti come quelle relative al bollo dell’auto o al Canone Rai potessero prevedere degli sconti, ma -afferma notizie.it- così non sarà.

Anche quest’anno procederà tutto come negli anni precedenti, e le motivazioni sono abbastanza scontate. Facendo due calcoli, infatti, con il pagamento del bollo auto le varie Regioni incassano un gettuto pari quasi a 6 miliardi. Il canone Rai è una tassa fissa di 100 euro annuale che i contribuenti ormai pagano con la bolletta della luce (tranne over 75 e dichiaranti di redditto inferiore a 7000 euro), lo Stato incassa una cifra utile poi al finanziamento della tv pubblica.

Il totale di questi introiti è di circa 7,5 miliardi di euro. Secondo notizie.it, non è ipotizzabile che lo Stato possa rinunciare o attuare sconti a queste due tasse, visto il rischio di un possibile aumento dell’Iva.

Redazione

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