PINO DANIELE DI NUOVO A BARI, TUTTO ESAURITO AL PALA FLORIO

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Per la seconda data del Tour “Nero a Metà”, il cantautore partenopeo ha scelto il Pala Florio per la riunion che lo vede suonare ancora una volta con i membri della sua “vecchia” band. E’ trascorso circa 1 anno dall’ultima apparizione di Pino Daniele nel capoluogo barese. L’ultima volta l’abbiamo visto esibirsi nel Dicembre 2013, in versione unplugged, sul prestigioso palcoscenico del Teatro Petruzzelli. E giovedì, 11 dicembre 2014, eccolo nuovamente a Bari. Per la seconda data della tournée “NERO A META”, questa volta, il cantautore partenopeo ha scelto la cornice del Pala Florio, appunto, simbolo dello Sport Indoor del capoluogo barese e adeguato contenitore di qualsiasi evento culturale, soprattutto musicale. “Nero Metà”, oltre ad essere il nome della Tournée, è anche il titolo del terzo album registrato in studio nel 1980, che ha consacrato l’artista napoletano nello scenario musicale italiano ed estero. Ancora oggi è presente nella classifica Rolling Stone Italia dei "100 album più belli di sempre" ed è stato premiato ai Music Awards 2014 come uno degli album che ha lasciato un segno nella storia della musica nostrana. Un lavoro che a distanza di trentaquattro anni continua a riscuotere ancora notevole successo. Al punto che per celebrarlo, è stato pubblicato da Universal Music Italia in una nuova edizione rimasterizzata "NERO A META’" Special Extended Edition, disponibile anche in doppio vinile da 180 grammi in edizione limitata e numerata in 1.000 esemplari. Il primo Lp contiene la versione rimasterizzata dell’album originale mentre il secondo contiene due brani inediti ("Tira A Carretta" e lo strumentale "Hotel Regina") e i nove brani in versioni alternative e demo tratti dalle registrazioni originali, già contenuti nell’edizione in cd.

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Ad accompagnarlo in questo ritrovato viaggio alla ricerca delle sonorità soul e blues in chiave latina, c’è la “vecchia” band composta dai musicisti che hanno partecipato alle registrazioni di questo storico album: Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano, tastiere e organo) e Rosario Jermano (percussioni). L’evento musicale è più evidente grazie anche alle partecipazioni straordinarie di Tullio De Piscopo alla batteria e di James Senese al sax, storici amici di Pino. In una moltitudine di note Blues, rock, jazz e sonorità acustiche dell’immancabile tradizione napoletana, sul palco anche il musicista Rino Zurzolo (contrabbasso) e la pianista Elisabetta Serio. Ospite della serata è Alessandra Amoroso.

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Sono le 21:15 in punto. Neanche il tempo di far terminare lo scrociante applauso che lo accoglie sul palco, Pino Daniele intona subito le prime note di “Nero a Meta” e da il via a ciò che si prepara a essere una serata ricca di emozioni. Seguono in rapida sequenza, togliendo il respiro ai fans che cantano a squarciagola, “I say i’ sto ccà”, “A me me piace ‘o blues”, “Voglio di più” e “Appocundria”, a suo dire: “Canzone alla quale sono più affezionato". Più vicina alle cose che faccio oggi”.

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Dopo un breve salto negli anni 90’, arriva l’ospite della serata: Alessandra Amoroso. La cantante salentina, accompagna Pino nell’esecuzione di “Tu dimmi quando” e “Il ricordo di un amore”, resa celebre alcuni anni fa dai virtuosismi canori di Giorgia. E’ trascorsa circa un’ora dall’inizio del concerto. L’attesa cresce. Il pubblico è consapevole che di questa grande “carovana musicale” fanno parte anche due storici amici di Pino. Finalmente, il pubblico accoglie con un boato il sassofonista James Senese e il percussionista Tullio De Piscopo. Nulla è cambiato nel loro aspetto. Entrambi i musicisti sembrano fermi agli ‘anni in cui formano con Pino Daniele, la band rivelazione del panorama musicale italiano targato anni ’80.

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“Na tazzurella di cafè”, “I got blues”, “Ie so’ pazz”, “Quann’ chiove” e “Nun me scoccià”, mettono in risalto le doti e la splendida forma artistica di questi due “mascalzoni latini”. Il contrario, invece, si può dire del “leader” della serata, che dopo quasi un’ora e mezza di esibizione, inizia a mostrare un po’ di fatica. Pino, leggermente in sovrappeso rispetto ai suoi “compagni di viaggio”, sembra non riuscire in alcuni passaggi a trovare quel “sincronismo musicale” che non può non passare inosservato a un addetto ai lavori. E solo la bravura e l’esperienza di Senese e De Piscopo riescono a toglierlo dall’impiccio di rimediare qualche perplessità da parte di quella fetta di pubblico più attenta ed esigente. Durante la breve défaillance esecutiva, non mancano alcune note stridule, sentite anche durante il duetto con l’Amoroso. Ma tutto questo, alla stragrande maggioranza dei fans, sembra non interessare o costituisce un peccato veniale che a un Artista di siffatta fattura è perdonato.

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L’atmosfera musicale si fa sempre più interessante, con l’arrivo dei due amici musicisti. Lo struggente e splendido suono del sax di James e il ritmo incalzante della batteria di Tullio, introducono il brano che ancora oggi è considerato un “evergreen” della musica pop italiana: “Yes i know my way”. Il Pubblico salta in piedi dalle sedie. E’ in visibilio. All’unisono le mani si levano per accompagnare il reboante ritmo di timpano e grancassa. E le poche parole del ritornello sono scandite in una fragorosa sequenza intonata. E’ fantastico notare come questo concerto, seppure non tra i migliori eseguiti dal cantautore napoletano, stia trasmettendo quell’energia che lascia in ogni spettatore la soddisfazione di poter dire d’aver speso bene il denaro. Il concerto volge al termine. E come di consueto, tutti rimangono lì ad attendere il “bicchiere della staffa” l’ultimo e definitivo brano che li condurrà a casa, tramortiti e al contempo inebriati per una serata di vera allegria e puro divertimento, condita con un pizzico di Amarcord. Ricordo che sono trascorsi più di trent’anni dall’uscita di un Album che ancora oggi è alto nelle classifiche di vendita. “Napulè”, è il brano che tutti sanno alla fine arrivare. E’ il brano sinonimo, per tutti i partenopei e i meridionali, di speranza e voglia di ricominciare nonostante tutte le difficoltà che accompagnano da sempre la gente di ogni Sud del Mondo.

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Insomma, dopo il successo del concerto-evento dello scorso settembre all’Arena di Verona, Pino Daniele, in un Pala Florio tutto esaurito, conferma d’essere ancora un performer live, tutto sommato, ancora valido. Funambolico, nel passaggio da una pentatonica in scala blues a un accordo in tinte più rockeggianti. Divertente e mai ripetitivo, quando accenna a un siparietto con Senese o De Piscopo. Questa non è la solita serata dal vivo in cui l’artista di turno, da copione, deve rispettare la scaletta dell’eventuale album da promuovere. E’ il grande momento che ogni musicista, a coronamento di una carriera costellata di successi, ha sempre atteso. E’ come l’Onda che un Surfer alla fine vede arrivare e che lo fa scivolare in un tripudio di emozionanti scariche di adrenalina. Questa speciale serata, oltre a racchiudere un pezzo della Storia musicale di Pino Daniele, è per gli appassionati della buona musica un momento da vivere fino in fondo. Da godere pezzo dopo pezzo, fino all’ultima nota. E finalmente, dopo tanta attesa, anche lo spettatore si è visto arrivare quell’Onda di entusiasmo, che ha travolto tutti in immensi, spumeggianti ed emozionanti momenti di grande allegria.

Il servizio fotografico è stato curato dal Photographer Oronzo Lavermicocca

Umberto De Giosa

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