PINK FLOYD: QUARANTADUE ANNI DI “THE DARK SIDE OF THE MOON”

Il mito dei Pink Floyd rivive ancora con l’Album dei record

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Forse non tutti sanno, o almeno non lo sanno le nuove generazioni, che il secondo album più celebrato di sempre (dopo Thriller di Michael Jackson) è “Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd. Sono trascorsi quarantadue anni da quel lontano 24 Marzo del 1973 quando la band inglese pubblica un disco con un sound certamente sperimentale, ma dalle tinte rockeggianti lontane dalla psichedelica musicalità alla Syd Barrett, fondatore e leader dei Floyd dal ’65 al ’68. Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright e David Gilmour, con quest’Album segnano la linea di confine che separa il pubblico e addetti ai lavori britannici, da quello residente nel nord America; infatti, al contrario degli USA, in Inghilterra il lavoro non riesce mai a raggiungere la vetta delle Chart.

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“The Dark Side Of The Moon”, pur non avendo un primato assoluto nelle vendite, vanta il “Guiness” di presenza nelle classifiche radiofoniche e discografiche: novecento sono le settimane di permanenza nelle Chart statunitensi, meritando anche un posto nella classifica degli Album più venduti in America (Billboard 200). Doveroso ricordare che l’uscita dell’album dalla top Chart è avvenuta nel 1988, quindici anni dopo la sua pubblicazione, rientrando nella Top 20 americana nel 2014. L’Album, l’ottavo in studio, è un prodotto che racchiude originalità in senso ampio, sia a partire dalla copertina del disco (un Prisma con un fascio arcobaleno, oramai comune identificatore della Band) sia nella cura delle incisioni in sala di registrazione.

cms_2008/Pink-Floyd-The-Dark-Side-Of-385009.jpgLe dieci tracce dell’Album sono tutte correlate da diverse curiosità. In particolare, le voci registrate nell’LP, con lo sfondo di effetti sonori prodotti da Nick Mason, sono frutto delle interviste fatte da Waters alla gente che transitava dallo studio di registrazione “Abbey Roads”. Per esempio, la frase - « In realtà non esiste un lato oscuro della luna. Di fatto è tutta scura», è pronunciata dal portinaio degli Studios, mentre molto in lontananza si sente una versione strumentale di Ticket To Ride dei Beatles; invece, la risata che si sente in Speak to Me e Brain Damage è del road manager Peter Watts (padre della famosa attrice Naomi) ritratto nel retro copertina di Ummagumma e morto di overdose nel 1975. Alle interviste di Roger Waters, durante la registrazione del disco, partecipano anche Linda e Paul MacCartney, ma le loro risposte alla fine non sono inserite. Un’altra curiosità legata a questa Produzione, “semplicemente fantastica”, è la vicenda di Clare Torry, protagonista della melodia vocale di The Great Gig in the Sky, La cantante, liquidata con sole 30 sterline, ha citato nel 2004 in giudizio i Floyd aggiudicandosi i crediti del brano inciso nel Lato A del vinile. Qualche anno dopo la sua pubblicazione, il famosissimo tecnico del suono e produttore musicale Alan Parsons ammette: «Fecero non so quanti milioni, al contrario di tante altre persone coinvolte nel disco». Quest’ultimo aspetto, strida un tantino rispetto a quanto ci racconta la sesta traccia incisa sul lato B dell’LP, Money; infatti il brano è una critica all’avidità dell’Uomo.

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Insomma, non tutti gli aneddoti vicini al secondo album più venduto di sempre, sono “rose e fiori”. Aldilà delle storielle, ciò che conta è l’Arte espressa in questo disco. Ascoltandolo dalla prima all’ultima traccia, si ha quasi la percezione di entrare in un buco alla ricerca del “Bianconiglio”. Ogni singola canzone ha la capacità di trascinare l’ascoltatore attraverso un mondo fatto di sonorità da meraviglia. Quarantadue minuti, circa, di pura armonia e frenesia e con alcuni pezzi si rasenta la follia. L’inizio è tutto al “cardio palma”, con il battito cardiaco di Speak To Me che dopo 1 minuto cede il passo al respiro di Breathe. Le campane e le sveglie di Time, una perfetta osmosi di suono e voce, ti ridesta dall’incubo lisergico di On The Run (terza traccia); mentre in The Great Gig In the Sky, l’armonia vocale di Gilmour lascia il posto alla splendida e potente voce di Clare Torry. Money è un singolo ancora molto trasmesso nelle programmazioni radiofoniche, reso famoso per il rumore dei registratori di cassa e il giro di basso di Roger Waters. Us And Then, con l’aggiunta azzeccatissima della linea di Sassofono, e Any Colour You Like, dalle pure sonorità ProgRock, ha un senso se ascoltate di sequenza. Il penultimo brano Brain Damage, è un chiaro omaggio alla Psichedelia introdotta da Syd Barrett agli esordi della Band.

cms_2008/quinta.jpgPoche e semplici parole non possono davvero descrivere la magia di “The Dark Side Of The Moon”. Questo capolavoro della musica, va ascoltato diverse volte e in diversa situazione: in macchina, immersi nella natura, seduti in salotto davanti a un camino scoppiettante, sotto le coperte. La musica, gli effetti sonori e le melodie dell’ottavo lavoro in studio dei Floyd, ti penetra i timpani fino ad arrivare nell’anima. Anima che s’infiamma brano dopo brano fino a lasciarti sognante a occhi aperti alla ricerca di quel sole eclissato “Dal Lato Oscuro Della Luna”. “Tutto quanto sotto il sole è in sintonia, Ma il sole è eclissato dalla luna”, così termina Eclipse, l’ultimo brano inserito nel LatoB (oggi Cd2).E nella speranza che l’Eclissi ritorni a oscurare il sole sulla terra: Lunga vita ai Pink Floyd! Lunga vita a The Dark Side of The Moon!

Umberto De Giosa

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