PILLOLE DI VITA

UN BOUQUET DI FIORI

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Ciascuna storia merita di essere raccontata con la voce di chi l’ha vissuta.

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo lo scritto di una nostra lettrice, Roberta Fiorenzio di Capodimonte, Viterbo (Lazio), che arricchisce questa nostra rubrica "Pillole di Vita", di cui ciascun lettore potrà farsi protagonista raccontando l’aneddoto più significativo della propria vita.

UN BOUQUET DI FIORI

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Roberta e Isotta Fiorenzio di Capodimonte,Viterbo (Regione Lazio)

Mi piace ricordare un episodio della mia infanzia che ho sempre portato nel cuore anche perché, sotto certi aspetti, è significativo, tipico di alcuni periodi della vita di ognuno di noi, come l’infanzia e l’adolescenza. Inoltre, non può non farci pensare a quanto siano diverse le cose ai nostri giorni. E ci sarà se non da ridere, almeno da sorridere!

Da piccole, io e mia sorella vivevamo più con i nonni che con i genitori (sempre in viaggio per motivi di lavoro), a Capodimonte in provincia di Viterbo un delizioso paesino sulle rive del lago. Avevamo una bella comitiva , bambini e adolescenti ai quali, in genere i genitori ed i nonni affidavano un compito di “sorveglianza”sui più piccoli.

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Casa sul lago di Bolsena, scattata da me qualche anno fa perchè molto simile a quella dei miei nonni.

Quel giorno decidemmo di giocare “alle Signore”. Significava che avremmo dovuto costruire sul terreno, la planimetria di una casa, disegnando e immaginando le varie stanze. A lavori quasi ultimati io comunico a tutti che secondo me, mancava un bel vaso con un mazzo di fiori. Non trovammo il vaso , ma non rinunciammo ai fiori…

La mia insistenza infatti contagiò tutti e mia sorella ebbe una splendida idea. Mia nonna aveva un importante incarico nella parrocchia del paese ed era molto amica della Perpetua del parroco, Felicetta. Perché non andare da Felicetta a chiedere dei fiori?

Che scusa inventare? Semplice! disse mia sorella: Vai da lei , di’ che poiché nonna vuole andare al cimitero a pregare sulla tomba di un’amica vorrebbe avere qualche fiore da portarle. Se può regalargliene qualcuno.

Felicetta colse i suoi fiori più belli…

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Felicetta un giorno incontrò nostra nonna: Eleonora, le sono piaciuti ifiori???

Giuro:il mio ricordo finisce qui.. Forse la nonna ci sgrido’? forse sgridò soltanto mia sorella? Non lo so. Certamente la punizione non fu molto severa, trattandosi di nonni che ci viziavano fin troppo.

Roberta Fiorenzio di Capodimonte,Viterbo (Lazio)

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