PILLOLE DI VITA

MAI UN PREMIO PER ME …

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Ciascuna storia merita di essere raccontata con la voce di chi l’ha vissuta.

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo lo scritto di una nostra lettrice, Francesca SARTIS di Firenze (Toscana),che arricchisce questa nostra rubrica "Pillole di Vita", di cui ciascun lettore potrà farsi protagonista raccontando l’aneddoto più significativo della propria vita.

MAI UN PREMIO PER ME …

cms_14255/Francesca_Sartis.jpgSono un’artista e come tanti altri artisti, se non tutti, venivo spesso invitata a partecipare a concorsi organizzati da Associazioni varie. Gli inviti erano allettanti: c’era una selezione ovviamente e poi tanti premi per i vincitori, premi in denaro, modesti, ma tuttavia non da disprezzare.

Un premio per me non c’era mai…ricorderò sempre le parole del Presidente di una Pro Loco quando andai a ritirare la mia opera: “La giuria non ha capito niente. Dovevano premiare te! Se non costa molto vorrei comprarlo io il tuo quadro!”

Ero ad una delle mie prime partecipazioni, non sapevo dire il prezzo e rimasi muta, lui anche! Io ed il mio quadro tornammo a casa, felici.

Si avvicinava il Natale e fui invitata a partecipare ad un concorso di Arte sacra. L’idea mi piaceva molto. Mi definivo agnostica , ma l’idea mi piacque e pensai di rappresentare un presepe su tavola .

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Francesca Sartis: Presepe su tavola

Arrivò il giorno della premiazione. Il Vescovo iniziò a parlare. Un discorso lungo per dire che non erano previsti premi in denaro e che il più bello dei premi sarebbe stato il primo: Un viaggio di una settimana a Lourdes!

Mi feci il segno della croce e pregai Dio con tutte le mie forze perché NON mi facesse vincere ma… mentre pregavo a testa bassa, un po’nascosta tra gli altri sentii pronunciare il mio nome e subito dopo applausi a non finire!

Non volevo andare ma rifiutare mi sembrava davvero un’azione indegna, quindi ringraziai sorridendo e iniziai in qualche modo a prepararmi psicologicamente al viaggio.

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Lourdes – Ph Francesca Sartis

Il viaggio è stato indimenticabile: ricordo ancora l’atmosfera di grande spiritualità, i canti che sembravano avvolgere la moltitudine di persone che procedeva in processione, i volti dei malati con gli occhi pieni di speranza.

Tantissimi furono per me i motivi di riflessione e da allora l’amore sempre più grande per l’Arte sacra mai mi ha abbandonato.

Francesca SARTIS di Firenze (Toscana)

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