PILLOLE DI VITA

DAL PAESE ALLA CITTA’

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Ciascuna storia merita di essere raccontata con la voce di chi l’ha vissuta.

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo lo scritto di una nostra lettrice, Graziella BENEDETTIS di Trevignano Romano (Lazio), che arricchisce questa nostra rubrica "Pillole di Vita", di cui ciascun lettore potrà farsi protagonista raccontando l’aneddoto più significativo della propria vita.

DAL PAESE ALLA CITTA’

cms_14021/FOTO_1_Graziella_BENEDETTIS.jpgCorreva l’anno 1960. Frequentavo il quarto ginnasio presso un liceo classico situato in una zona della cosiddetta Roma bene, gli studenti quindi erano, per la maggior parte, figli di benestanti, di nomi famosi, insomma di quelli che oggi chiamiamo Vip. Io, e come me pochi altri, eravamo invece figli di gente semplice, quella che in genere e non so perché, viene definita “normale”.

Mio padre era un impiegato statale. Io avrei preferito iscrivermi ad un liceo artistico, ma amavo molto anche le materie letterarie e quindi optai per il classico. Mi ero trasferita a Roma per studiare: venivo da Trevignano Romano un piccolo ma bellissimo paesino non molto distante dalla capitale.

cms_14021/FOTO_2__Trevignano_Romano.jpgTrevignano Romano

Mi presentai il primo giorno di scuola con un soprabito celeste cucito da mia madre ( era molto brava nel cucito) e i capelli raccolti in due lunghe trecce. Un attimo prima di entrare in classe qualcuno dietro di me sussurrò: “ma questa da dove è uscita?” Mi voltai e vidi un ragazzo alto che mi guardava e sghignazzava ( nel corso degli anni spesso lo rividi in tv… ma mai come figura di primo piano))

Entrai in classe e…meraviglia! mi incantarono i volti delle ragazze, bellissimi, levigati, luminosi (non sapevo che esistesse il fondo tinta!) mi sembrava di essere in un film!

Tutto questo è nulla in confronto a quello che venni a sapere durante l’anno scolastico (a volte dagli stessi figli dei Vip): alcuni professori passavano tranquillamente le ferie nelle ville al mare o in montagna di proprietà dei genitori degli studenti,mentre altri venivano forniti regolarmente di biglietti gratuiti per spettacoli vari dallo sport al teatro, ai concerti e via di seguito.

Formammo un piccolo gruppo – spia che ad ogni costo avrebbe voluto appurare la verità!

Uscirono i quadri e… Graziella BENEDETTIS “BOCCIATA”

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Non credevo ai miei occhi ma invece di avviarmi verso casa, non so perché,questa dolorosa scoperta mi portò dal parrucchiere per un nuovo taglio di capelli. A casa nessun tipo di rimprovero.

La mattina successiva al “fattaccio” mia madre bussò alla porta della mia camera, mi disse che usciva, quindi solite raccomandazioni: non aprire se suona il campanello, ho la chiave di casa, torno presto. Io invece,quando il campanello suonò, mi alzai per andare ad aprire. Abbagliata dalla luce, caddi svenuta. Ospedale, pronto soccorso, ben cinque punti sotto il mento e, al ritorno a casa, sorpresa!

Trovai ad aspettarmi dei giornalisti: qualcuno li aveva chiamati: correva voce che una ragazza aveva tentato il suicidio perché era stata bocciata.

MA PER CARITA’….e per fortuna, niente di simile era passato per la mia testa!

Graziella BENEDETTIS di Trevignano Romano (Lazio)

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