PILLOLE DI VITA

IL SACCO-CASA

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Ciascuna storia merita di essere raccontata con la voce di chi l’ha vissuta.

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo lo scritto di una nostra lettrice, Angela Galgiolo, che arricchisce questa nostra rubrica "Pillole di Vita", di cui ciascun lettore potrà farsi protagonista raccontando l’aneddoto più significativo della propria vita.

IL SACCO-CASA

Dopo cinque lunghi anni di fidanzamento si avvicinava la data delle nozze e soltanto in quel momento le mie idee acquistarono chiarezza e verità: non volevo sposarlo, non volevo sposarmi! Parole impronunciabili in casa mia: scandalo, mancanza di serietà, sintomo di grande leggerezza lasciare il “buon partito”, di buona famiglia, laureato con il massimo dei voti…e tante altre belle cose.

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Il mio telefono preferito

Mia madre diceva spesso: “Se lo lasci ti caccio di casa”.

Un bel giorno le risposi: non è necessario, me ne vado io… e me ne andai

Trovai subito un lavoro (al nero ma in una ditta importante) ed una stanza in subaffito da una anziana signorina ad Ostia (Roma)

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Ostia, spiaggia, mare. Andavo spesso a prendere un po’ di sole. Un giorno in spiaggia mi raggiunge il mio ex fidanzato, un ultimo chiarimento e l’addio definitivo. E’ pur sempre doloroso, bruttissimo lasciare qualcuno che forse ti ama ancora.

Rimasi ancora un po’ da sola sulla spiaggia a pensare, poi decisi di avviarmi verso casa.

Avevo con me un grande sacco che chiamavo sacco-casa perché conteneva tutto quello che possedevo e quindi lo custodivo con particolare cura.

Cerco le chiavi, appoggio il sacco-casa sul tettino della macchina (una Peugeot 205 in prestito da mia sorella) e parto.

Arrivata sotto casa parcheggio e cerco il mio sacco-casa che non c’era: era volato via dal tettino della macchina perché in effetti era lì che l’avevo lasciato.

Impossibile descrivere il mio stato d’animo. Ero veramente in mezzo ad una strada!

Il giorno successivo passai a casa dei miei, non so per quale motivo, forse perché speravo che almeno i documenti mi venissero restituiti dall’eventuale persona che avesse ritrovato il mio sacco-casa.

cms_13542/4.jpgMia madre mi disse che aveva telefonato un signore ed aveva chiesto un appuntamento telefonico con me al più presto.

Ed ecco la telefonata: “Buongiorno, lei è Angela?” “Sì”… e tante altre domande alle quali risposi con un po’ di timore. Infine: “Ho trovato la sua borsa e gliela spedisco questa mattina stessa. Mi confermi il suo indirizzo”.

Rimasi muta per un attimo, poi iniziai a ringraziare commossa, gli chiesi il suo nome, il suo indirizzo, non me lo disse. Lo pregai di usare i miei soldi per la spedizione (nel portafogli c’era tutto il mio stipendio).

Pensavo che il mio sacco-casa sarebbe arrivato “spoglio”, cioè con dentro soltanto i documenti.

Non fu così. Il mio sacco-casa era così come l’avevo lasciato; non mancava nulla, tutto il mio stipendio (anche le spese di spedizione erano state sostenute da questo gentile e sconosciuto Signore) la mia catenina d’oro, i miei occhiali da sole, e tanto altro.

Un gesto unico che ho sempre ricordato. Ogni volta che mi capita l’occasione ne parlo e provo sempre un po’ di dispiacere per non aver saputo il suo nome!

Angela Galgiolo da Roma (Lazio)

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